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mercoledì 26 febbraio 2020

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CALCIO - Orsi a Radio IES: "Bravo Pioli, ma ora serve un vero centrale"

"Con Bocchetti non cambierebbe nulla". Sull'Inter: "Con Mancini cambiano le ambizioni della squadra. È un vincente"

15.11.2014 - Alessandro Staiti



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Fernando Orsi

PIOLI - Dopo la sconfitta di Empoli la Lazio sfrutta la sosta per preparare la sfida contro la Juventus con uno sguardo al mercato. L'ex portiere biancoceleste Fernando Orsi, in diretta ai microfoni di Radio IES, promuove Pioli e boccia l'idea Bocchetti: "Prima della sconfitta contro l'Empoli forse si pensava che la Lazio potesse arrivare a raggiungere un piazzamento non pronosticabile a inizio stagione, e nonostante tutto può ancora lottare per le prime posizioni della classifica. Però la partita di domenica ha evidenziato che la sconfitta è arrivata per alcuni episodi che una squadra ambiziosa non può permettersi. La cosa importante di questo inizio di stagione è la capacità che ha avuto Pioli di caratterizzare la sua squadra. Sono contento che arrivi subito il match contro la Juventus, consente di dimostrare la reazione di cui è capace questa Lazio dopo una difficoltà. È un banco di prova anche per l'allenatore. Pioli sa quello che vuole e sta dimostrando di poter allenare una squadra come la Lazio continuando su questo trend. Doveva dare una svolta al gioco della Lazio e lui lo sta facendo, la squadra lo segue e lui è stato bravo perché arrivava in uno spogliatoio non semplice e si è saputo presentare con carattere e determinazione anche con scelte inizialmente impopolari. Marchetti? Credo che al momento la scelta di Pioli sia chiara. Il titolare è Marchetti ed è giusto così perché al momento continuo a preferirlo a Berisha. L'albanese però ha dimostrato affidabilità e sta crescendo per questo non mi stupirei di vederlo titolare tra un paio di stagioni. A gennaio, però, serve un difensore centrale. A questa squadra serve un leader capace di comandare il reparto come Gentiletti. Ho sentito parlare di Bocchetti. Non risolverebbe i problemi della Lazio. Comprare tanto per farlo non serve, se fosse lui il candidato io resterei con la rosa attuale. Serve un giocatore che possa dare un valore aggiunto altrimenti meglio non intervenire. O si compra un difensore del livello di Gentiletti o si rimane così".

MANCINI - L'Inter saluta Mazzarri e riabbraccia Mancini: "Questa decisione era nell'aria. La piazza non ha mai amato Mazzarri e il malcontento è sempre stato più o meno latente. Poi la squadra non stava reagendo benissimo, in più dobbiamo considerare che Thohir non lo aveva scelto ma l'ha trovato sulla panchina dell'Inter al suo arrivo. Quindi era inevitabile che visto il contesto arrivasse questa decisione, scegliendo l'allenatore che forse ha sempre sperato di ingaggiare. È indiscutibile che prendendo Mancini si dà un progetto diverso alla società. Roberto è un allenatore abituato a vincere che ha sempre allenato in grandissime piazze a livello Europeo. Sicuramente prima di firmare avrà chiesto delle garanzie tecniche. La sua scelta è sinonimo di un cambiamento per un percorso ambizioso e vincente sicuramente ci si aspetta che al suo annuncio seguiranno acquisti importanti. L'Inter per il suo blasone deve avere giocatori di primo piano e un allenatore del suo calibro. Mancini ha più esperienza nella gestione di un gruppo importante, credo che i calciatori già sanno che tutti dovranno dare qualcosa in più perché nessuno avrà il posto assicurato. Lui è un allenatore che vuole imporre la sua «dittatura» per il carisma e per il suo passato riconoscibile da tutti e perché è abituato a lavorare con la personalità del vincente. A differenza di Mazzarri che è stato più aziendalista, veniva dal Napoli e voleva ad ogni costo la grandissima opportunità. Ha pagato le grandi aspettative nonostante abbia fatto tanto a Milano. Non ci si può aspettare che con l'arrivo di Mancini una squadra in difficoltà come l'Inter possa andare a vincere tutte le partite, però possiamo attenderci un'inversione di rotta sotto il punto di vista della mentalità e della reazione con il ritorno ad una sana ferocia agonistica. Certamente premierà i giocatori più tecnici".

 

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