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lunedì 25 maggio 2020

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CALCIO - La Lazio sfata finalmente il tabù e batte il Genoa 2-0

Inizio di gara faticoso, al 35' Djordjevic segna di testa su cross di Lulic. Poi esplode Felipe Anderson con un gol da campione

24.09.2015 - Cristiano Di Silvio



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un'azione di Lazio-Genoa 2-0

Bisognava vincere, e si è vinto. Servivano i tre punti e sono arrivati. Se possibile sfatare la maledizione dei rossoblù (otto sconfitte nelle ultime quattro stagioni), e la "prova del nove" sorride alla Lazio. Pioli non chiede di più e si prende tutto questo: il gioco verrà e la forma pure. Oltre ai tre punti, il tecnico parmense si gode i segnali di risveglio del carioca Felipe, la grinta del serbo Djordjevic, alla sua prima firma stagionale, le buone prestazioni di Milinkovic-Savic e finalmente di Lulic. Ora non serve andare di fino: stasera si badava al sodo. Prendersi una boccata di aria pura, per il cuore e la mente. Uscire dal periodo orribile tutti insieme: questo voleva Pioli, la vittoria va in questa direzione. Poca cosa, di contro, il Genoa. O meglio: il palo colpito da Rincon dopo cinque minuti poteva essere dinamite sull'incontro e indirizzare la partita. Così non è stato, però. Mai come quest'anno i liguri sembrano essere troppo scommessa e poco squadra, con la classifica che comincia a piangere davvero: e domenica a Marassi arriva il Milan. Passa, dunque la Lazio: ora a Verona, trasferta complicata ma necessaria per conoscere lo stato di salute dei romani.

NEL SILENZIO - Seconda partita casalinga con gli ombrelli aperti. Stavolta la pioggia che annuncia l'arrivo dell'autunno bagna una Lazio ferita e un pubblico rabbioso, ancora stordito dalla figuraccia del San Paolo. La Nord contesta, non canta e a più riprese becca il patron laziale, impassibile e regolarmente al suo posto in tribuna. Sugli spalti sembra esser tornati al pre-Lazio-Sassuolo di due stagioni fa; sul campo pare aleggiare lo spettro del "secondo Petkovic". È una Lazio ancora impaurita e impacciata nei movimenti. Pioli si affida a Gentiletti in difesa, Parolo e Cataldi in coppia davanti alla difesa, a Kishna, Milinkovic-Savic e Felipe Anderson i trequartisti dietro a Djordjevic. Quasi una rivoluzione, chi ha sbagliato ha pagato con la panchina. Dopo cinque minuti, però, è il Genoa a recriminare: frustata di Rincon, che supera Marchetti ma finisce la sua corsa contro il palo. Respira la Lazio che si scuote, maledice e impreca Gasperini, già livido di suo a causa di una rosa ridotta all'osso. La Lazio tenta di far girare palla, il Grifone è però assai chiuso e di spazi liberi ce ne sono pochissimi. Lulic e Felipe appaiono in ripresa, Cataldi e Parolo menano le danze in cerca del pertugio giusto. La sensazione è che serva pazienza, l'Olimpico però pare averla persa da un pezzo. Al 35' ecco che il copione cambia improvvisamente: sotto la Tevere è il bosniaco a chiudere con un cross al bacio per Djordjevic, un appoggio di Milinkovic; la retroguardia rossoblù sale malissimo lasciando l'ariete in grado di battere Lamanna addirittura angolando a piacimento. Inutile negarlo: per Pioli & Co. è un gol che vale doppio, che sa di rivincita dopo una settimana pesantissima. I restanti minuti della prima frazione scivolano via con ancora Djordjevic, e sull'altro fronte l'ex giallorosso Tachtsidis, a cercare il colpo grosso con punizioni dal limite. Il parziale, però, non cambierà.

FELIPE C'È - E colpa di Felipe quanto accade in tre minuti, tra il 53' e il 56'. Si devono alle sue giocate i due cartellini gialli che Rizzoli (male anche stasera) commina al centrocampista ligure Cissokho reo, a ragione, di aver usato le maniere forti (troppo) per fermare le giocate del fantasista carioca. L'incontro cambia: la ragnatela messa su da Gasperini perde un pezzo fondamentale, anche perché si intuisce subito che i cambi escogitati dal tecnico genoano (fuori Tachtsidis e Ntcham, dentro Dzemaili e Capel) non avrebbero sortito l'effetto desiderato. La Lazio si rilassa e continua il suo gioco, pressando di più sulle esterne. E dalla fascia destra, al 62', arriva il placet al secondo gol: Milinkovic-Savic, chiamato all'uno due da Basta, anziché affondare scodella in piena area trovando la corta respinta di De Maio; la sfera arriva docile all'impatto con Felipe Anderson, che si prende solo il tempo di addomesticarla e, con un tracciante terra-aria a giro, la ricolloca sotto il sette alla sinistra di Lamanna. Gol spettacolare quanto utile alla causa biancazzurra. Poi è solo accademia: trovano spazio Keita, Mauri e anche il tumultuoso (o presunto tale) Morrison. Non cambia nulla, il Genoa, all'85', rimane in nove per l'espulsione di Pandev (brutta gomitata a Mauricio), nervoso quanto inoperoso. Nulla accade più: la Lazio si gode la "legge dell'Olimpico" (tre successi su tre), si coccola i suoi talenti , con la speranza di aver spinto la crisi un posto più in là


LAZIO-GENOA 2-0
Marcatori
: 35' Djordjevic (L), 62' Felipe Anderson (L)

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Lulic; Cataldi, Parolo; Felipe Anderson (82' Mauri), Milinkovic-Savic (83' Morrison), Kishna; Djordjevic (78' Keita).
A disp. Berisha, Guerrieri, Hoedt, Patric, Braafheid, Oikonomidis, Radu, Onazi.
All. Pioli.

GENOA (3-4-3): Lamanna; De Maio, Burdisso, Marchese; Cissokho, Rincon, Tachtsidis (46' Dzemaili), Laxalt; Ntcham (46' Capel), Pandev, Perotti (58' Figueiras).
A disp. Ujkani, Sommariva, Ierardi, Lazovic, Asencio Raul.
All. Gasperini

ARBITRO: Rizzoli (sez. Bologna). ASS.: Passeri-Peretti. IV: Musolino. ADD.: Fabbri-Abisso.

NOTE. Ammoniti: 24' Cataldi (L), 38' Marchese (G), 42' Mauricio (L), 53' Cissokho (G), 64' Gentiletti (L), 76' Milinkovic-Savic (L), 78' Figueiras (G)
Espulsi: 56' Cissokho (G) per doppia ammonizione, 85' Pandev (G).
Recupero:1' pt, 4' st.

 

 

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