Ballate per piccole Iene

19.03.2007 - Edoardo Iervolino

Titolo: Ballate Per Piccole Iene (tradotto in inglese col titolo “Ballads For Little Hyenas”)
Artista: Afterhours
Etichetta: Mescal
Anno d'uscita: 2005
Genere: Rock
Voto: 7/10

Le sagome umane in copertina sono state tagliate via: dei fotografati restano solo i loro grigi vestiti. I protagonisti dell’istantanea potremmo essere noi con rispettivi fidanzati/e: lei avvinghiata amorevolmente a lui con mani e piedi; lui, con un’orrida cravatta, ha le gambe accavallate ed è in posa da mistico saggio. E’ lui che sorregge lei, oppure è lei a proteggere lui? Qual è il magico equilibrio che governa la coppia?

Gli Afterhours stavolta si sono vestiti da gran sera e hanno fatto il colpaccio, hanno parlato d’amore: il sentimento dei sentimenti, la gioia che opprime, la felicità totale, il desiderio che si oppone alla morte. Ma l’amore non è solo quello del presente: ognuno di noi ha delle storie alle spalle.

Agnelli anche; e si sente.

Sa cosa vuol dire soffrire d’amore: la lacerante sensazione di un tradimento, il dubbio dell’infedeltà, il germe della gelosia, il pianto liberatorio, la tristezza della fine di un rapporto.
“Ballate Per Piccole Iene” è tutto questo: la gioia, la sofferenza, la vita, il passato, le speranze per un futuro appannato. Chiunque abbia amato nella sua vita sarà colpito dall’avvincente lavoro degli Aftehours: il grounge e le ballate di “Germi” sono lontanissime, la rabbia viscerale di “Hai paura del buio?” è già mitologia, l’elettronica di “Non è per sempre” è ormai fuori moda, “Quello che non c’è” è stato solo un passaggio parzialmente riuscito.
“Ballate Per Piccole Iene” è la maturazione definitiva della band: testi bellissimi e coinvolgenti, intellettuali e mai banali, arrangiamenti da far invidia a qualsiasi altro gruppo italiano e non, ritmiche azzeccate e incalzanti, timbriche perfette. Il grezzo perfezionismo, rappresentato in passato dalla figura di Xabier Iriondo, oggi è diventato un bene collettivo: ad ogni ascolto “Ballate Per Piccole Iene” stupisce per la ricercatezza stilistica prossima al masochismo; anche i feedback, un tempo rabbiosi, sono divenuti ponderati e struggenti.

Manuel Agnelli ha sofferto; e si sente.
E’ diventato grande; e si sente.
E’ andato in America; e ha conosciuto Greg Dulli,…si sente.

Un dolce riff ci strugge il cuore. “La Sottile Linea Bianca”. Pianoforte, distorsioni, confusione e riverbero: le tenebre della morbosità della vita di coppia già ci stanno attanagliando. Tutto è un po’ più buio. L’assolo ci annebbia la vista e ci confonde i pensieri. Manuel è tornato ad urlare come ai vecchi tempi.

“Usami amore, Usami o muori”.

“Ballata per la mia piccola iena” è il primo singolo estratto da questo album. Tutto in battere. L’ambiente inizia ad essere ossessivo. Tutto diviene mosso da interesse. Nessuno si prende le proprie responsabilità. Le “iene” governano il mondo. Sembrano tremendamente degli sciacalli.

“Chi uccide poi non vuol morire”

“E’ la fine quella più importante”. Il ritmo è furibondo e selvaggio: Prette (Vai George!) preme sulle pelli e sui timpani. Le chitarre sono impazzite: Giorgio Cicaccarelli e Manuel Agnelli iniziano a giocare con alcuni dannati “aggeggini” che rendono i loro strumenti urlanti. Il violino di Dario Ciffo segue istrionico i suoi compagni. Ci gasiamo un po’; ci sfoghiamo un po’.

“Ogni alba avrà anche un po’ di morte dentro sé”
“Non lasciar che il tuo percorso ti divori il ventre, è la fine quella più importante”

La languida disperazione d’amorosi sensi riprende con “Ci sono molti modi”: quattro accordi in croce e una delicatezza sonora che non ha pari. L’amore è diventato una “patologia” da “estirpare”. Il crescendo è coinvolgente, la voce di Manuel lacera l’anima.

“E per sentirmi vivo ti ucciderò”

“La vedova Bianca” è (inspiegabilmente) il secondo singolo estratto: c’erano canzoni molto più degne di tale ruolo. L’elettronica riecheggia, le mani applaudono ritmicamente, Manuel è preso come non mai.

“Ma la violenza della stabilità è un modo di morire a metà”

“Carne Fresca” e “Male in polvere” spruzzano ancora più miele nelle trame sonore. La voce è ormai un sibilo. “Tutto è tranquillo”? Solo apparenza. La digestione inizia ad essere difficile. L’amore raccontato dagli After è malato: non ci sono lacrime da versare, regole da rispettare. La morbosità pervade tutto.

“Cento demoni viaggiano con te”

Il reprise di “Chissà com’è” è folgorante: il violino è protagonista e conduce le danze. “Capita di non farcela come quando perdi il tuo uomo o il tuo cane”.
Le distorsioni fanno da base al canto del cigno innamorato: “Chissà com’è? Se è come me, è quasi amore”. Manuel vuole “essere il coltello ed insieme la ferita”. Arriva la certezza: lei è innocente, il problema è lui (“Se è come me non ha cuore”), non sa amare. Non è adatto.

Prette torna prepotente in “Il sangue di Giuda”, vero capolavoro dell’album: charleston a manetta, chitarre pronte ad esplodere con la voce disperata di Manuel, il violino gioca con le note del ritornello.

“Guarire un po’. Sognare un po’. Amare un po’. Fallire un po’. Far male un po’. Pentirsi un po’. Poi tornare a sfamarsi un po’.”

E’ questa l’evoluzione dell’amore per Manuel Agnelli. L’uomo sensibile diviene bestia per poi tornare fragile fino a ri-tramutarsi in animale senza cuore. E’ questo l’orrendo destino dell’uomo?

La risposta è nella conclusiva “Il compleanno di Andrea”: “Cerca e Troverai / Sopravviverai”. La staticità è finalmente un buon presagio: la parabola errante della ricerca amorosa finirà prima o poi.

L’amore vero cancella tutto: passato e futuro. Conta solo il presente. Si sa: “è la fine quella più importante”. Il viaggio ci ha logorato. L’ascolto ci ha provato, ma crediamo, da inguaribili romanticoni, che, prima o poi, la nostra anima raggiungerà la pace per eccellenza: quella che si ha nella “corrispondenza d’amorosi sensi”.

Tracklist

  1. La Sottile Linea Bianca
  2. Ballata Per La Mia Piccola Iena
  3. E' La Fine La Più Importante
  4. Ci Sono Molti Modi
  5. La Vedova Bianca
  6. Carne Fresca
  7. Male In Polvere
  8. Chissà Com'è
  9. Il Sangue Di Giuda
  10. Il Compleanno Di Andrea