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mercoledì 19 febbraio 2020

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APPUNTAMENTI - Il Festival di Urbino si apre con le Tarantelle del Rimorso interpretate da Pino De Vittorio

Sabato 18 luglio, alle 21.30, si apre la 47a edizione del Festival di Musica Antica

18.07.2015 - Simone Di Tommaso



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Questa sera, alle 21.30, al Salone Raffaello di Urbino, si apre la 47° edizione del Festival di Musica Antica. L'apertura è dedicata alla musica della tradizione popolare con le Tarantelle del Rimorso interpretate da Pino De Vittorio, una delle voci più note e amate della tradizione meridionale e della musica antica italiana. Con lo spettacolo Le Tarantelle del Rimorso, De Vittorio guiderà il pubblico in una dimensione vicina alla musica popolare, (tarantelle, serenate, canti d'amore e di lavoro, nenie e stornelli del Sud), con canti struggenti ed evocativi di un mondo che non c'è più. Alla chitarra battente, Marcello Vitale.

La tarantella è quasi un'analogia ritmica e sonora del Meridione d'Italia: è infatti presente - con attestazioni storiche risalenti a quasi mezzo millennio fa - in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Molise. Non c'è più alcun dubbio che il termine "tarantella" sia il diminutivo di "taranta", lemma che in quasi tutti i dialetti meridionali indica la "tarantola". Il nome del ballo dunque conduce direttamente al rituale di terapia coreo musicale del tarantismo. La tarantella è un ballo all'origine di carattere sintomatologico o terapeutico ed estatico. per secoli le credenze popolari l'hanno considerato una sindrome neurotossica indotta dal morso di un ragno e capace di provocare nel colpito tutta una serie di spiacevoli conseguenze, sia fisiche che psichiche. Tale patologia insorgeva esclusivamente d'estate, assumeva spesso carattere di epidemia ed era soggetta a recidive annuali; ma il suo tratto più caratteristico era che da essa ci si poteva curare solo a suon di musica e a passo di danza. Perché la terapia avesse effetto occorreva però che uno o più strumentisti sottoponessero al malato il loro repertorio di tarantelle medicinali per poter individuare quella conforme alla tarantola e al veleno responsabili della malattia: che fosse quella "giusta" lo si sarebbe capito dal fatto che, tra le tante, era la sola in grado di scuotere il tarantato dal suo stato di torpore vegetativo e di indurlo irresistibilmente alla danza. A quel punto non restava che suonare e ballare per ore ed ore, per giorni e giorni, fino alla remissione temporanea del male o alla sua guarigione definitiva. Tra Otto e Novecento la tarantella è anche penetrata nel repertorio concertistico (Rossini, Chopin, Liszt, Richard Strauss, Rachmaninov, Castelnuovo-Tedesco ecc.) con brani che sfruttano in chiave virtuosistica il tipico ritmo di 3/8 o 6/8; a partire dalla seconda metà del Novecento dapprima  l'etnomusicologia, poi lo studio e la pratica dei repertori etnofonici, hanno suscitato unarinascita della tarantella come pratica ludica ed estetica collettiva e addirittura come autentico fenomeno sociale.

 

INFO

18 luglio, ore 21.30 - Urbino Salone Raffaello

Pino De Vittorio voce

Marcello Vitale chitarra battente

Lu picuraru

Tarantella di Sannicandro

Alla Carpinese

Pizzica taranta

Cori miu

Sona a battenti

Attaccati li tricci

Tarantella a Maria di Nardo'

Soje ciardine

Stornelli di Leporano

'Stu pettu e' fatto cimbalu d'amuri

'Na via di rose

La bonasera

Ballo di S.Michele

Putadori (canto dei carrettieri)

 

Il prezzo dei biglietti dei concerti varia da €8 a €15;

Abbonamento €50 studenti €70 intero

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