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lunedì 06 luglio 2020

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CALCIO - Tare: "In passato abbiamo commesso degli errori, ne siamo consapevoli"

A Radio IES il direttore sportivo della Lazio fa un'ampia panoramica di mercato tra futuro e passato

04.02.2015 - Alessandro Staiti



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Igli Tare

Sfumato Bergessio rimane la delusione dei tifosi laziali. Il direttore sportivo biancoceleste Igli Tare in una lunga intervista ai microfoni di Radio IES racconta i retroscena della trattativa, con un'ampia panoramica tra futuro e passato: "In passato abbiamo commesso degli errori e ne siamo consapevoli. Alcune cose potevano esser fatte diversamente. Sbaglia chi lavora e noi vogliamo imparare dal passato. La cosa che posso garantire è che abbiamo sempre operato in buona fede. Ringrazio tutte le persone che domenica erano a Cesena e ogni partita ci accompagnano allo stadio, mi auguro di poter festeggiare insieme a loro qualcosa di importante".

BERGESSIO - "La cosa più importante è capire l'idea che ha guidato le mosse della società per costruire la squadra. Sono andato a Milano per definire e aggiustare qualche operazione di contorno. Poi ieri a pranzo il procuratore di Bergessio mi ha chiesto di vederci a pranzo e gli ho spiegato i motivi per i quali non eravamo interessati. Ci avevano contattato dopo l'infortunio di Djordjevic per proporci il giocatore, io ho preso tempo con il suo procuratore. Poi abbiamo capito che l'infortunio di Djordjevic era meno grave del previsto e il suo stop non sarà lunghissimo. Quindi abbiamo Klose e alle sue spalle c'è Perea con la possibilità di avere tanti giocatori intorno a loro come Mauri e Keita che possono giocare anche in quella posizione. La valutazione era condivisa con il nostro allenatore che in questi giorni ha parlato anche con la squadra. C'era la convinzione che la nostra rosa era ampia e competitiva per poter continuare a lottare per grandi obiettivi come stiamo facendo. Giocando una sola partita a settimana e con un organico così ampio è anche importante salvaguardare gli equilibri. Abbiamo riaperto il discorso ieri a pranzo perché ci è stata prospettata la possibilità di prendere Bergessio con uno scambio di prestiti. Questa, e ripeto, solo questa soluzione ci poteva interessare. Perché avrebbe garantito al nostro allenatore un'ulteriore scelta a livello offensivo, senza appesantire numericamente il nostro organico. Ma allo stesso tempo avrebbe permesso a Ederson di trovare spazio visto che qui è un po' chiuso e noi abbiamo tutto l'interesse a valorizzarlo, perché lo riteniamo un calciatore molto valido ed è un nostro patrimonio. SI trattava di uno scambio con la formula secca del prestito sia per Ederson sia per Bergessio. Se avessi voluto avrei potuto chiudere l'operazione anche senza Ederson, soltanto prendendo Bergessio in prestito fino a giugno. Ma come ho detto in precedenza a queste condizioni non eravamo interessati. All'ora di pranzo ho parlato con Caliendo (procuratore di Ederson) e discusso della possibilità di andare a giocare in prestito. C'era l'ipotesi Parma, scartata per la difficile situazione che sta vivendo la squadra ducale. Ma allo stesso tempo mi ha detto che c'era tutta la volontà di valutare un'altra destinazione. Nel pomeriggio ci siamo risentiti e gli ho parlato della Sampdoria e la sua risposta è stata che secondo lui si poteva fare. Poi verso le 19 abbiamo chiuso con i blucerchiati, e trovato l'intesa economica con Caliendo. Scambio, prestito secco di 4 mesi, la possibilità di andare a giocare e poi tornare alla Lazio. L'unica richiesta del calciatore era quella di parlare con qualcuno della Samp. Abbiamo cercato di metterlo in contatto ma lui da quel momento non ha più risposto a nessuno al telefono, neanche al suo procuratore. Sarebbe stato più corretto rispondere, anche comunicando un rifiuto che avremmo accettato senza nessun problema. A quel punto e a quell'ora sfumato lo scambio non siamo più stati interessati a chiudere il solo prestito di Bergessio. Soltanto per una scelta tecnica e di equilibri vista l'ampiezza della rosa. Abbiamo scelto e valutato di essere completi avendo Klose come titolare e Perea insieme a Mauri e Keita alle sue spalle. Gli accordi con la Samp erano chiari chiudiamo solo con lo scambio. Il tempo è galantuomo e ci dirà se la nostra lettura sarà stata giusta, una rosa ampia e competitiva che sta facendo un grande campionato e avrà un solo impegno a settimana. Poi il mercato di gennaio è di riparazione non di programmazione. Ederson ha sempre onorato la maglia e questo episodio non toglie nulla alla considerazione che abbiamo del giocatore. Le sue qualità sono importanti e non si discutono, sarà soltanto una decisione dell'allenatore il suo impiego o meno".

