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mercoledì 26 febbraio 2020

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CALCIO - Lazio: la Storia in una maglia

L'aquila stilizzata, indossata per la prima volta nel 1982/83 e poi simbolo del -9, tornerà in campo all'Olimpico contro il Milan nel prossimo turno di campionato Sabato 24 gennaio 2015

23.01.2015 - Cristiano Di Silvio



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La nuova maglia della Lazio

LA MAGLIA - Fateci caso. Quando un giocatore si presenta ai suoi nuovi tifosi, durante quelle conferenze stampa in cui è immancabile la domanda su quanti gol potrà garantire o a quale trofeo vorrà ambire con la nuova società, prima di rispondere a tutti i quesiti posti, la prima frase che dice risulta essere: "sono orgoglioso di indossare questa maglia". Frase fatta si dirà, e potremmo anche concordare, se non fosse che questo modo di fare risponde a un innato senso di appartenenza che - soprattutto quando giravano meno soldi - era alla base del calcio. O meglio: alla base del calcio ecco uno dei suoi simboli: la maglia. Sorvoleremo sulla mistica dell'indumento sudato o sporco di fango, inequivocabile sinonimo di adesione incondizionata agli obiettivi della squadra. Il lettore non ci biasimerà se preferiremo parlare dell'aspetto romantico della maglia, e qui in particolare di una maglia: la storica maglia della Lazio con l'aquila stilizzata sul petto, quella definita "maglia-bandiera". Sabato 24 gennaio 2015, dopo 27 anni, 6 mesi e 19 giorni (tanto è trascorso dall'ultima apparizione della mitica casacca, in quel fondamentale Campobasso-Lazio del 5 Luglio 1987, quando la zuccata di Poli contemporaneamente lasciò la Lazio in Serie B e spinse via gli anni '80, veri anni di piombo biancazzurri) tornerà sul petto dei giocatori, voluta a gran voce dal popolo laziale a cui, con una mossa molto indovinata, Lotito ha voluto regalare un simbolo mai dimenticato. Acquisito il marchio da Marco Chiarion Casoni, figlio del mitico presidente Gian, che preziosamente ne deteneva i diritti di immagine in attesa di tempi migliori, affidata l'attualizzazione del tessuto allo sponsor tecnico ufficiale, eccola: bellissima, e pronta per il debutto. A tenerla a battesimo, paradossalmente, sarà il Diavolo milanista di Inzaghi, che di bandiere e ricorsi storici nella squadra a sua disposizione pare esserne davvero a corto. Maglia e bandiera che si fondono insieme, dunque. Lo hanno attestato i tifosi che nel giorno del lancio, ieri 22 gennaio 2014, hanno iniziato le file davanti ai Lazio Style ore prima dell'apertura pur di assicurarsi la maglia con l'aquila, facendo registrare il tutto esaurito.

LA STORIA - L'esordio ufficiale di questa particolare muta da gioco va, però, fatto risalire ad uno dei campionati più belli e sofferti della storia biancoceleste, la stagione 1982-83. Quella, per intenderci, successiva al Mundial vinto in Spagna, con la Lazio dei ritrovati Manfredonia e Giordano (proprio la vittoria mondiale promosse un'amnistia per gli squalificati del totonero 1980) che strappò il pass per la serie A alla fine di un torneo estenuante e pieno di insidie. Data di apparizione: 12 Settembre 1982, prima giornata, avversario il Campobasso di Pasinato. Dal Campobasso al Campobasso: cinque lunghi anni dopo, estate 1987, ecco di nuovo la maglia bandiera incrociare i molisani sulla propria strada. Se possibile, la situazione è ancora peggiore: sempre serie B, sempre un post-calcioscommesse, ma dopo i nove punti di penalizzazione gravosi per tutto il campionato, la Lazio che a Napoli affronta i molisani nell'ultimo spareggio del minitorneo che prevede anche la partecipazione del Taranto, è con un piede in serie C. Tutti sanno com'è andata, con quella maglia numero 7 che non si dimentica: vedi Napoli e non muori. Poi, accompagnata dal ricordo affettuoso della sua gente, la "maglia bandiera" è stata riposta nel cassetto, quello delle cose più preziose, c'è da crederlo. Come detto sabato tornerà di nuovo a dare bella mostra di se; di fronte, il Milan e la mente e il ricordo non possono non andare a quel 19 Dicembre 1982, con la Lazio che con l'aquila sul petto recuperò due volte lo squadrone dei Baresi, dei Tassotti, dello "Squalo" Jordan, con due prodezze di Bruno Giordano e Vincenzo D'Amico. Come dire: maglia e bandiere fusi insieme.

 

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