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venerdì 25 settembre 2020

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CALCIO - Pioli: "Riporterò la Lazio in Europa"

Il nuovo tecnico ha firmato per un anno con rinnovo automatico al raggiungimento degli obiettivi concordati

14.06.2014 - Alessandro Staiti



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Pioli e Lotito a Formello

FORMELLO, 13 giugno 2014 - Presentato il nuovo tecnico della Lazio: dopo l'addio di Edy Reja, ecco il saluto di Stefano Pioli. Il nuovo allenatore arriva tra le contestazioni della tifoseria e le garanzie della società. Non sarà facile per Pioli riportare la gente allo stadio, ma l'allenatore sembra consapevole delle difficoltà ed entusiasta del nuovo incarico. Porterà con sé il suo staff, dal vice allenatore Giacomo Murelli al preparatore atletico Massimo Osti che lavorerà insieme a Francesco Perondi. Il match analyst Davide Lucarelli affiancherà Jesse Fioranelli che rimane al suo posto, mentre il preparatore dei portieri rimarrà.

Di seguito il testo completo della conferenza stampa a Formello.

ENTUSIASTA - "Ringrazio il Presidente Lotito per le sue parole. Sono molto felice, entusiasta, orgoglioso e onorato di ricevere questo nuovo incarico. Io e il mio staff metteremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per far sì che la stagione sia altamente positiva. Voglio rimarcare una situazione che credo sia importante e che è stata divulgata in modo errato: la società mi aveva offerto un contratto biennale, ha accettato invece la mia proposta. Ho firmato un contratto annuale rinnovabile automaticamente se raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo prefissati, che sono quelli di riportare la Lazio dove gli compete, cioè in Europa. Credo che questa sia la testimonianza che non sono venuto alla Lazio alla ricerca del contratto della vita, ma per lavorare, per avere a disposizione - come la società mi ha promesso - una squadra all'altezza della situazione per centrare questi obiettivi. E avere la possibilità, assieme ai miei giocatori, alla società e insieme all'ambiente, di fare una stagione importante e, auguriamoci, di giocare un buon calcio, di ottenere risultati importanti. Questo è il nostro obiettivo".

PRIMA SCELTA - "Questa è la situazione sulla quale siamo fortemente, già prima di ieri perché la società mi ha sempre fatto sentire una prima scelta e questo l'ho apprezzato molto. Quindi siamo focalizzati e concentrati sul fare le cose nel miglior modo possibile. È chiaro che ci saranno dei cambiamenti, è chiaro che qualche giocatore importante non è stato confermato o comunque se n'è andato via. Abbiamo parlato, soprattutto di caratteristiche e di nomi, e siamo sicuramente trovati d'accordo nel dire che devono arrivare giocatori in grado di migliorare questa squadra. Devono arrivare giocatori in grado accrescere il tasso tecnico tattico, e anche caratteriale della squadra. I ruoli credo che li sappiate anche voi. Il mercato è lungo, c'è il Mondiale di mezzo, quindi possono arrivare anche tante sorprese e non credo che la fretta sia una buona consigliera. Ci vuole molta attenzione".

GIOCATORI IMPORTANTI - "L'importante è che arrivino giocatori che possano innalzare il livello di questa squadra. La volontà, la serietà, la competenza e l'entusiasmo credo che siano valori importanti. Mi piace stare bene con la squadra, e per me significa parlare chiaro, avere rapporti diretti: io do tutto alla squadra e dalla squadra pretendo tutto. Di tanti luoghi comuni che ci sono nel nostro ambiente, c'è n'è uno abbastanza veritiero: si gioca la domenica per come ci si allena durante la settimana. Siccome vogliamo essere una squadra propositiva, aggressiva, una squadra che non aspetti gli avversari, ma che provi a giocare un calcio intenso, coinvolgente, con tanta velocità e con ritmi alti, abbiamo la necessità di lavorare molto bene durante la settimana. Questo sarà uno degli sviluppo più importanti, una delle priorità del nostro inizio di precampionato. Arriverà presto l'inizio del precampionato e non vedo l'ora di conoscere i giocatori, l'ambiente ma soprattutto di poter lavorare qui. Ho avuto modo in questi giorni di apprezzare le strutture e credo che qui abbiamo tutte le situazioni ideali per poter lavorare bene".

Che ambiente le piacerebbe trovare?
"Sarebbe semplice dire che se tutte le componenti sono indirizzate verso un solo obiettivo, se si rema tutti dalla stessa parte, e mi riferisco alla società, allo staff, ai giocatori, alla comunicazione e ai tifosi, tutti ne traggono vantaggi e la strada sarebbe un po' meno in salita di come sarà, perché le difficoltà del campionato italiano le conosciamo tutti. Noi ce la metteremo tutta per far sì affinché la squadra possa giocare un buon calcio, ottenere risultati importanti, che possa essere sostenuta, anche perché credo che essere tifoso significhi avere la passione e la voglia di sostenere i propri colori e i propri calciatori".

