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sabato 14 dicembre 2019

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CALCIO - Milano amara per Pioli, l'Inter pareggia in rimonta

Lazio a due volti: dopo la doppietta di Felipe Anderson, ripresa da dimenticare. Non basta per la Champions

22.12.2014 - Cristiano Di Silvio



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L'Inter pareggia

Mancini che alza gli occhi al cielo e si morde il labbro, trattenendo a stento la rabbia. Mancini che dalla panca si guarda intorno con l'espressione smarrita del "chi me l'ha fatto fare?". Ecco, per un tempo è andata così; con la Lazio a fare il bello e il cattivo tempo e i padroni di casa a sbagliare anche il più semplice dei passaggi. Solo per un tempo, però; solo per un tempo, purtroppo: poi la Lazio sparisce dal campo e l'Inter ne approfitta. Resta un punto, ora amaro; chissà, magari a fine stagione, prezioso. In attesa di saperlo sfuma l'aggancio al terzo posto solitario.

GLI SCHIERAMENTI - Il tecnico emiliano si affida agli stessi uomini scesi in campo domenica contro l'Atalanta, variando due sole pedine del suo scacchiere: Parolo, scontata la squalifica, si riprende il posto in mediana; Klose, in nome di una gestione equilibrata (?) delle alternative, a fare danni lì davanti. A far loro posto il Tata Gonzalez e Djordjevic. L'Inter risponde presente con tutti gli effettivi che la cura del tecnico jesino sta tentando di rigenerare: occasione d'oro per Dodo (che la sprecherà malamente) e Guarin (se possibile, fa anche peggio di Dodo); Campagnaro ed Hernanes lampeggiano e chiedono strada. Come spesso accade poi nel calcio i cambi possono sorridere o meno: non pervenuti quelli dei romani, funzionali (uno su tutti; il '97 Bonazzoli) quelli nerazzurri.

DOPPIO ANDERSON - E sì che meglio di così non poteva cominciare: neanche il tempo di completare il secondo giro di lancette, che la Lazio già festeggiava: esattamente dopo novantotto secondi, un cross nel mezzo dalla sinistra di Radu, finiva arpionato da Felipe Anderson, che con una naturalezza disarmante, prima pettinava il pallone, stoppandone la corsa, poi se lo aggiustava sul sinistro, freddando Handanovic. Capannelli intorno al brasiliano, festa grande tra i tifosi in tribuna. E dopo tre minuti, il carioca la poteva finire lì: su un campanile di Lulic, Juan Jesus la sporcava così male da trasformarla in assist per Felipe che al volo di destro fulmina l'estremo sloveno, ma la mira è poco precisa e la palla va alta sulla traversa. È dominio Lazio. Palla avanti, palla dietro, palla nel mezzo: l'undici di Pioli pare scherzare i propri avversari che, spettatori non paganti, si limitano a sporadiche quanto vane iniziative personali: Il Giaguaro e il Professore fanno a gara a chi la tira più alta sulla trasversale difesa da Marchetti. E al 36' ecco il colpo che molti, sbagliando però, credevano del k.o.: un disimpegno di Ledesma si trasformava in un ennesimo campanile, vinto ad alta quota da Lulic, che svettava in anticipo su Ranocchia; palla a terra e tra i piedi di Felipe Anderson che si involava verso la porta nerazzurra, saltando come birilli i vari Juan Jesus, Kuzmanovic, Ranocchia e il piccolo samurai Nagatomo, per finire davanti ad Handanovic, battendolo per la seconda volta. Chapeau, occhio di bue e un coniglio per Felipe: il prestigiatore è salito sul palco!

