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giovedì 06 agosto 2020


Fumetti: Berserk, l'epopea di Gatsu, il Cavaliere Nero

28.12.2008 - Alessandro Pangallo



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Image Hosting by Picoodle.com Nel 1996, la Panini Comics portò in Italia il capolavoro di Kentaro Miura, Berserk. Come ebbe modo di scrivere qualche anno più tardi Enrico Fornaroli, supervisore della catena Planet Manga, all'inizio l'accoglienza per questa opera non fu quella che ci si aspettava: in un periodo in cui il concetto di "fumetto per adulti" significava automaticamente "fumetto erotico" era ben difficile catalogare un prodotto maturo come Berserk, decisamente inadatto ai bambini e con un pubblico di adulti non ancora reattivo ai fumetti made in Japan. Nel maggio del 2000, con l'uscita della prima ristampa della collana (la Berserk Collection), la reazione del pubblico fu ben diversa: il numero uno della collana sparisce subito dagli scaffali delle fumetterie, arrivando ben presto a essere materiale per soli collezionisti (almeno fino a quando non fu ristampato, con buona pace di coloro che avevano appena speso trenta euro per trovarsi tra le mani un fumetto che dopo la ristampa valeva semplicemente il proprio prezzo di copertina). L'Italia era finalmente pronta ad accogliere a braccia aperte le vicende di Gatsu, il Cavaliere Nero.

I primi numeri di Berserk ci proiettano direttamente nell'Inferno personale di Gatsu, il protagonista del fumetto, armato della sua enorme spada (dal suggestivo nome di Ammazzadraghi) e del suo braccio metallico. Del protagonista si scoprono ben presto solamente due cose: primo, la notte è perseguitato dai demoni a causa di un marchio che ha impresso sul collo, secondo, è alla ricerca della Mano di Dio, un gruppo di negromanti che per molti versi ricordano i Cavalieri dell'Apocalisse. Dopo il primo incontro tra Gatsu e la Mano di Dio, si apre un enorme flashback, il cosiddetto "Golden Age Arc", in cui vengono narrate l'infanzia e l'adolescenza di Gatsu, prima al seguito del padre adottivo (il mercenario Gambino), poi nelle fila della Squadra dei Falchi, un gruppo di giovani mercenari guidati dall'ambizioso e spregiudicato generale Grifis. Nonostante le continue battaglie, è sicuramente questa la fase più felice della vita di Gatsu, che si guadagna sul campo di battaglia il nome di "ecatombe" per essere riuscito a uccidere da solo, in una singola battaglia, ben cento uomini, proteggendo al contempo Caska, la sua compagna d'arme (e in futuro anche qualcosa di più). Tuttavia, la storia è destinata a prendere una profonda sterzata nel momento in cui Grifis, resosi conto di non poter più continuare la sua scalata sociale a causa di ragioni politiche, decide di passare al "lato oscuro" entrando a far parte della Mano di Dio, al costo di offrire in sacrificio l'intera Squadra dei Falchi. Grifis si trasformerà in una sorta di divinità, Phemt, e dell'esercito sopravvivranno solamente Gatsu (sebbene nel corso della mattanza perderà un braccio e un occhio) e Caska, che perderà le sue facoltà mentali dopo essere stata stuprata da Phemt.

Di qui in poi, Gatsu si muoverà all'interno di un Medioevo fantasy con un solo obiettivo: uccidere Phemt e distruggere la mano di Dio, non per un mondo migliore, ma solo per la sua personale vendetta.

Da quando è uscito, Berserk ha cambiato più di una volta pelle: se l'inizio della storia era intessuto di sottotrame politiche e raramente compariva qualche mostro, con la chiusura della Golden Age si apre un ciclo ben più tetro, dai lineamenti profondamente gotici. Gli ultimi anni della produzione di Miura hanno assunto i connotati più classici del fantasy, introducendo nella storia troll, streghe e bestiario da Dungeon and Dragons assortito. La sensazione è che Miura si sia fatto un po' sfuggire di mano le redini del fumetto, impressione confermata dall'estrema lentezza con cui i vari capitoli stanno uscendo negli ultimi anni. Ad oggi, infatti, la storia di Berserk è ancora da concludere, e nonostante l'autore ogni tanto dichiari che "Berserk sta per terminare", in realtà sembra ben chiaro che siamo ancora ben lungi dalla resa dei conti tra Gatsu e Grifis. I connotati da "eroe byronico" di Gatsu saranno anche affascinanti, ma dopo dodici anni i lettori gradirebbero finalmente leggere l'epilogo delle vicende del Cavaliere Oscuro. Intendiamoci, diversi manga giapponesi procedono da più di dieci anni, ma la sensazione che Miura abbia dato al nostro eroe una nemesi troppo potente accompagna i fan da troppo tempo, e la svolta al fantasy operata nell'ultimo periodo ha fatto storcere più di un naso, dato che è andata a sostituirsi alle affascinanti atmosfere steam punk dei primi numeri. E' vero che l'autore probabilmente si è adeguato ad alcune mode (su tutte, il successo mondiale della trilogia del Signore degli Anelli), ma d'altronde c'è anche chi si è inizialmente appassionato a un prodotto e poi si è trovato tra le mani un fumetto del tutto differente.

Come finiranno le gesta di Gatsu, il Cavaliere Oscuro? Confidiamo che Kentaro Miura abbia nella sua testa la risposta, altrimenti quello che per adesso è un presentimento (una saga grandiosa che avrà un finale non all'altezza) diventerà una dura realtà.      

 

 

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