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giovedì 14 nov 2019

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CALCIO - IL PUNTO SUL CAMPIONATO - Juve spietata: bianconeri a più tre

Roma bloccata dalla Sampdoria. Si conferma la Lazio; risalgono Inter e Napoli. Parma in crisi nera

27.10.2014 - jacopo fontanelli



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ORA SOLARE - Dopo la nefasta tre giorni europea è ripartito il campionato spezzatino più che mai. L'ora solare fa più danni della grandine in ambito fantacalcistico, perché sposta la partita delle 12.30 di domenica alle 15 di sabato. E trattandosi di Empoli-Cagliari non se la ricordava nessuno, compresi probabilmente alcuni tifosi delle due squadre. Peccato, perché quando accendi il televisore convinto di trovare la solita Premier o cercando sprazzi di bel calcio in Serie B, i sardi sono già sullo 0-4. Due vittorie per Zeman, entrambe in trasferta.

UN ALTRO SPORT - Meno spettatori ancora ha avuto il derby emiliano Parma-Sassuolo delle 18: ora, va bene essere tifosi di una delle due compagini, va bene il tifo e vanno bene le ragioni del cuore, ma alzi la mano chi non ha preferito guardare un mai banale Real Madrid-Barcellona alla stessa ora?
Ok, risultati uguali, 3-1 Real, e 1-3 Sassuolo, ma vuoi mettere le galoppate di Ronaldo e Benzema con i tentativi mal riusciti di dribbling di Sansone e Belfodil? Ad ogni modo, il bel Parma dell'anno scorso non c'è più, e se continua così non ci sarà più nemmeno l'anno prossimo. La sensazione è che la mancata iscrizione all'UEFA abbia rotto qualche equilibrio in società.

ZONE ALTE - La Roma rimane al palo (in tutti i sensi) e fa 0-0 a Samp-doria. Non ce ne voglia Ferrero, ma si dice Genova. Partita non bellissima ed equilibrata, l'anno scorso fu più o meno simile, sbloccata da un Benatia in versione Messi. Ora la domanda è la seguente: un buon punto su un campo difficile, o c'era ancora qualche scoria della batosta col Bayern di martedì? Le prossime tre partite ce lo diranno: Cesena mercoledì, poi Napoli e Bayern fuori.
La Juve ne approfitta e liquida il Palermo col più classico dei 2-0: tornano a segnare Vidal e Llorente, e la classifica segna, per ora, un rassicurante più tre. Resta, al momento, che entrambe le squadre sono padrone del proprio destino: vincendole tutte, entrambe vincerebbero matematicamente lo scudetto.
Appena un po' più giù (ma quel poco che fra 4/5 giornate equivarrà a 12/15 punti) bene il Napoli che dopo le bastonate sul pullman prende a pallonate il malcapitato Verona: 6-2 con i risvegli di Hamsik (due) e Higuain (tre). E dire che gli azzurri erano anche andati sotto dopo un minuto. Orgoglio tirato fuori e tre punti in fienile.

TERZO POSTO - Ottima la Lazio, che approfitta delle fatiche europee del Torino, e vince la quarta di fila candidandosi a pretendente per il terzo posto: 2-1 grazie a un Biglia stratosferico e al ritorno al gol di Klose. I biancocelesti al momento sembrano la squadra più solida, quadrata e soprattutto continua nella lotta all'ultimo posto utile per la Champions.
Brodino per l'Inter che, ancora convalescente, batte 0-1 il Cesena con un rigore di Icardi. La notizia è che non prende gol, che Mazzarri parla bene dell'arbitro (e l'ultima volta non avevano ancora inventato i televisori per documentarlo) e che nel Consiglio di Amministrazione non si è dimesso nessuno.
Pareggiano Milan e Fiorentina, in una partita in cui ci si aspettava sicuramente qualcosa di più da parte di entrambe: almeno è un pareggio con gol, altrimenti si sarebbero addormentati i 40mila di San Siro, più i due milioni a casa.
Bene, benissimo l'Udinese di Di Natale che con la prodezza di ieri arriva a quota 198 gol. Ha fatto bene a continuare, non tanto per arrivare ai 200 o per superare Baggio, ma perché una perla come quella di ieri riconcilia col bel calcio e col buon umore. Auguri Antonio e che il duecentesimo non sia banale.

PIÙ GIÙ - Il nuovo Chievo di Maran, perde 1-2 col vecchio Genoa di Gasperini. Ha segnato uno con un nome impronunciabile per i clivensi, e poi Matri e Pinilla (che aveva in precedenza sbagliato anche un rigore)per i genoani.
Da martedì a giovedì si torna in campo e non per l'Europa, ma per la nona di campionato.

 

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