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sabato 19 settembre 2020

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RECENSIONE - Il ritorno di Daniil Trifonov a Santa Cecilia

Dopo Bahrami e in attesa di Lang Lang, la stagione cameristica prende definitivamente il via.

17.11.2014 - Simone Di Tommaso



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Il secondo appuntamento della stagione da camera ceciliana, iniziata la scorsa settimana con il recital di Ramin Bahrami sulle musiche di Bach, ha visto la grande esibizione di uno dei migliori pianisti della scena internazionale, Daniil Trifonov. Vincitore, nel 2011, di due prestigiosi riconoscimenti come il concorso Rubinstein e il Premio Cajkovskij, Trifonov è un pianista dallo stile inconfondibile che abbina un raro virtuosismo ad un profondo pathos: sono qualità che degne di note per un artista che ha solo 23 anni. Giovane ma con tanta esperienza da vendere, il pianista russo ha già collaborato con le migliori orchestre del mondo e con i direttori di prim'ordine. A Santa Cecilia aveva debuttato nel 2012. Già allora un trionfo annunciato.

Il programma della serata, che ha visto l'uso dell'ottimo pianoforte a coda Fazioli, è piuttosto eterogeneo. La prima parte ha visto l'esecuzione di un pezzo di Bach su trascrizione di Liszt e una sonata di Beethoven. La seconda parte è tutta dedicata a Liszt.

La Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542 di Bach è meravigliosa e di straordinaria complessità. Trifonov la affronta con innegabile virtuosismo, esaltando lo stile contrappuntistico che caratterizza il pezzo. La Fantasia iniziale è possente e drammatica. La Fuga, contenente un tema tratto da una canzone popolare olandese, è virtuosistico e armonico.

La Sonata in do minore n. 32 op. 111 è una piccola gemma della produzione concertistica di Beethoven. Composta tra il 1821 e il 1822, la sonata è la trentaduesima ed ultima creazione del genio tedesco. Formata da due soli movimenti, tra loro molto contrastanti, la composizione ha un linguaggio piuttosto astruso, pienamente compreso solo nell'epoca contemporanea. Il primo movimento, Maestoso - Allegro con brio ed appassionato, è struggente e vorticoso. Il secondo, Arietta, è delizioso e di compiuta essenzialità. L'interpretazione di Trifonov è eccezionale.

La seconda parte della serata è una vera e propria delizia per le orecchie. I Dodici studi d'esecuzione trascendentale S. 139 di Liszt sono un pilastro del repertorio classico. Non c'è pianista di alto livello che non si sia mai cimentato con questa raccolta. La difficoltà formale, ai limiti del possibile, e l'eleganza di ogni singolo pezzo rendono gli Studi una raccolta di infinite variazioni timbriche che esaltano le tecniche pianistiche più raffinate. Il compositore ungherese cerca di estrarre dal pianoforte le più nascoste possibilità espressive. E' quasi una premonizione della contemporaneità. I pezzi, sebbene creati in piena età romantica, hanno nell'animo una modernità assoluta, quasi novecentesca. Liszt, seguendo un programma pittorico e letterario, intitola direttamente dieci pezzi su dodici. Il Preludio iniziale, di struggente velocità, ha un tipico carattere introduttivo. Il successivo Molto vivace è aggressivo e scoppiettante. Lo Studio n. 3, Paysage, è bucolico e romantico. Il quarto studio, Mazeppa, è straordinario e mette insieme convulsione e temi trionfalistici. Molto toccante è il nono studio, Ricordanza, che evoca sogni lontani. Armonie della sera, l'undicesimo studio, ha un'atmosfera avvolgente e crepuscolare. Chasse neige, termine che in francese indica i turbini di neve sollevati dal vento, è lo studio finale, il dodicesimo. Qui la trascendenza è massima. La tecnica pianistica raggiunge vette altissime.

L'esecuzione di Trifonov è tecnicamente perfetta e dimostra un'abilità con pochi eguali nella scena contemporanea. Mai a disagio, il pianista russo incanta letteralmente il pubblico romano, trasmettendo profonde emozioni.

Come succede sempre con dopo l'esecuzione delle Variazioni Goldberg di Bach, anche in questo caso l'esecuzione degli Studi Trascendentali di Liszt non merita alcun bis, tanto sono sublimi e straordinari.

 

Stagione da Camera 2014/2015

Venerdì 14 novembre 2014, ore 20.30

Auditorium Parco della Musica di Roma - Sala Sinopoli

 

Daniil Trifonov - pianoforte

 

Programma:

Johann Sebastian Bach - Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542

Ludwig van Beethoven - Sonata in do minore op. 111

Franz Liszt - Dodici Studi d'esecuzione trascendentale S. 139

 

Foto di Riccardo Musacchio

 

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