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lunedì 17 febbraio 2020

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CALCIO - Baldissoni sullo stadio: "Un giorno importante nella storia della Roma"

Il direttore generale giallorosso è intervenuto a Roma Radio sul nuovo impianto, sullo sponsor e sui trascorsi da tifoso romanista

05.09.2014 - Luca d'Alessandro



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Mauro Baldissoni


Quella di ieri è stata una giornata storica?
"Ieri è stato un giorno che sarà importante nella storia della Roma, ma noi tutti giorni lavoriamo per scrivere piccoli frammenti di storia. Siamo in piena procedura ancora, l'approvazione di pubblico interesse chiude una prima fase amministrativa che riguarda il comune e costituisce il quadro politico e contrattuale con l'amministrazione su quello che riguarda gli oneri e gli investimenti sulle infrastrutture, le cubature tutto quello nell'ambito del quale ora si dovrà lavorare col progetto di dettaglio che passerà alla Regione. C'è ancora tanto da fare".

Si passa ora alla fase tecnica?
"Ci sono ancora migliaia di particolari che saranno al vaglio di revisione. Il progetto del piano politico-economico è definito e questo ci consente di pensare che il prossimo passaggio sarà ugualmente positivo".

La scelta del luogo...
"Uno degli elementi più caratterizzanti di questo processo è la trasparenza, intesa nella completa apertura verso la scelta dell'area. Ricordo quando abbiamo iniziato con Mark Pannes, due anni fa, a ricevere la proposta di vari siti e questi siti più preferibili della città, presenti nella lista, li abbiamo visitato. Siamo andati alla scoperta di angoli sperduti in città trovandoci di fronte a situazioni non censita, villaggi improvvisati".

Baldissoni bambino tifoso visto dal Baldissoni attuale con un ruolo nella Roma...
"Intanto rimane papà che chiama tutti i giorni per sapere cosa sto combinando. La squadra di calcio è un affetto che ti porti dietro per tutta la vita. Ho cominciato ad andare con papà allo stadio quando ancora non raggiungevo il metro e quindi entravo gratis e ci sono tanti ricordi".

Il primo ricordo allo stadio Olimpico?
"L'invasione di colori, rumori e di odori dello stadio fine anni '70. Il rumore degli elicotteri sopra lo stadio, il Caffè Borghetti strillato. Sono esperienze che resteranno per sempre. Poi è un rito andare allo stadio. Il pranzo da mamma, mio zio che arrivava a prenderci in macchina, stesso percorso, stessa sosta al bar. Fino a che non ho detto, vado in Curva Sud col motorino. La cosa più seria è andare allo stadio da tifoso, soffrire da tifoso e andarci in quello di un contesto di un gruppo di parenti o amici. Ricordo ancora di non aver capito chi è quella persone che destava una gioia istintiva in mio padre che , arrivati allo stadio, con la prima sosta alla toilette, usciva da lì ridendo ed esultando dicendo: "oggi si vince facile". Io dicevo, ma perché? e lui: "Perché lo abbiamo visto". Era un personaggio che quando faceva pipì, invece di sbottonarsi la patta si calava i pantaloni fino alle caviglie e questo era un episodio che veniva associato alla vittoria della Roma".

Baldissoni dirigente di oggi è avvantaggiato, sfrutta la sua esperienza di tifoso?
"L'atteggiamento che ha il presidente è chiaro. Loro si sentono dei guardiani e custodi di un patrimonio collettivo e interpretano il loro ruolo al servizio della tifoseria. Io ho cercato di dare testimonianza dell'esigenze dei tifosi. Abbiamo introdotto alcune iniziative per loro, dalle cose più semplici come risuonare vecchie canzoni, vecchi inni come quello di Lando Fiorini, a ricreare certe atmosfere a offrire nuovi servizi come il settore famiglie, il Cuore Sole Village o la Hall of Fame che sono il frutto, il tentativo di riportare un'esperienza un'emozione che è quello del tifoso medio della Roma".

Da tre anni fa a oggi, a che punto siamo del processo di costruzione della Roma?
"Rispetto alle aspettative abbiamo realizzato più iniziative, più in fretta, ma siamo ancora all'inizio di un percorso. Siamo impegnati tutti i giorni per migliorare i servizi per il nostro pubblico. Ogni piccolo tassello del lavoro quotidiano di ciascuno di noi contribuisce a rendere questa società forte, in grado di competere con le migliore realtà del mondo e se lo fa la società lo fa di conseguenza la squadra".

