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mercoledì 19 febbraio 2020

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TEATRO - "DINO"

Uno spettacolo coinvolgente in grado di segnare nel suo profondo lo spettatore, rendendolo parte di una storia di simbolismi ancestrali

08.12.2014 - Federica Terribile



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Dino

Dal 4 al 6 dicembre 2014, nella nuova realtà teatrale romana del Carrozzerie n.o.t, è andato in scena "DINO", un monologo scritto, diretto e interpretato da Bernardo Casertano, liberamente ispirato a "Il re del plagio" di Jan Fabre e vincitore del bando "Ingiusto 2011".

Un essere in gabbia. Una corda calata dal soffitto lega l'attore alla vita. Nel frattempo gli spettatori prendono posto osservando il suo emozionato dimenarsi. Non c'è un luogo definito, solo un suono suggerisce un'ambientazione partenopea. Non c'è altro personaggio nella sua personale storia che non siano la mamma, il suo Creatore, e lui, Dino, l'indegna creazione tant bellill.

RICOMINCIO DA CAPO - Dino è un ragazzo riccio con la maglietta rossa che corre a braccia aperte e non è capace di fare niente se non con l'aiuto di sua madre. Dino, di sua natura, fallisce in ogni iniziativa e azione, ma ha la miracolosa forza, propria dell'essere umano, di ricominciare da capo e sperare. Ogni giorno deve imparare tutto dall'inizio. Ogni giorno rinasce e persino camminare è una scoperta diversa, eccitante, terrorizzante. Ma il suo cordone ombelicale divino, la corda in vita, lo sorregge.

SEMBRA UN ANGELO CADUTO DAL CIELO - Così quel ragazzo riccio viene scelto da un essere celeste anticonformista, un angelo dal cappio in vita, tanto innamorato della razza umana da non riuscire a esprimerne l'entusiasmo e lo stupore senza balbettii. Questo angelo ha osservato gli uomini per secoli, rimanendo affascinato dalla perseveranza l'autodistruzione e dall'inspiegabile forza di volontà che li anima contro forze invincibili. Affascinato a tal punto da desiderare la facoltà di scegliere, di non essere infallibile e perfetto. Vuole aver paura, essere limitato in un corpo, persino morire, pur di vivere. L'angelo si fa uomo, incarnandosi in Dino, considerato esempio d'imperfezione di una razza imperfetta. Eppure, Dino l'imperfetto ride sempre, corre a braccia aperte, è eccitato, curioso, positivo, e danza al ritmo di una musica che suona soltanto in lui.

PASSIONE SUBLIMINALE -
Uno spettacolo in cui nulla è lasciato al caso: l'immagine della Passione, resa quasi subliminale dal sapiente e rapido gioco tecnico di luci, si sovrappone all'angosciato volto materno alla ricerca del figlio malato, Dino, che si è allontanato; il richiamo evangelico al passo del Vangelo sul "Ritrovamento di Gesù al Tempio"[Luca 2,41-50], non poteva non coincidere con il momento più atteso, quello del ricongiungimento tra Dino e la madre in cui l'angelo conosce finalmente la consistenza di un abbraccio, il calore materno tangibile. Il terrore della solitudine ora si dilegua, da ghiaccio Dino torna acqua, vita, raggiungendo la terra. La madre invece, percependo il giudizio di quella razza imperfetta della quale fa parte, si solidifica divenendo morbo: il ghiaccio spezzatosi va raccolto, l'acqua va asciugata, è necessario afferrare quella vita, ricomporla o distruggerla. Ma il suo angelo Dino ha una sua musica che anche lei può sentire ora. Inizia così il loro danzare in un nuovo salvifico intrecciarsi di corpi.

50 MINUTI DI DINO - Bernardo Casertano, la cui interpretazione stupisce il pubblico attonito per la sua credibilità, è riuscito a creare uno spettacolo che in solo cinquanta minuti è in grado di segnare profondamente lo spettatore coinvolgendolo e rendendolo protagonista di una storia fatta di simbolismi tanto efficaci quanto mai ancestrali. Temi come l'autismo, presente nella caratterizzazione verbale dell'angelo Dino, così come l'handicap motorio, vengono affrontati con la delicatezza e la sensibilità creativa di chi sa bene quali corde pizzicare per rendere efficace il proprio messaggio. A contrasto con l'essenzialità dello spazio scenico, è tanta la ricchezza di emozioni, suggestioni e riflessioni ispirate da quest'opera, da lasciare stupefatti e inermi e allo stesso tempo più vicini a quel ragazzo riccio con la maglietta rossa che corre a braccia aperte: Dino.

 

"DINO" di e con: Bernardo Casertano
aiuto regia: Valentina Cruciani
luci e fonia: Paride Donatelli

4-5-6 dicembre 2014
Carrozzerie n.o.t
Via P. Castaldi 28/A, 00153 Roma
tel +39 347/1891714 - email carrozzerienot@gmail.com
Orario spettacoli: giovedì, venerdì e sabato ore 21,00.
Prezzo biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro.

 

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