Avete già parlato di mercato?
"Chiaramente sì, ci stiamo confrontando con il direttore e con il presidente. È chiaro che perderemo dei giocatori importanti, ma è altrettanto vero che in quei ruoli stiamo cercando e i nomi che sono stati fatti sono quelli di giocatori importanti. Stiamo cercando giocatori di qualità, che possano fare bene per la Lazio, permettere alla società e allo staff tecnico di avere una squadra che possa arrivare nelle posizioni che le competono e quindi alla ricerca di un posto in Europa".

Alcuni temono che lei non possa essere abbastanza indipendente rispetto a certi dettami societari. È vero? E tecnicamente parlando nella sua testa che ruolo ha un giocatore come Candreva?
"Noi siamo qui per lavorare e in questo momento sarebbe troppo facile fare promesse. Che non è il caso di fare. Assolutamente posso promettere sul fatto che il nostro impegno sarà massimale, totale. Credo che sia arrivata la chiamata giusta nel momento giusto e quindi siamo diretti, coinvolti e concentrati sul nostro focus: far sì che le cose funzionino nel miglior modo possibile. Credo che in un'azienda, in una società di calcio, le cose funzionino quando c'è grande sintonia, grande comunione di intenti, quando ci sono le persone adatte a occupare certi ruoli con le competenze giuste. Io faccio l'allenatore, sono il responsabile tecnico e farò le mie scelte. Per quanto riguarda Candreva è un ottimo giocatore, un giocatore che può ricoprire molti ruoli sotto l'aspetto offensivo, un giocatore che farà i Mondiali, mi auguro che li faccia nel miglior modo possibile perché per noi è un giocatore molto importante".

Cosa teme di più di questa sfida? Ha già parlato con Reja?
"Io non sono abituato a fasciarmi la testa in anticipo, e sono abituato soprattutto a pensare in positivo. In questo momento vedo solo la possibilità di cominciare un lavoro in un ambiente importante, in una società prestigiosa in una piazza molto importante ed esigente. Cerchiamo di prepararci al meglio possibile per essere pronti per questa opportunità. Con Reja non ho parlato, chiaramente lo ringrazierò per gli attestati di stima nei miei confronti. Sicuramente lo chiamerò nei prossimi giorni, anche perché adesso non mi sembrava il momento più adatto".

Lei è un allenatore molto eclettico. Ha già un'idea su come impostare la Lazio?
"Credo che essere eclettici possa essere una soluzione positiva, importante. Credo anche di aver dovuto ricorrere a molte soluzioni perché non sempre si riusciva nella campagna estiva si riusciva a ottenere l'acquisto di caratteristiche prestabilite e quindi credo che si possa comunque essere flessibili. Ma è altresì vero la continuità di un certo sistema di gioco possa avere i suoi vantaggi. Nella rosa che abbiamo in questo momento e per le caratteristiche che stiamo cercando sicuramente l'impostazione possa essere quella del 4-3-3 che poi nella fase offensiva potrebbe essere un 2-1 o un 1-2. Ma la base 4-3 è comunque solida. Non tralasciando che potrebbero esserci le caratteristiche per giocare anche col 4-2-3-1. Però questi adesso sono ragionamenti che facciamo perché conosciamo le caratteristiche dei giocatori, ma le valutazioni più approfondite saranno fatte nel momento della conoscenza non solo delle caratteristiche tecniche ma soprattutto di quelle caratteriali, per cui ci sarà tutto il tempo per fare le valutazioni".

C'è una caratteristica in particolare di cui avrebbe bisogno la Lazio?
"Prima di dare valutazioni più approfondite ho bisogno di conoscere i giocatori nel ritiro precampionato. Comunque credo che in questo momento, ripeto senza fretta, la priorità della società sia trovare dei difensori centrali affidabili e giocatori importanti".

Come ha vissuto queste ultime due settimane dopo il colloquio con il presidente Lotito, sapendo che vi erano state anche altre audizioni?
"Ero tranquillo perché, come il presidente ha apprezzato il mio comportamento durante questa settimana, così ho fatto io. Ho sempre ricevuto gli attestati giusti che mi aspettavo, com'era normale che mi aspettassi che la società avesse altri colloqui e altri incontri. Stiamo parlando della Lazio, di una società blasonata e di una squadra importante e non mi illudevo che la società, dopo un solo incontro, potesse già escludere tutti gli altri allenatori. Anche perché ho sempre pensato comunque che sia la Lazio, o un'altra società, se è convinta è bene che ti scelga, se non è convinta è bene che vada su altre strade".

