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lunedì 03 agosto 2020

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CALCIO - Doppietta di Felipe Anderson: la Lazio vince anche a Torino

Quinta vittoria consecutiva, continua l'ascesa biancoceleste verso la Champions. Roma a un solo punto

17.03.2015 - Simone Di Tommaso



CALCIO - Torino -Lazio 0-2. Le pagelle biancocelesti

Felipe Anderson ancora decisivo con una doppietta che spacca in due la partita. Marchetti risolutivo su Darmian
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Felipe Anderson

A UN SOLO PUNTO - La Lazio, dopo ben quattro vittorie consecutive, riesce a prendere i tre punti anche nell'insidiosa trasferta di Torino. I granata, reduci dalla sconfitta in Europa League contro lo Zenit San Pietroburgo, sono un osso duro per qualsiasi formazione del campionato. Ma non per i biancocelesti che dispongono di un autentico fuoriclasse che risponde al nome di Felipe Anderson. Basta un suo lampo per capovolgere le sorti della gara. Le due reti segnate contro il Torino hanno letteralmente entusiasmato l'ambiente laziale. Il settimo e l'ottavo centro in campionato hanno rilanciato la Lazio nelle parti alte della classifica, complici anche le sconfitte della Roma e del Napoli. Il secondo posto della Roma è ora ad un solo punto; il quarto posto del Napoli è distante tre lunghezze. Ci sono tutte le ragioni per sognare, anche mantenendo ben saldi i piedi per terra. Il merito va soprattutto a un allenatore che ha fatto del lavoro sul campo e del basso profilo i suoi capisaldi: Pioli ha plasmato il carattere e il gioco della squadra. Non c'è trasmissione televisiva o radiofonica che non indichi la Lazio come la squadra che gioca attualmente il miglior calcio in Italia. Con queste premesse, i successi vengono da soli.

MERITI - Oltre che dell'allenatore, il merito è anche della società, criticata più volte in passato. Aver avuto l'accortezza di scoprire campioni a basso costo non è caratteristica da poco. Felipe Anderson, Biglia e De Vrij sono giocatori che troverebbero un posto da titolare anche nelle prime quattro squadre d'Europa. Sono gli autentici gioielli della compagine biancoceleste. Se girano loro, non ce n'è per nessuno. La quinta vittoria consecutiva è frutto delle loro giocate, del loro attaccamento alla maglia e della loro voglia di essere, insieme con gli altri, squadra. Era dal 2010, con Reja in panchina, che la Lazio non inanellava così tanti successi uno dopo l'altro. E l'impressione, al ritorno dalla trasferta, è che gli uomini di Pioli non siano ancora sazi. Il posticipo di domenica prossima, in casa contro il Verona prima della sosta per gli impegni delle Nazionali, potrebbe essere l'occasione per allungare ancora il passo. Chissà se l'Olimpico per l'occasione sarà gremito più che nel recente passato.

LE FORMAZIONI - Pioli opta per il solito 4-3-3. L'unica assenza rispetto al turno contro la Fiorentina è quella dello squalificato Candreva. Per il resto formazione tipo, in attesa dei rientri di Lulic, Gentiletti e Djordjevic. In porta c'è Marchetti. La linea dei quattro di difesa è composta da Basta, De Vrij, Mauricio e Radu. Il regista rimane il solito Biglia. Ai suoi fianchi è confermato Cataldi. Parolo rientra, alla destra, dopo il turno di squalifica. In avanti, Klose è supportato da Felipe Anderson e da Mauri. Ventura risponde con un accorto 3-5-2. Le scelte del tecnico granata sono piuttosto insolite a causa del vicino turno di Europa League in cui il Torino spera nella remuntada contro lo Zenit. Fa notizia trovare in panchina gente come Darmian, Maxi Lopez, Glick e Quagliarella. Basha ed El Kaddouri sono i registi di centrocampo. In attacco, le due punte sono Amauri e Martinez. In panchina si rivede anche l'ex Alvaro Gonzalez, unica cessione del recente mercato invernale biancoceleste.

