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venerdì 14 agosto 2020

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CALCIO - La Lazio affonda al Manuzzi

Prova incolore, terzo posto più lontano. Il Cesena apre con Defrel, poi autogol di Cataldi. Klose, gol della bandiera

01.02.2015 - Cristiano Di Silvio



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Il Cesena festeggia dopo il gol

Antichi limiti, sostituti non all'altezza, un avversario disperato, e per questo mai domo. C'è tutto questo nella bruciante sconfitta che la Lazio incassa al Manuzzi di Cesena che ridimensiona le ambizioni Champions della squadra romana. Pioli aveva trascorso la settimana a dire che l'unico errore che i biancazzurri avrebbero potuto compiere in terra romagnola sarebbe stato quello di scendere in campo molli o timorosi. Come volevasi dimostrare; la partita della Lazio si iscrive di diritto nella classifica delle occasioni buttate al vento. Per certi imbarazzanti aspetti, la disfatta di Cesena ha ricordato quella di Empoli dello scorso novembre, rimasto uno dei momenti più bassi della gestione Pioli; la differenza, ora, la fa una migliore classifica da difendere e un'Europa da mantenere, fosse anche quella da quarto/quinto posto. Servirebbero rinforzi, anche in mediana e non solo lì davanti; ma se Pioli dice di non averne bisogno...

GRINTA CESENA - Partita verità per entrambe le formazioni. Se l'Europa si conquista prendendo punti in periferia, la salvezza la si ottiene rispettando quella che un tempo si chiamava "media inglese", cercando di non perdere in trasferta, vincendo tra le mura amiche. Questo devono aver pensato per tutta la settimana i due tecnici, Di Carlo e Pioli, mentre guidavano le manovre di avvicinamento al match. Troppo alta la posta in palio, i tre punti da adesso in poi aumentano sensibilmente di peso specifico e servono da carburante per le rispettive ambizioni. Il tecnico parmense si è presentato in Romagna con una formazione falcidiata da infortuni e squalifiche, approntando le migliori seconde linee. Se però anche queste ti tradiscono, il risultato si fa da sé. Si rivedono Pereirinha e Ledesma per Radu e Biglia, fermati dal giudice sportivo. Falliranno entrambi, fatto sta che il voto per la loro pagella non supererà il quattro. A completare i due reparti ci pensano, in difesa, Basta, Cana e il recuperato Mauricio, mentre accanto Ledesma ci sono l'ex Parolo e Cataldi. Gioco forza, davanti la punta è Miro Klose. I romagnoli, invece, presentano lo stesso undici che domenica aveva violato il Tardini: Di Carlo è uomo spiccio e sparagnino, sa che il compito che l'attende è arduo e delicato, e dunque non va di fioretto ma usa la clava; trovato l'undici migliore, per nulla al mondo lo cambierebbe. Bastano appena venti minuti e si capisce subito quale sarebbe stato il canovaccio in campo: è quello, infatti, il minuto quando Candreva, spostatosi palla al piede da un fronte all'altro dell'area di rigore, concludeva la sua corsa con un destro verso Leali che più telefonato non si può. Eccola, la Lazio: tutta qui, inconsistente e impalpabile. Per avere invece la certezza di quale partita avrebbe offerto il Cesena, bastava attendere cinque minuti più tardi: spettacolare combinazione tra Defrel (stop di petto in anticipo su Mauricio e scarico), Brienza (cross con i giri contati) e Djuric (anticipo bruciante in spaccata su Cana, senza per fortuna dei laziali impattare la palla.). Brividi lungo la schiena dei romani, disperazione tra i tifosi bianconeri. Lazio troppo farraginosa, la manovra non decolla: Pioli prova a spronare i suoi esterni, sia alti che bassi, ma non è aria: Basta non spinge e risucchia Candreva; Pereirinha fa quello che può (davvero poco) con Parolo che spesso è in inferiorità numerica in mezzo al campo. Se si fa eccezione per un sussulto al 33', quando Peruzzo annulla il gol che Mauri e Candreva avevano confezionato (sponda aerea del capitano, tocco sotto porta dell'ala), la prima frazione non regala nulla di più, ma è il Cesena a farsi preferire per voglia, grinta e abnegazione. Brutto segno in vista della ripresa.

