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domenica 20 ottobre 2019

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CALCIO - Lazio, ottava sconfitta consecutiva contro il Genoa

Al Grifone basta il rigore di Perotti. Lazio sottotono e senza idee, Pioli infuriato con Gervasoni

10.02.2015 - Cristiano Di Silvio



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De Vrij in azione

TABÙ GRIFONE - Ormai è ufficiale, il Genoa è diventato un tabù. Da tre anni e mezzo va così, è indifferente si giochi a Roma o a Marassi: vince sempre il grifone. Otto incontri disputati, otto vittorie dei liguri. E il tributo che la Lazio paga, ogni qualvolta incroci la strada dei genovesi, è contemporaneamente disarmante e sempre alto: se nel match di andata, dopo una sontuosa prestazione, lasciò sul prato verde oltre ai tre punti anche i legamenti del ginocchio di Santiago Gentiletti, nella rivincita dell'Olimpico l'arroganza di Gervasoni si traduce in due gialli pesantissimi e in un rosso: stop per un turno a Mauri e Cana, da valutare l'entità della squalifica di Marchetti, in preda a una crisi isterica in occasione della sua espulsione. Pioli che, a fine gara, si dice "preoccupato per i numerosi episodi a nostro sfavore", dovrà essere bravo a compattare la squadra e a proteggerla dai malumori dell'ambiente, sempre pronto alle facili passioni e alle profonde depressioni.

UNA SERATA COMPLICATA - Lazio che deve dimenticare la polvere di Cesena, Genoa per dare continuità al suo campionato: eccolo il tema tattico dell'incontro. I romani, che riportano Biglia in regia e De Vrij in difesa (out Ledesma e Mauricio), confermano tutti i rimanenti effettivi battuti domenica dalle giocate di Defrel e compagni; Gasperini punta forte sull'undici che ha impattato contro la Viola, anche se in settimana ha chiesto più velocità ai suoi e maggiore riguardo da parte degli arbitri: verrà, in entrambi i casi, accontentato. Che sarebbe stata una serata complicata, lo si capisce dopo un minuto scarso di gioco, quando Klose in pressing su De Maio, ai sedici metri rossoblu, riesce a sfilargli il pallone, e a trasformarlo in assist per Candreva; l'esterno laziale, è abile a involarsi verso Perin e solo una volta entrato in area di rigore, viene stoppato dal fischio di Gervasoni: al di là del ritardo nella segnalazione, è in dubbio il fallo sanzionato dall'arbitro: la manovra che compie il tedesco pare rientrare nel più classico dei corpo a corpo che il calcio compendia. Tant'è: Gervasoni e Di Liberatore gelano l'Olimpico. E quando al 6', Biglia vedeva la sua magistrale punizione stamparsi sul palo alla destra di Perin, arrivato sul pallone giusto per sporcarsi i guanti e ringraziare l'amico legno, lo spettro della bestia nera, cominciava a diventare più realtà che immaginazione, e il timore di restare nuovamente beffati agitava gli spalti laziali. Due minuti più tardi e quest'ultimi rimanevano con l'urlo di gioia strozzato in gola: splendida combinazione Candreva-Basta, che lanciava l'esterno romano in profondità, rapido a infilarsi nelle retrovie rossoblu, a presentarsi davanti a Perine e a colpire a botta sicura, vedendosi respingere il tiro da un miracolo dell'estremo originario di Latina. Il Genoa, plasmato a immagine del suo allenatore, tutta grinta, maniere forti e velocità, era bravo a tenere botta e a resistere al primo quarto d'ora dei romani che, si sa, lo spendono con il vento in poppa. Attendere e, piano piano, ripartire. Detto, fatto: è il 12' quando Niang saggia la presenza di Marchetti che risponde da par suo. Proprio quando la partita sembrava assestarsi sui binari di un classico copione, con i locali più volitivi e gli ospiti più guardinghi, ecco l'episodio capace di cambiare il volto all'incontro e il senso alla gara. È il 27' quando Bertolacci vede Niang libero tra Cana e De Vrij, troppo larghi nella marcatura dell'ex milanista, e lo serve con un lancio millimetrico. Il franco-senegalese arresta la sfera di gran classe, la sposta quel tanto che basta per venire falciato da Marchetti in uscita disperata. Se Gervasoni non avesse distribuito, nei precedenti dieci minuti, cartellini gialli a man bassa ai laziali, sanzionando prima Mauri e poi Cana per falli veniali, la concessione del penalty sarebbe stata meno contestata: il rigore ci sta tutto, meno alcune decisioni del giudice lombardo. Ecco dunque, la slavina sulla partita: espulso Marchetti, sacrificato Cataldi per il subentrante Berisha, rigore senza pensieri di Perotti. Grifone avanti, laziali a schiumare rabbia. Poi, con Gervasoni pronto a prendere il numero di targa di altri due laziali (De Vrij e Candreva), gli ultimi venti del primo tempo scivolano via in un clima di montante insoddisfazione da parte del pubblico: indiziato numero uno, sempre Gervasoni.

NON BASTA FELIPE - Al ritorno in campo dentro Felipe Anderson e fuori Candreva, evidentemente sotto tono. Il brasiliano ci mette l'anima e un paio di spunti dei suoi, ma non si si intestardisce troppo con la palla al piede e Roncaglia è bravo a prendergli le misure. È il Genoa a farsi preferire con l'uomo in più sul campo. Falque si presenta due volte in sette minuti davanti a Berisha bravo a murare la porta. La Lazio procede disordinata: l'occasione più ghiotta capita sui piedi di Mauri al 22': il capitano laziale gira in porta un sinistro chirurgico, nato da una sponda volante di Klose, ma per la seconda volta nella serata, il legno alla sinistra di Perin si mette di traverso. Dieci minuti più tardi Mauri va vicino al gol in acrobazia, la sua rovesciata si alza di poco sulla traversa. La gara si avvia verso la conclusione con un paio di incursioni di Keita, entrato a dieci minuti dal termine, pericoloso ma inefficace. Gervasoni riesce a dimostrare la propria arroganza e insicurezza non fermando il gioco, ormai a partita praticamente conclusa, con Klose dolorante a terra.


IL TABELLINO
LAZIO-GENOA 0-1
Marcatori
: 30' Perotti (G) rig.

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, De Vrij, Cana, Radu; Cataldi (29' Berisha), Biglia, Parolo; Candreva (46' Felipe Anderson), Klose, Mauri (80' Keita). A disposizione: Strakosha, Cavanda, Novaretti, Konko, Mauricio, Ledesma, Ederson, Onazi, Perea. All. Pioli

Genoa (4-3-3): Perin, Roncaglia, De Maio, Izzo, Edenilson; Rincon, Bertolacci, Kucka; Iago (74' Tambè), Niang (71' Pavoletti), Perotti (77' Lestienne). A disposizione: Lamanna, Sommariva, Ariaudo, Mandragora, Bergdich, Laxalt. All. Gasperini

Arbitro: Andrea Gervasoni (sez. Mantova);
Assistenti: Di Liberatore; Longo
IV Uomo: De Pinto
ADD1: Russo
ADD2: Abisso
Note: Espulsi Marchetti (L). Ammoniti Mauri (L), Cana (L), Bertolacci (G), Candreva (L), De Vrij (L), Roncaglia (G), De Maio (G)

Recupero: 4' pt; 3' st

 

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