PRIMO TEMPO - La serata è tipicamente invernale. Il freddo e la pioggia rendono scivoloso il terreno dell'Olimpico. Nonostante le avversità, gli undici di Pioli cercano fin dai minuti iniziali di imporre il proprio gioco e la tipica supremazia territoriale. La squadra di Ventura, anche se mancante di numerosi titolari, riesce ad arginare la manovra biancoceleste e a chiudere tutte le porte. Il pressing granata e l'ottima fase difensiva non permettono agli ospiti di avvicinarsi troppo davanti alla porta difesa da Padelli. Le uniche due occasioni biancocelesti del primo tempo sono al 17' con Cataldi e al 19' con Parolo. Le due conclusioni sono fuori dallo specchio. Il Torino ha una nitida occasione alla mezz'ora. Il colpo di testa ravvicinato di Amauri, su cross di Gaston Silva, è respinto da Marchetti. Martinez non riesce, poi, a concludere a rete sugli sviluppi dell'azione. Sul finire del tempo, il possesso palla della Lazio si fa sempre più insistente. Al 42' Felipe Anderson prova a rendersi pericoloso nell'area di rigore granata. Ma l'intervento di Jansson mette una pezza. I primi 45 minuti si chiudono sullo 0-0.

SECONDO TEMPO - La seconda frazione di gioco si apre sulla falsariga della prima, con la Lazio protesa in avanti e con il Toro bravo a difendere. Dopo circa dieci minuti, Pioli effettua una doppia sostituzione: Mauri e Cataldi per Keita e Onazi. Il doppio cambio modifica il modulo biancoceleste che passa dal 4-3-3 al 4-3-1-2, con Felipe Anderson che va a schierarsi dietro alla coppia formata da Klose e Keita. Ventura risponde inserendo Maxi Lopez e Darmian. Al 64' è il nuovo entrato Keita a mancare di un nulla l'appuntamento con il gol. Poco dopo ci prova da fuori area anche Basta. Al 71' si accende Felipe Anderson: prende palla sulla tre quarti, salta ben due difensori granata per poi insaccare alle spalle di Padelli. Il settimo gol in campionato del brasiliano, e ottavo stagionale, porta in vantaggio i biancocelesti. Due minuti più tardi, Marchetti difende il risultato sulla conclusione di Darmian. Sul ribaltamento di fronte, Keita sbaglia facilmente il gol del raddoppio su assist di Klose. Al 78', con il cambio già chiamato per stanchezza, Felipe Anderson su passaggio di uno straordinario Klose porta la Lazio sul 2-0 con un diagonale dalla sinistra dell'area di rigore. La partita è archiviata. Pioli richiama in panchina il fantasista. Al suo posto entra Ederson. Per i granata il mai domo Amauri prova a sorprendere Marchetti con un colpo di testa. Ma ogni tentativo è velleitario. La Lazio sbanca Torino e si presenta, all'appuntamento della prossima domenica contro il Verona, con un solitario terzo posto in classifica. Giocare divertendosi, è questo il motto della banda di Pioli, che avrà il duro compito di tenere alto il morale della squadra. Ci sono davanti ancora 11 battaglie per raggiungere l'obiettivo. Senza tralasciare la semifinale di ritorno di Tim Cup al San Paolo contro il Napoli. I sogni possono e devono essere inseguiti ma, soprattutto, devono diventare realtà.


IL TABELLINO
TORINO- LAZIO 0-2

Marcatori: 71', 78' Felipe Anderson (L)

Torino (3-5-2) - Padelli; Maksimovic, Jansson, Bovo; Bruno Peres, Benassi, Basha (79' Farnerud), El Kaddouri, G. Silva (62' Darmian); Amauri, Martinez (62' Maxi Lopez). All. Ventura. A disp. Castellazzi, Ichazo, Glik, Moretti, Alvaro Gonzalez, Quagliarella.

Lazio (4-3-3) - Marchetti; Basta, De Vrij, Mauricio, Radu; Cataldi (56' Onazi), Biglia, Parolo; Felipe Anderson (80' Ederson), Klose, Mauri (56' Keita). All. Pioli. A disp. Berisha, Strakosha, Novaretti, Braafheid, Cavanda, Ciani, Lulic, Ledesma, Perea.

Arbitro: Orsato (sez. Schio).
Assistenti: Preti; Vivenzi.
IV uomo: Stefani.
Addizionali: Mazzoleni ; Abisso.
Note: Ammoniti Maksimovic (T), Amauri (T), Radu (L), El Kaddouri (T), Basta (L)

 

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