DEFREL - Il buongiorno si vede dal mattino, si dice. Se applicato alla partita della Lazio, tenuto conto che il primo pericolo alla porta di Marchetti il Cesena lo porta dopo solo due minuti (filtrante del solito Brienza per Defrel, anticipato a valanga dal portiere laziale), i tifosi ospiti ben comprendono che non c'è nulla da stare allegri. La Lazio fa veramente poco (al 9' Klose cincischia in area con la palla, finendo su Capelli e poi a terra: Peruzzo neanche ci pensa un secondo), per essere una delle pretendenti alla terza piazza, e più corre il cronometro, più si fa netta la sensazione che l'inerzia non cambierà, anzi. A sostegno di ciò, il palo che Brienza al 13' coglie direttamente da calcio di punizione e che fa gridare il Manuzzi al gol, che invece arriva tre minuti più tardi e che ha, per gli uomini di Pioli, lo stesso effetto di un gancio in pieno volto. Succede che Basta non spazza bene un campanile partito dalla retrovia cesenate, facile preda di Brienza, veloce a scaricare su Defrel: classe e coraggio si trasformano in un siluro da venti metri che finisce la sua corsa sotto l'incrocio alla sinistra di Marchetti. Lo stadio esplode, la Lazio esce dal campo. La mediana perde i giri, Klose davanti si intristisce, Cana e Mauricio vedono il loro pomeriggio complicarsi sempre di più. Neanche Keita, subentrato all'evanescente Ledesma, mette velocità nelle giocate, spesso perdendosi nell'uno contro uno, sempre smorzato dai rudi difensori di casa. La Lazio non crea, il Cesena ci crede: al 30' Defrel prova a ripetersi; ancora gran botta, ma stavolta Marchetti si oppone. Capitolerà, però, due minuti più tardi: veloce combinazione tra il nuovo entrato Rodrigues, l'eroe di Parma, e Defrel, bravo a portarsi Basta sul fondo e da lì crossare, con la palla che finisce sui piedi di Cataldi, incapace di liberarsene a modo e finendo per trasformare il tocco in un goffo autogol. La Lazio, però, protesta: l'azione sembra viziata da un presunto fallo di ostruzione dell'argentino su Mauricio, a cui viene così impedito di contrastare il centravanti brasiliano; Peruzzo e i suoi, però, non condividono e convalidano il gol. La Lazio non c'è più, cupa come il suo allenatore, che mastica amaro in panchina. Il gol della bandiera di Klose, al 41', abile a ribadire al volo in rete un maldestro alleggerimento di Capelli, nulla aggiunge alla partita. Ha solo il merito di risvegliare tifosi e giocatori, lasciando loro una considerazione: al momento, sognare è davvero proibito.


IL TABELLINO
CESENA- LAZIO 2-1

Marcatori: 60' Defrel (C), 77' aut. Cataldi (C), 87' Klose (L)

Cesena (4-3-1-2): Leali; Perico, Capelli, Krajnc, Renzetti; Giorgi( 81'Cazzola), De Feudis, Pulzetti (85'Cascione); Brienza; Defrel, Djuric (70' Rodriguez). A disposizione: Agliardi, Bressan, Nica, Volta, Lucchini, Magnusson, Cascione, Carbonero, Zè Eduardo, Cazzola, Rodriguez, Moncini. All: Di Carlo

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Mauricio, Cana, Pereirinha (65' Cavanda); Parolo, Ledesma (59' Keita), Cataldi; Candreva, Klose, Mauri (81'Perea). A disposizione: Berisha, Strakosha, Cavanda, Konko, Novaretti, Ederson, Onazi, Oikonomidis, Keita, Perea. All: Pioli.

Arbitro: Peruzzo (sez. Schio)
Assistenti: Crispo; Nicoletti
IV Uomo: Liberatore
Add1: Massa
Add2: Pairetto

Note: Ammoniti: Parolo (L), Mauricio (L), Marchetti (L), Capelli (C)
Recupero: 2' pt; 5' st;

 

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