KOVACIC E PALACIO -Si torna in campo con la sensazione che l'Inter getterà tutta la disperazione di cui è in possesso per tentare di invertire la rotta e salvarsi dalla probabile contestazione che a San Siro pare montare nell'intervallo. E poi c'è Mancini. Solo chi non sa di calcio può pensare che l'ex campione d'Italia biancazzurro si consideri già battuto. E come per dimostrazione matematica, i suoi cominciano un lungo, lento ma incessante e soprattutto fruttuoso assedio alla porta di Marchetti. Tra il 13' ed il 17', i pali del portiere laziale sono minacciati da Icardi (palla fuori sottomisura), da Palacio (tiraccio deviato che il numero uno biancoceleste neutralizza all'ultimo), ancora da El Trenza (stop e tiro a seguire, ma largo sulla sinistra). Il messaggio è chiaro: l'inerzia è cambiata, il Biscione carica a testa bassa e la Lazio pare rimasta negli spogliatoi. Nessuna profondità, zero movimento senza palla, neanche l'ombra di una manovra imbastita. Troppo dolce il cioccolatino offerto all'Inter perché l'undici di Mancini non ne approfitti. E la prima crepa nel muro biancoceleste la si nota al 21': angolo dalla sinistra, Parolo (troppo timido anche stasera) prova a pulire l'area con un colpo di testa ad uscire, che finisce sul destro al volo, chirurgico e rabbioso, di Kovacic: eurogol e Marchetti battuto. Brutto colpo per i Pioli boys, che al quel punto spariscono dal campo, votandosi a ventotto restanti minuti carichi di angoscia e pessimi presentimenti. Pioli non azzecca i cambi, va detto. O meglio: lui ci prova, ma chi manda in campo davvero non lo ripaga. È il caso di Onazi: subentrato a Lulic, sfinito e già ammonito dal mediocre Tagliavento, il mediano nigeriano al 33' abbatte Medel: fallo ingenuo da non regalare, perché la posizione è invitante. Ne nasce un tracciante che il baby Bonazzoli manda in the box, proprio per la testa del troppo solo D'Ambrosio: l'assist al bacio per Palacio ci mette un secondo a diventare la rete del pareggio. L'Inter, che nel frattempo si disfa di un Guarin mai in partita e inutilmente polemico al cambio, ci crede e spinge sull'acceleratore: al 37' è Marchetti a superarsi e a deviare in angolo un'insidiosa zuccata dello spiritato talento croato. La Lazio tiene botta o ci prova, poco aiutata dall'impalpabile Djordievic, in difficoltà stasera nel prendere spazio e far salire la squadra. I minuti, per fortuna di Pioli, corrono veloci e non accade più nulla. Le luci a San Siro si spengono: resta l'amaro in bocca per i biancocelesti e l'inspiegabile arrendevolezza della seconda frazione. Restano però anche i ventisette punti in classifica e un terzo posto, seppure in condominio. Mentre l'Inter di Mancini mostra segnali di crescita.


IL TABELLINO
INTER-LAZIO 2-2

Marcatori: 2', 37' F. Anderson (L), 65' Kovacic (I), 80' Palacio (I)

INTER (4-3-3): Handanovic; D'Ambrosio (90' Campagnaro), Ranocchia,Juan Jesus, Nagatomo; Guarin (76' Bonazzoli), Kovacic, Kuzmanovic; Palacio, Icardi, Dodò (45' Medel). A disposizione: Carrizo, Berni, Andreolli, Vidic, Hernanes, Obi, Khrin. All: Mancini

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta, De Vrij, Cana, Radu; Parolo, Ledesma (81' Gonzalez), Lulic (63' Onazi); F.Anderson, Klose (56' Djordjevic), Mauri. A disposizione: Berisha, Strakosha, Cavanda, Novaretti, Konko, Cataldi, Keita. All: Pioli

Arbitro: Paolo Tagliavento (sez. Terni)
Assistenti: Passeri; Barbirati
Quarto Uomo: Cariolato
ADD1: Guida
ADD2: Maresca

Note: Ammoniti F.Anderson (L), Lulic (L), Klose (L), D'Ambrosio (I), Gonzalez (L)
Recupero: 1' pt; 3' st.

 

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