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mercoledì 27 maggio 2020

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CALCIO - Moggi: "Contento che lo scudetto lo abbia vinto Cragnotti"

Ai microfoni di Radio IES: "Lotito? Oggi lo criticano, ma se dovesse andarsene lo rimpiangerebbero"

18.11.2014 - Alessandro Staiti



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Luciano Moggi

SCUDETTO - La pioggia di Perugia e la sofferenza dell'Olimpico con la radiolina sintonizzata sul Curi. A distanza di 14 anni Luciano Moggi, in diretta ai microfoni di Radio IES, torna sullo scudetto vinto dalla Lazio ai danni della sua Juventus: "Lasciamo perdere lo scudetto perso a Perugia. Il Giubileo è durato due anni. Adesso che si parla di alluvioni quella sarebbe considerata pioggerella. Quel campo era una palude. Ma lo sbaglio lo feci io. Dopo 45 minuti fermi con quel freddo e con quel campo dovevo prendere e portar via la squadra. Invece ho fatto il signore per non essere sempre tacciato di arroganza non ho fatto nulla e ho sbagliato. La Lazio lo meritava ma così come lo meritava la Juventus. A distanza di anni posso dire che sono stato contento che lo abbia vinto Cragnotti. Nedved? Ogni volta che venivamo a Roma ci segnava, e pensai di vendere Zidane che non segnava molto e prendere Nedved così quando saremmo venuti a Roma eravamo tranquilli. Quelle sul contratto sono soltanto storielle. Un contratto non depositato non ha nessun valore. Pavel mi disse che stava bene a Roma perché all'Olgiata giocava a Golf. Io gli proposi di venire a Torino per mostrargli il campo dove giocavano anche gli Agnelli. Lui venne e si innamorò e restò qui. Tutto il resto sono chiacchiere da bar. Nedved dicendomi di sì si è costruito da solo la sua fortuna. Oggi studia da dirigente della Juventus, è molto apprezzato e stimato dalla famiglia Agnelli".

LOTITO - Moggi parla anche del campionato in corso: "Lo scudetto lo vince la Juventus, al secondo posto la Roma e il terzo gradino se lo giocano Inter e Napoli. Poi c'è la Lazio. Sempre se Mancini riuscirà a dare un cambio di marcia a questa squadra altrimenti la Lazio può arrivare anche davanti ai nerazzurri. Per costruire una squadra vincente non bastano le qualità tecniche. Quando si acquista un giocatore il carisma è l'aspetto più importante. In questo calcio italiano la Lazio può dire la sua. Mi ha sorpreso la sconfitta di Empoli. C'è un presidente che fa società, Lotito. Oggi in molti lo criticano ma se dovesse andarsene lo rimpiangerebbero. Non arriverebbe un presidente bravo come lui. La squadra è composta da buoni giocatori ma nessuno eccezionale e servono giocatori sopra la media per vincere. Djordjevic mi piace è un attaccante vero."

IO PORTO IL PALLONE - È il titolo del nuovo libro di Luciano Moggi, che non si tira indietro sul momento che sta vivendo il calcio Italiano: "Io porto il pallone i soldi li porta Infront (ride, n.d.r.). Forse sarebbe meglio che si portassero giocatori importanti. Se è vera la partita della Nazionale contro la Croazia noi tecnicamente ma anche fisicamente siamo dietro a tante altre nazionali. Avvicinarsi così ai prossimi Europei è preoccupante. Ovviamente la colpa non è di Antonio Conte che lavora con ciò che ha a disposizione. La colpa è della gestione Abete, ci sono troppe squadre con 10/11 stranieri che non sono più neanche i più forti come un tempo perché quelli non vengono a giocare da noi. Anche i nostri giovani se possono vanno all'estero. Il problema è chi sta gestendo questo sport non più come un gioco ma soltanto come un business con le troppe polemiche che lo contornano. In Italia i grandi investitori come gli sceicchi non vengono perché hanno paura del calcio Italiano e delle polemiche che si portano avanti per settimane. Gli investitori che vengono in Italia non sono dello stesso livello di quelli che acquistano lo United, il Chelsea o il PSG. Ci dicono che se pagano un allenatore, come nel caso dell'Inter, non hanno budget per la prossima campagna acquisti. L'uomo nuovo del nostro calcio? Ferrero. La sua Sampdoria sta facendo benissimo alla sua prima stagione da presidente. O si tratta di fortuna o è bravo. Io alla fortuna non credo, o quantomeno va aiutata. E lui è bravo. Anche Lotito ci sa fare la sua Lazio è sempre competitiva e riesce sempre a costruire una squadra di buon livello. Se dovessi andare a pranzo con un presidente della serie A per conoscerlo andrei con Ferrero. Mi piace il suo personaggio passionale e credo sia allegro e divertente."

 

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