LEDESMA - "Ho parlato domenica sera con il direttore sportivo dell'Inter per approfondire la situazione di Ledesma e mi ha detto che Mancini non aveva deciso se puntare su di lui. Avrebbe preso la decisione il lunedì e mi avrebbe chiamato se fosse stata positiva. Non è arrivata nessuna chiamata. Non è assolutamente vero che la Lazio ha chiesto un milione e mezzo per la sua cessione così come non è scontato che lo avremmo ceduto visto che avremmo dovuto trovare un sostituto alla sua altezza. Ledesma è un giocatore importante e il suo percorso alla Lazio lo dimostra. Con i giocatori di questo spessore, Dias, Biava, Mauri, Klose e Brocchi, ci siamo sempre seduti nel momento opportuno per discutere il prolungamento del contratto. Lo faremo anche con Ledesma".

GIGNAC? - "So che circola la voce di un attaccante già bloccato dalla Lazio per giugno. È giunta anche a me con il nome di Gignac. Vi posso confermare che non è mai stato contattato. Ogni anno programmo la stagione successiva valutando tutti gli aspetti. Avremo Klose, Perea e Djordjevic e quello che posso dire è che sto monitorando tante situazioni in ogni reparto per affrontare gli impegni che ci aspettano la prossima stagione e per migliorare la squadra."

MORRISON - "Le qualità di Morrison sono fuori dalla norma. L' ho seguito a lungo e conosco bene la sua storia. Prima di decidere ho contattato personalmente il giocatore per capire qual era la situazione e mi ha spiegato tutto anche i problemi del passato legati a questioni personali. Ho parlato chiaro con lui, la mamma e il procuratore su quello che vogliamo da lui a livello caratteriale prendendo tutte le precauzioni del caso. Sarà una sfida, non nascondo che ci potranno essere delle difficoltà ma mi fido del ragazzo e del buon lavoro che può fare la Lazio insieme a lui. Mi ha colpito perché non rispecchia la filosofia del calcio inglese ma è l'espressione più alta del calcio di alto livello. Dobbiamo imparare tutti dagli errori del passato. Quello che è successo con Zarate deve essere un monito. Quando si accende la fantasia dei tifosi c'è sempre il rischio che un ragazzo così giovane possa sentirsi immortale e invincibile. Si è data spesso alla società la colpa di non essere riuscita a gestirlo, la sua storia ha dimostrato che gli stessi problemi si sono verificati altrove per i suoi errori e quelli del suo entourage, ma sono sicuro che può ancora dimostrare tutto il suo valore. Tutti quanti, compresi i tifosi e i media, dobbiamo essere bravi a controllare i nostri giudizi anche per non creare problemi all'interno di un gruppo. Le vittorie si costruiscono con lo spirito di gruppo. Per me non conta il nome scritto dietro le magliette, per me conta quello che c'è davanti. E lì c'è scritto Lazio. Chi veste questa maglia deve sentirsi onorato di giocare con una grande squadra e rappresentare questi colori. Morrison, se tutti danno il loro contributo, può diventare davvero importante. Abbiamo provato a portarlo a Roma con qualche mese di anticipo per farlo allenare consentendogli di ambientarsi e imparare la lingua. Non è stato possibile e probabilmente andrà sei mesi in prestito a giocare e sarà pronto per venire da noi a giugno".

MAURICIO - "Sarebbe arrivato anche se avessimo preso Hoedt a gennaio. Era già stato valutato il suo acquisto in estate insieme al nome di Gentiletti. Poi abbiamo fatto delle valutazioni e abbiamo preferito l'argentino perché ci servivano determinate caratteristiche, una guida difensiva mancina. Però avevamo deciso di prenderlo in questo mercato o nella prossima sessione estiva. Adesso avevamo la necessità di trovare sul mercato un difensore esperto per sopperire agli infortuni che abbiamo subito. Hoedt avrebbe avuto bisogno di inserirsi e quindi l'acquisto di Mauricio prescinde dal suo arrivo a giugno".

PIOLI - "Già dai primi giorni del ritiro ho capito che si trattava della scelta giusta. Capace di trasmettere l'idea di calcio che avevamo in mente di realizzare. Nelle prime giornate ci sono state un po' di difficoltà, i risultati stentavano ad arrivare ma ci siamo stretti intorno al nostro allenatore e abbiamo superato il momento. Era già chiaro ed evidente che la squadra era sulla strada giusta, la filosofia di gioco e lo spirito dimostrato sul campo era evidentemente quello che auspicavamo. Pioli è stato fondamentale per la costruzione della mentalità e della squadra. Il salto di qualità non è solo tecnico dobbiamo avere più determinazione voglia e cattiveria quando affrontiamo squadre più deboli. Pioli ha dimostrato di saper gestire una piazza così difficile e di saper dare quella convinzione necessaria per raggiungere obiettivi che nessuno si aspettava ad inizio campionato".

RAFINHA - "Un rimpianto di mercato? Rafinha del Barcellona. Sarebbe venuto alla Lazio, aveva accettato il trasferimento in estate, era tutto fatto. Purtroppo Luis Enrique ha sconvolto tutti i piani. Quando i blaugrana hanno scelto di puntare su di lui, Rafinha è diventato incedibile. Sarebbe stato un colpo importante, avrebbe alzato il livello tecnico di questa squadra".

 

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