Si sta creando una sindrome di accerchiamento. Quel che si sta facendo non piace a tutti. Voi l'avvertite?
"Noi abbiamo scelto dal primo giorno di non rispondere ai piccoli infamatori o ai portatori d'interessi privati che hanno provato a frapporsi a quelle che sono le nostre iniziative e preferiamo che siano i fatti a parlare. Siamo fiduciosi che i fatti ci diano ragione. Ho fatto una telefonata interessante con un ex ragazzo di Curva. Mi sta facendo i complimenti, riferendosi a una conversazione che ebbi con lui un anno fa. L'esempio era quello che stessimo costruendo un bellissimo palazzo al centro di Roma, un grattacielo moderno, ma poiché siamo solo alle fondamenta non è bello da vedere e può portare alle critiche. Lui mi ha detto che adesso stiamo vedendo il palazzo che sta nascendo. Questo significa che la percezione di quello che stavamo progettando si sta vedendo".

Quali sono le sensazioni sulla costruzione della squadra? Obiettivi della stagione?
"La competenza tecnica specifica calcistica all'interno della dirigenza della Roma è depositata nella stanza di Claudio Fenucci. A noi piace competere, il presidente vuole competere a livello internazionale. Credo che la squadra allestita sia in grado di competere. Il lavoro che stiamo svolgendo lo facciamo per essere duraturo. Lavoriamo per essere competitivi oggi, ma pronti a essere competitivi domani".

Qualcuno per creare ansia dice che la Roma è condannata a vincere.
"Noi accettiamo la condanna se s'intende come obbligo di assunzione di una responsabilità. La responsabilità ce la prendiamo volentieri, quella di competere per vincere. Vincere è un incidente statistico perché vince una soltanto ogni anno, ma predisporci a competere per vincere è la nostra responsabilità".

C'è ancora ottimismo per il sorteggio di Champions?
"Non si tratta di ottimismo, ma di consapevolezza. L'obbiettivo era quello di tornare in Europa,e giocarci significa giocare con le più forti. Venendo dalla quarta fascia era previsto. La sfortuna è stata per il Bayern ed il City di trovare una squadra come la Roma. E' il girone più difficile presente della competizione, ma è difficile perchè ci siamo anche noi".

Le cifre del mercato?
"Non sono mai corrette perché prendono in considerazione soltanto alcuni elementi che possono essere soltanto i costi di trasferimento società con società che sono solo una parte che noi come amministratori dobbiamo considerare ai fini della predisposizione di un budget annuale. Le scelte sono sempre tecniche e corrispondono alla compatibilità con quello che abbiamo possibilità di mettere a budget, tra risorse in entrata e in uscita. Credo che stia funzionando, siamo molto fieri del nostro staff tecnico. Le corone da regina del mercato non contano nulla, contano i risultati in campo. Noi lavoriamo con le nostre risorse e le cifre, essendo una società quotata in borsa, vengono proiettate con cadenza trimestrale. Quello che ci raccontato è che la Roma essendo stata rilevata in condizioni di sbilancio rilevante tra costi e ricavi, ha avviato un percorso di riduzione delle perdite, in un percorso di rientro di bilancio pur aumentando la competitività tecnica".

Accordo con Nike, Roma work in progress sul main sponsor?
"C'è una squadra che sta lavorando a questa voce. Con un'ambizione in più con un partner che non sposi soltanto la maglia ma che può essere collegato all'immagine del nuovo stadio. L'obiettivo è associarci ad aziende che possono godere e trarre il beneficio dall'esposizione che si ha non solo con la maglia ma con un'infrastruttura importante come quella in costruzione. Se fino a oggi la Roma non ha uno sponsor sulla maglia è perché il valore della Roma è in crescita e noi richiediamo al mercato è che riconosca il valore attuale e il valore prospettico che si sta formando. Siamo fiduciosi perché lo stiamo già constatando che il mercato è pronto a riconoscere questo valore".

Un messaggio ai tifosi?
"Voglio ringraziarli, ho provato a farlo prima della scorsa partita. Li ringrazio per il comunicato mandato prima del match con la Fiorentina, per gli ideali espressi. Li ringrazio e li invito a proseguire su questa strada".

 

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