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venerdì 24 maggio 2019

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CALCIO - La Lazio affonda sotto la goleada del Chievo

Dopo tre gol dal Bayer Leverkusen ne arrivano quattro dai veronesi. La sconfitta porta Matri in prestito dal Milan

31.08.2015 - Simone Di Tommaso



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Paloschi festeggia

GELO ESTIVO - È solo il 31 agosto ma in casa Lazio c'è il gelo. La squadra di Pioli si trova in una crisi di identità e di rendimento difficile da ricordare negli ultimi anni. In meno di venti giorni, i biancocelesti hanno perso la finale di Supercoppa Italiana, sono usciti dai preliminari di Champions League faticosamente conquistati la scorsa stagione, hanno rimediato una vittoria di misura alla prima giornata di campionato e hanno subito una sconfitta memorabile per 4-0 in casa del Chievo Verona. Alla serie di risultati negativi non può che aggiungersi il pessimo precampionato con tutte le amichevoli perse. C'è di che preoccuparsi. Il gioco non si vede, la coralità raggiunta nella scorsa stagione è ormai un lontano ricordo, i nuovi acquisti sembrano spauriti e talmente fuori di condizione da non trovare posto nella formazione titolare; quattro big come Biglia, Klose, Djordjevic e Marchetti sono già out per problemi fisici; l'allenatore sembra non sapere davvero che pesci prendere. Se non ci fosse la sosta di quindici giorni per gli impegni delle Nazionali la preoccupazione sarebbe ancora maggiore. Fortunatamente per la Lazio, la pausa arriva al momento giusto. Nelle prossime due settimane, Pioli avrà l'occasione di cercare di ricompattare il gruppo e di tornare alla vittoria già nell'impegno casalingo contro l'Udinese. Dal canto suo, la società ha messo a segno l'acquisto dell'ultima ora: arriva Alessandro Matri in prestito secco dal Milan. La sonora sconfitta contro il Chievo deve aver fatto ricredere Lotito sulla completezza della rosa e ha trattato personalmente l'acquisizione con Galliani a Milano. Ora Società, giocatori e allenatore devono necessariamente tirare una linea e ripartire da zero. L'ambiente non merita di trovarsi in un punto così basso all'inizio della stagione. Un bagno di umiltà si rende più che mai necessario.

LE FORMAZIONI - Ancora una volta Pioli cambia idea sul modulo e passa dal 3-4-3 in terra tedesca al 4-3-3. Davanti a Berisha, la linea di difesa è composta da De Vrij e Gentiletti centrali, con Basta e Radu sulle fasce. Cataldo agisce da regista di centrocampo. Ai suoi fianchi operano Parolo e Lulic. In attacco spazio a Candreva, Keita e Kishna. Per la seconda volta consecutiva in campionato Felipe Anderson parte dalla panchina, così come il nuovo acquisto Milinkovic-Savic. Maran risponde con un 4-3-1-2 costruito sul trio di attacco Birsa, Meggiorini e Paloschi.

PRIMO TEMPO - Contrariamente a quanto possa far pensare il risultato finale, la Lazio entra in campo piuttosto determinata e desiderosa di incanalare la partita nel giusto binario. Al 5' Candreva impegna l'ex Bizzarri con un tiro velenoso da fuori area. Due minuti dopo è Keita ad avere sui piedi la possibilità di portare i suoi in vantaggio. La Lazio è tutta qui. Al 12' Meggiorini, con la complicità di Gentiletti, porta il Chievo sull'1-0. I biancocelesti sono letteralmente tramortiti. Qualche minuto dopo Birsa manca di poco il gol del doppio vantaggio. Ma è questione di minuti. Al 30' proprio Meggiorini riesce, di tacco e di prima intenzione, a mettere al centro dell'area un pallone invitante. Per Paloschi è un gioco da ragazzi anticipare la retroguardia biancoceleste e infilzare Berisha. Al peggio, però, non c'è ancora fine. Quasi allo scadere, al 45', Birsa segna, su punizione, un gran gol sotto all'incrocio dei pali. Proprio sul primo palo di Berisha che sbaglia la parata. Il 3-0 che taglia completamente le gambe agli uomini di Pioli.

SECONDO TEMPO - Al rientro in campo, l'allenatore biancoceleste, molto scuro in volto, effettua un doppio cambio. Patric, per scelta tecnica (?) prende il posto di Basta e l'inglese Morrison subentra a Lulic. Il modulo passa al 4-2-3-1. Le sostituzioni non sortiscono, però, gli effetti sperati. È sempre il Chievo a mantenere il pallino del gioco. Paloschi va di nuovo vicino al gol. Pioli mette poi nella mischia Felipe Anderson al posto di Candreva. Ma la notte rimane fonda per i colori biancocelesti. Al 68', dopo un gol annullato per fuorigioco (in realtà il gol era regolare), è Paloschi a fissare il punteggio sul definitivo 4-0. Da questo punto al 90' le uniche emozioni sono rappresentati dalle sostituzioni del Chievo, con Cacciatore, Pepe e Mpoku che subentrano a Rigoni, Birsa e Meggiorini. L'ultima occasione è per la Lazio, con Parolo che colpisce, di testa, il palo della porta difesa da Bizzarri. Dopo 2' di recupero Di Bello fischia la fine delle ostilità. Notte fonda per i colori biancocelesti.


IL TABELLINO
CHIEVO VERONA-LAZIO 4-0
Marcatori
: 12' Meggiorini (C), 30' Paloschi (C), 45' Birsa (C), 68' Paloschi (C)

CHIEVO VERONA (4-3-1-2): Bizzarri; Frey, Gamberini, Cesar, Gobbi; Hetemaj, Rigoni (73' Cacciatore), Castro; Birsa (81' Pepe); Meggiorini (86' Mpoku), Paloschi.
A disp. Bressan, Seculin, Dainelli, Sardo, Mattiello, Christiansen, Damian, Pellissier, Inglese.
All. Maran.

LAZIO (4-3-3): Berisha; Basta (46' Patric), de Vrij, Gentiletti, Radu; Parolo, Cataldi, Lulic (46' Morrison); Candreva (59' Felipe Anderson), Keita, Kishna.
A disp. Guerrieri, Konko, Mauricio, Hoedt, Braafheid, Oikonomidis, Onazi, Milinkovic-Savic, Mauri.
All. Pioli.

ARBITRO: Di Bello (sez. Brindisi). ASS.: Vivenzi-Galloni. IV: Meli. ADD.: Guida-Maresca.

NOTE. Ammoniti: 73' Cataldi (L)
Recupero: 2'pt; 2' st.

 

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