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martedì 10 dicembre 2019

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CALCIO - Lazio, capolavoro di Anderson contro il Sassuolo

Terza vittoria di fila per Pioli. 3-0 per i biancocelesti, in gol anche Klose e Parolo su assist del brasiliano

01.03.2015 - Cristiano Di Silvio



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La Lazio festeggia


RAMPA DI LANCIO - I biancocelesti, ridotto al silenzio il tridente pesante degli emiliani, dominano le due frazioni di gioco, sospinti dalle magie del talento brasiliano che segna e fa segnare. Di fronte, un Sassuolo annichilito che raramente impegna Marchetti. Dopo il match di mercoledì 4 marzo 2015 in Tim Cup contro il Napoli, la Lazio affronterà la Fiorentina lunedì sera alle 19 all'Olimpico per un confronto diretto che profuma d'Europa. Alla vigilia della gara Pioli era stato chiaro: "La Lazio ha imparato a Cesena, col Sassuolo non sbaglierà. La gara di Reggio Emilia deve certificare la nostra crescita". E la squadra ha certificato le parole del proprio allenatore: una Lazio mai impensierita, sicura del fatto suo, stavolta, cinica al punto giusto e conscia dei propri mezzi. Il tecnico parmense, giustamente soddisfatto, a fine gara ribadisce che "allenare questo gruppo è un piacere; è un gruppo fatto di uomini che sanno aiutarsi l'un con l'altro".

LE FORMAZIONI - Ecco la migliore Lazio da esportazione, che supera per intensità, qualità e risultato quella vista a inizio di stagione contro il Genoa. Pioli davanti a Marchetti preferisce Cavanda al serbo Basta (falcidiato da una fortissima influenza nei giorni scorsi), al centro la coppia De Vrij-Mauricio con Radu sull'altra corsia esterna. Cataldi, Bigia e Parolo in mediana per garantire qualità e quantità (missione compiuta, con i tre a contendersi la palma del migliore di reparto); infine, lì davanti, Mauri centravanti arretrato, con i gioiellini Keita e Felipe Anderson ai lati. Si fida tanto, Pioli, della soluzione offensiva escogitata, lasciando in panca Candreva e Klose, almeno all'inizio. Farà tutto bene, il tecnico laziale, cambi compresi. Assenze pesanti per Di Francesco: out Antei, Cannavaro e capitan Magnanelli, ci si deve fidare di Bianco, Acerbi e Missiroli, ma la scommessa la perde, eccome, l'ex mediano romanista. Assenti non giustificati i vari Gazzola, Biondini, Taider e Longhi: gente esperta, navigata alla serie A, completamente surclassati dal pressing e dalla velocità laziale. Menzione finale per il tridente di casa: ci provano, Berardi, Sansone, e Zaza quasi ci riesce (all'8' della ripresa, Marchetti è superlativo nel salvare il risultato murando una conclusione a botta sicura del centravanti neroverde), ma oggi non era proprio giornata.

KEITA OVUNQUE - Che La Lazio chiedesse molto all'incontro lo si è capito già all'11': dalla destra cross di Mauri e battuta al volo del concreto Keita, con la palla strozzata di un pelo, che impedisce allo spagnolo di gridare all'eurogol, con Consigli fulminato e immobile. Zaza risponde un minuto dopo, liberandosi di Cavanda e spaventando i tifosi laziali accorsi in Emilia, con un destro che Marchetti tiene bene. La paura passa presto, è solo un fuoco di paglia, c'è troppa Lazio per questo Sassuolo. Quattro minuti dopo accende i motori Felipe Andrson: con un elastico nasconde la palla a Biondini e Missiroli, prima di sbagliare la misura del tocco per Keita. Sessanta secondi dopo è lo spagnolo a sfruttare un tracciante di Biglia, vincere il corpo a corpo con Bianco e allargarsi al tiro, trovando però Consigli bravo a respingere. Si comincia a capire che sarà un lento incedere biancazzurro. Finalmente concreto, Keita si trova a meraviglia con Mauri e Felipe, scambiandosi la posizione lungo il fronte avanzato e cercando ancora la conclusione: due i brividi che la cresta laziale regala (36', colpo di testa fuori di poco su cross del capitano; 41' tocco sotto porta parato da Consigli, sempre su invito di Mauri), prima che in cattedra salga Felipe Anderson Pereira Gomes.

