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giovedì 01 ottobre 2020


LIBRI - Intervista a Simonetta Caminiti

"L'amore secondo Eva" è l'opera prima della giornalista Caminiti

05.09.2014 - Ottavia Laganà Chimenti



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È un libro delicato e allo stesso tempo fortissimo, l'opera prima di Simonetta Caminiti. "L'amore secondo Eva", Casa Editrice Il Pineto. La storia di una ragazza che, all'alba del terzo millennio, si affaccia sulla maggiore età un po' impreparata, più abituata a osservare la vita che ad afferrarla e viverla. Finché non s'innamora di una persona, che però, date le circostanze, non potrebbe essere più "improbabile". Ed è la storia dell'amore profondo, ricco di paradossi, tra due sorelle. Un testo colmo di eleganti descrizioni, sia del mondo esterno che di quello interno ai protagonisti, corredato della prefazione di Sabrina Cottone, giornalista de Il Giornale. Simonetta Caminiti, anche lei giornalista de Il Giornale (e Mondadori), esordisce come narratrice con un romanzo di formazione di 184 pagine da leggere tutte d'un fiato.

 

Simonetta, come e quando è nato "L'amore secondo Eva"?

"È nato nel lontano 2006, per concludersi solo nel 2013. Scritto in buona parte su un mucchio di quaderni nel 2007, e rivisitato dozzine di volte da cima a fondo. Nato con un altro titolo, che avevo scolpito nella mente: "Gli arpeggi delle mammole". Che sembrava una citazione del Gattopardo, in cui sono le spighe di grano, nella descrizione di Tomasi di Lampedusa, ad "arpeggiare". In realtà, chiunque legga il mio romanzo, può intuire perché la mia "stella polare" era questo titolo; un titolo allusivo alla musica e alle prime applicazioni alla vita di personaggi molto particolari, paragonati al fiore più delicato di Madre Natura. Mentre il romanzo fermentava nel mio cassetto, però, io passavo dai miei 23-24 anni ai 30, col rischio di abortire continuamente questa storia, che invece parla di tarda adolescenza. Per fortuna è accaduto il contrario. E il cambiamento del titolo è stato un passaggio naturale, giustamente esortato dagli editori ma esaudito con convinzione".

 

Ci sono elementi autobiografici?

"Finché parliamo di elementi, potrei anche dirti di sì. Ma, appunto, elementi. La storia di Diana e Khady, certamente, non è la storia della mia vita."

 

La struttura del romanzo è molto organica e tiene col fiato sospeso. Una scelta o un effetto involontario?

"L'idea era quella di sciogliere nel testo (che significa proprio, semanticamente 'tessuto', quindi si compone di fili intrecciati) svariate circostanze che tendono a una soluzione: un po' come se fossero dei nastri che sembrano strapparsi all'improvviso, interrompersi più o meno bruscamente e cedere il passo ad altri nastri, per poi tornare, puntualmente, più forti di prima. Ma senza mai una vera soluzione, non definitiva e non categorica. Perché questa scelta? Perché così è la visione del mondo di un adolescente, quando la sua vita comincia a essere sconquassata da segreti più grandi di lui, la paura di non essere all'altezza del mondo, conflitti familiari e turbamenti sessuali".

 

A proposito di questo, ha una grande importanza, in questo romanzo, la figura di Anais Nin, scrittrice di romanzi erotici.

"Assolutamente sì. L'effigie di Anaïs è fondamentale in questo romanzo. Non voglio spiegare il perché, per non rovinare la lettura del libro, ma Anaïs Nin rappresenta, in effetti, il potente e controverso rapporto tra sesso e parola, etica ed estetica dell'eros, specialmente nelle fantasie confuse e spaventate di una adolescente".

 

La tua è una prosa ricca di descrizioni e molto introspettiva. Ti senti un po', se non fuori moda (anche se in senso buono), controcorrente, nell'impiego di questo stile?

"Toccherebbe comprendere qual è la 'moda', e quale la 'corrente' della letteratura contemporanea, e stabilire una cosa simile è molto complesso! No. Prendo la tua domanda come un grande complimento. L'amore secondo Eva è la storia di un'anima, più che quella di una vita vissuta; sono gli eventi interiori, più che quelli intorno ai protagonisti, a mandare avanti l'intreccio. È naturale che le descrizioni degli ambienti e degli stati d'animo abitassero le pagine di un romanzo, come tu dici, 'introspettivo'; e inoltre non so se sono in grado di scrivere diversamente, distillando una storia dalla profonda percezione delle piccole cose".

 

Hai esordito con un romanzo di formazione/psicologico. A cosa ti dedicherai in futuro?

"Sto scrivendo un altro romanzo psicologico (e di formazione anche questo: un romanzo, cioè, il cui protagonista al principio della storia è molto giovane, ma intraprende un percorso di crescita ed evoluzione), che però è soprattutto un romanzo erotico. E un altro libro, a quattro mani con un collega del Giornale. Nel cassetto riposano decine di storie, che spero possano prendere il largo al più presto. Intanto, spero che L'amore secondo Eva sia letto e apprezzato! Adoro mietere i feedback dei lettori anche come giornalista, e scrivere storie ti fa sbarcare su un pianeta meraviglioso, in cui le fantasie che abitano la tua mente e il tuo cuore scorrono finalmente anche sotto gli occhi degli altri: e tutto questo grazie alle pagine in cui tu stesso le hai racchiuse. Vorrei fare questo, per tutta la vita".

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