Si trova bene a lavorare con i giovani? Conosce già qualcuno dei Primavera che sarà portati in ritiro?
"La società ha dimostrato nel corso di questi anni di aver lavorato bene nel settore giovanile e di aver creato quindi le basi importanti per trovarsi poi dei giocatori pronti in futuro per la prima squadra. Non ho assolutamente problemi a far giocare ragazzi giovani e le mie scelte non saranno influenzate sicuramente dalla carta di identità. Ma sia gli allenatori che i giocatori abbiano la grande fortuna del campo. Il campo parla: se i giovani meritano giocheranno sicuramente. L'importante è trovare subito lo spirito giusto. Sono molto contento di allenare ragazzi giovani così come in passato ho allenato giocatori esperti, giocatori maturi, campioni del mondo. Mi avete chiesto prima dei sistemi di gioco e dei numeri: sono importanti nel calcio, ma non sono la cosa principale. La cosa principale in una squadra è trovare subito lo spirito, la mentalità, la voglia di sacrificarsi per gli altri, di rincorrere l'avversario, di essere aggressivi una volta persa la palla, la voglia di essere propositivi tutte le volte che abbiamo il pallone, la voglia di pensare positivo per cercare di far male agli avversari tutte le volte che ne avremo la possibilità. E soprattutto mettere al centro l'attenzione, non l'io ma il bene della squadra. Questa è la cosa principale e sulla quale lavoreremo da subito, perché una volta raggiunta questa mentalità puoi giocatore in qualsiasi modo, con un centrocampista in più e un attaccante in meno, non è questo che fa la differenza. I giocatori che faranno parte della rosa della Lazio avranno le qualità tecniche e morali per essere qui, quello che fa la differenza sono gli atteggiamenti e i comportamenti. Dovremo essere una squadra- permettetemi il termine - con la bava alla bocca, con gli occhi della tigre, una squadra che aggredisce, che attacca, che ha fame, che ha voglia, che tutte le volte che entra in campo la domenica è convinta di portarsi a casa i tre punti. Non sono qui a dire che ci riusciremo sempre, ma l'atteggiamento deve essere questo".

Spera di avere la rosa al completo già in ritiro?
"E' la speranza di tutti noi allenatori! Sono sempre stato contrario a un mercato così lungo. Ma ho appena detto che questo non è il problema questo: avremo comunque un buon nucleo, nonostante qualche giocatore importante che fa il Mondiale, per fortuna perché vuol dire che sono di qualità, sul quale poter lavorare. Non credo che saremo al 100% a livello di definizione dell'organico, ma credo che sarà importante cominciare a lavorare per capire quali sono le caratteristiche che ci mancano".

Come colloca la Lazio per organico e prospettive, in quale fascia della Serie A?
"Se lei pensa che ho firmato un contratto con rinnovo automatico, l'obiettivo è quello, arrivare in Europa, vuol dire che ho avuto della garanzie e che la rosa della Lazio sarà all'altezza per centrare quell'obiettivo. La Lazio, a parte l'anno passato che ha avuto qualche difficoltà, ma in precedenza ha quasi sempre centrato un posizionamento che permettesse di giocare in Europa e credo che sarà sicuramente all'altezza".

Considera la Lazio la sua grande occasione come allenatore?
"Sono soddisfatto e molto contento quando il mio lavoro e le mie qualità vengono apprezzate e riconosciute. Sono contentissimo che sia stato così da parte del presidente e del direttore. È chiaro che la Lazio ci dà la possibilità di puntare a un traguardo importante, e siamo qui per provarci".

Ritiene sufficienti gli attaccanti in organico? Visto che si parla di possibili cessioni importanti come Lulic, Marchetti, Candreva, c'è secondo lei qualche giocatore incedibile?
"Ci sono troppi se... Tutti i giocatori che ha elencato al momento fanno parte della rosa della Lazio. Nella fase offensiva credo che siamo completi, purtroppo abbiamo avuto il problema dell'infortunio di Brayan Perea, speriamo che non sia troppo lungo. Penso di poter iniziare con una certa sicurezza. Chiaramente un conto è fare le valutazioni adesso... potremo farle con più precisione quando comincerò a lavora in ritiro".

È più una controindicazione o uno stimolo cercare di riportare l'entusiasmo nella piazza?
"Uno stimolo sicuramente. Ripeto: ho sempre pensato di aver avuto sempre un grande equilibrio anche nei momenti difficili, di trovare sempre degli aspetti positivi nelle difficoltà Questo è uno stimolo: far sì che la Lazio torni a giocare in Europa, che torni a giocare in modo importante, e a ottenere ottimi risultati. Questa è la cosa principale per far tornare l'entusiasmo. È sicuramente il nostro obiettivo. Siamo concentrati solo su questo. Domani tornerò andrò in vacanza fino ai primi giorni di luglio, ma non sarà una vacanza lavorativa, anche perché di vacanze ne ho fatte fin troppe. Non vedo l'ora di cominciare a lavorare. C'è sicuramente molta motivazione per far sì che la Lazio una squadra importante del campionato italiano, che sia una squadra prestigiosa e che abbia voglia di sostenere i propri colori".

 

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