MAGIA ANDERSON - È il 44' quando Keita sfida Longhi sulla sinistra, lasciandolo sul posto e crossando in area con Acerbi poco incisivo nell'alleggerimento di testa, con il pallone che diventa facile preda di Felipe, abile ad arpionarlo ai venti metri, metterlo giù e trasformarlo in un destro a giro che supera Consigli, insaccandosi nel sette alla sua sinistra. Gol da stropicciarsi gli occhi; con Di Francesco in panchina furibondo con i suoi. Finisce qui il primo tempo, ma la convinzione che il tracciante di Felipe fosse lo spartiacque dell'incontro si faceva sempre più macigno.

SOLO LA LAZIO - Fatti salvi i primi dieci minuti, con i padroni di casa incapaci di sfruttare l'occasione colossale capitata sui piedi di Zaza (Marchetti decisivo salva il risultato e l'andamento del match, la Lazio riprende da dove aveva lasciato. Al 12', un tiro di Felipe Anderson, non trattenuto da Consigli, si trasforma in un tap-in a metà tra Mauri e Keita, che tocca per ultimo, vedendosi annullare la marcatura per una posizione di fuorigioco; al 14' è Cataldi a far gridare al gol con un sinistro a giro largo di pochissimi. Ora è dominio Lazio, con i neroverdi incapaci di reagire. È solo una questione di centimetri quella che, al 15', divide il calcio di punizione calciato da Biglia dal raddoppio biancazzurro. I meriti di Pioli si rinforzano quando, al 64', capisce al volo che la partita di Mauri è finita lì e che serve qualcun altro in grado di allungare la squadra.

KLOSE E PAROLO - Dentro il campione del mondo, fuori il capitano. Intanto Felipe Anderson passa da fascia a fascia portandosi dietro mezza mediana del Sassuolo, regalando profondità e soprattutto assist. È quanto fa con il bomber tedesco quando al 21' gli regala due comodi cross da spingere solamente in porta: in entrambe le occasioni Klose fallisce. Ma non sbaglia la terza, quando Felipe calibra l'ennesimo cross aereo per Klose, perso in marcatura da Acerbi e implacabile a schiacciare in gol di testa, battendo Consigli. Festeggia rabbioso Miro, si rilassa Pioli in panca. Il Sassuolo davvero non c'è più, il centrocampo laziale alza e abbassa i ritmi come vuole, tanto da calare il tris al 32': tiraccio dai venti metri di Felipe (ancora lui); la palla sbatte sulla schiena di Mauricio e finisce sui piedi di Parolo (ammonito, era diffidato, salterà la Fiorentina) abile a verificare la bontà della sua posizione, fintare una prima conclusione mandando fuori giri l'estremo di casa, infine a battere a rete, chiudendo l'incontro e archiviando la pratica. Poi, c'è tempo ancora per Candreva (subentrato a Keita) di sbagliare da due passi (33') e per Felipe di concludere l'ennesima cavalcata in campo aperto, fallendo il tocco a tu per tu, graziando Consigli in uscita disperata (43'). Poi non accade più nulla, con Pioli sempre più simbolo della stagione laziale che, uno a uno, dà il cinque a tutti i panchinari. La stagione è ancora lunga, lui lo sa bene. Ma, per affrontarla, c'è una squadra: e questo è merito suo.


IL TABELLINO
SASSUOLO-LAZIO 0-3

Marcatori: 45' Felipe Anderson (L), 71' Klose (L), 77' Parolo (L)

Sassuolo (3-4-3): Consigli; Gazzola, Bianco (61' Brighi), Acerbi; Biondini, Missiroli, Taider (80' Floccari), Longhi; Berardi, Zaza, Sansone (74' Lazarevic). A disposizione: Polito, Pomini, Fontanesi, Chibsah, Donis. All. Di Francesco

Lazio (4-3-3): Marchetti; Cavanda, De Vrij, Mauricio, Radu; Cataldi, Biglia (80' Ledesma), Parolo; Felipe Anderson, Mauri (65' Klose), Keita (74' Candreva). A disposizione: Berisha, Strakosha, Novaretti, Basta, Braafheid, Onazi, Ederson, Perea. All. Pioli

Arbitro: Carmine Russo (sez. Nola)
Assistenti: Paganessi; Cariolato
IV Uomo: Di Liberatore
ADD1: Mazzoleni
ADD2: Merchiori

Note: Ammoniti Gazzola (S), Parolo (L), Bianco (S), Keita (L), Longhi (S) Taider (S)
Recupero: 2' pt; 3' st.

 

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