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giovedì 01 ottobre 2020


POPOLI- Cambiamenti climatici e immigrazione: cosa li lega?

I fenomeni migratori vengono causati sempre più da cambiamenti climatici che da guerre

11.01.2015 - Marco Albonico



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Statistiche alla mano, occorre da un lato un'azione globale in grado di contenere quanto più possibile le conseguenze negative dei cambiamenti climatici, e dall'altro una politica migratoria concreta che sappia promuovere una coesistenza pacifica all' interno di una società sempre più multiculturale.

E' ufficiale. I governi devono prepararsi meglio per far fronte ai fenomeni migratori che non solo sono in crescita, ma sono sempre più riconducibili ai cambiamenti climatici.  Le proiezioni degli esperti sono allarmanti: l'innalzamento del livello degli oceani, le inondazioni e le siccità causate dal fenomeno del riscaldamento globale sono responsabili della migrazione di milioni di persone nel mondo.

Negli ultimi anni il fenomeno dei cambiamenti climatici è stato preso poco sul serio, soprattutto da alcuni media conservatori d'oltreoceano. Varie organizzazioni internazionali, tra cui  le Nazioni Unite, hanno finalmente confermato il notevole impatto che l'azione umana ha sui cambiamenti climatici. Ora, il legame tra cambiamenti climatici e immigrazione è palese. Come ha affermato Jan Egeland, Segretario Generale del Consiglio norvegese per i rifugiati, "i disastri naturali causano da tre fino a dieci volte in più la migrazione di persone rispetto a tutti i conflitti nel mondo messi assieme."

Il Centro per il monitoraggio dei trasferimenti interni (IDMC) ha sottolineato che, solo nel 2013, ben 22 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di eventi estremi. Tale numero è stato di tre volte superiore rispetto al numero di persone che in quell'anno erano state costrette a lasciare i propri Paesi a conseguenza di conflitti.

Con un riscaldamento globale che sembra essere destinato ad aumentare, data l'attuale assenza di un'azione climatica a livello globale, le previsioni dell'Intergovernmental Panel on Climate Change non sono affatto positive: entro la fine del XXI° secolo l'innalzamento del livello degli oceani aumenterà dell'ordine di 26-82cm, il che obbligherà milioni di persone a dovere abbandonare le città costiere più vulnerabili.

E' pertanto necessaria una politica globale efficace in grado di contenere le conseguenze più disastrose dei cambiamenti climatici. In Particolare, nell'ambito della Convenzione Quadro dei cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC), è auspicabile pervenire nel dicembre 2015 a Parigi ad un accordo globale e vincolante all'interno di un progetto di sviluppo sostenibile. Spetterà poi a ciascun governo nazionale attuare delle politiche che mitighino le conseguenze dei cambiamenti climatici. Dato il collegamento tra immigrazione e cambiamenti climatici, vanno infine promosse  politiche di coesistenza civile all'interno di società che diventano sempre più multietniche e multiculturali.

 

 

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