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mercoledì 23 settembre 2020


Speciale Cinema: Dai Videogiochi al Cinema (Prima parte)

Breve storia dei videogame apparsi sul grande schermo

10.02.2008 - Alessandro Pangallo



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Da quando i videogiochi sono divenuti un fenomeno di massa, è capitato spesso che qualche software house decidesse di lanciare giochi che si rifacessero alle pellicole di maggior successo. Potremmo fare decine di nomi di tie-in di film apparsi su computer e console in forma videoludica,
ma il fenomeno inverso, quello che ha portato i videogiochi a essere portati su pellicola, è ben più circoscrivibile.
Nella fattispecie, possiamo sommariamente dividere la breve storia dei film ispirati ai videogiochi in tre fasi: una prima fase "sperimentale", in cui ci si è limitati a sfruttare il marchio dei videogame più diffusi nelle sale giochi, una seconda fase, che potremmo definire di "sdoganamento", in cui i film non erano più pensati per delle nicchie di appassionati ma per un grande pubblico, e una terza fase, in cui il film tenta di catturare l'essenza del gioco pur affrancandosi parzialmente dalla trama.
Questa settimana parleremo della prima di queste fasi, attraverso i film più significativi di questo particolare fenomeno.

Super Mario Bros. (1993)
IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0108255/
Negli anni 90, le console di casa Nintendo e Sega avevano sfornato due delle immagini di maggior carisma di quegli anni, rispettivamente, Super Mario e Sonic. In particolare, Super Mario era diventato un'autentica icona in grado di caratterizzare gli anni 90, e non era difficile sentire qualcuno canticchiare per strada la Mario Theme, ossia la musica che faceva da sottofondo al gioco. Qualche produttore pensò che fare un film sulle avventure dell'idraulico italiano più famoso nel mondo si sarebbe rivelata una scelta redditizia. Il ruolo di Mario fu affidato a una superstar del calibro di Bob Hoskins, e nella produzione del film furono investite cifre esorbitanti.
Il film fu un autentico insuccesso di pubblico: colpa dell'infima qualità del film, nonché del fatto che le vicende narrate sullo schermo non coincidessero in nulla con il videogioco.

 



Street Fighter (1994)
IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0111301/
Il successo dei picchiaduro nelle salegiochi e dei film alla Rambo nei cinema portò a questo Street Fighter, con Jean Claude Van Damme nei panni di Guile a ricoprire il ruolo dell'eroe americano. Anche in questo caso possiamo parlare di una pellicola piuttosto povera dal punto di vista contenutistico e che poco teneva fede al videogioco: giusto per fare qualche esempio, Edmond Honda e Balrok, rispettivamente un lottatore di Sumo e un pugile, venivano qui ritratti nel ruolo di cameraman; Dhalsim, che nel gioco era una sorta di santone indiano, nel film fu trasformato in uno scienziato chimico che non ricordava in nulla il personaggio virtuale se non nel nome.
Questa pellicola forse è da ricordare più che altro per essere stata l'ultima interpretazione di Raul Julia e per annoverare nel cast una giovanissima Kylie Minogue nel ruolo di Cammy.

 



Mortal Kombat (1995)
IMDB: http://www.imdb.com/title/tt0113855/
Quale era il miglior picchiaduro? Mortal Kombat o Street Fighter 2? Al di là della disputa videoludica (che fa tanto Duran Duran contro Spandau Ballet), quasi tutti concordano su quale fosse la migliore trasposizione cinematografica. Gli elementi che resero MK un titolo degno di nota furono essenzialmente due: gli effetti speciali, all'avanguardia per l'epoca, e una storia finalmente in linea con il videogioco, con tanto di esecuzione di Johnny Cage della sua presa ai testicoli ai danni del mostruoso Goro. A questa pellicola seguì il fallimentare MK: Distruzione Totale , un caotico miscuglio di personaggi la cui unica cosa da ricordare sono le ridicole braccia metalliche di Jax, talmente brutte da sembrare di cartapesta.

 

 

Conclusioni:
Gli anni novanta hanno rappresentato la fase di massima espansione dei coin-op, i videogiochi cabinati in cui per giocare bisognava inserire il classico gettone: le sale giochi rappresentavano il luogo di ritrovo di moltissimi giovani, per cui non c'è da stupirsi se la maggior parte dei titoli portati sul grande schermo fossero proprio dei titoli nati per questo pubblico. Fu addirittura fatto un film su Double Dragon , il più famoso picchiaduro a scorrimento dell'epoca, peccato che il film fosse di qualità talmente bassa da non essere mai stato neanche importato in Italia.
Per concludere, in questa fase i produttori cinematografici utilizzavano semplicemente l'effetto richiamo dei titoli videoludici di cui sviluppavano le pellicole, senza preoccuparsi minimamente della qualità delle stesse. Vedremo nelle prossime settimane se, con il passare del tempo, il trend sia cambiato.

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