Skag Heaven - Squirrel Bait

16.04.2007 - Edoardo Iervolino

Titolo: Skag Heaven
Artista: Squirrel Bait
Etichetta: Homestead
Anno d'uscita: 1987
Genere: Punk Rock
Voto: 8/10
Georgetown University, fine degli anni ottanta. Ci guardiamo intorno e vediamo tanti visi giovani, poco fiduciosi nel loro futuro, con il pallino della musica senza troppi fronzoli: “Skag Heaven” degli Squirrel Bait è il loro manifesto.
Una vita movimentata quella dello studente americano: tra lunghe estati interminabili e scomodi viaggi su una Cadillac d’epoca (con una perenne lattina vuota di birra sul cruscotto), nessuno ha tempo di sperare nel proprio futuro. Non hanno nessuno scopo, nessuna meta: solo tanta sensibilità, poca voglia di fare e nessuna di studiare.

La musica per loro è un credo, un modo di vivere.

Ispirandosi grandiosamente agli Husker Du, riprendendo l’urgenza musicale tipica del punk e unendoci la voce acida di Peter Searcy, gli Squirrel Bait rappresentano i valori di una generazione allo sbando che, tra hashish e superalcolici, tentava di trovare il perché della sua permanenza sulla Terra.

Le ritmiche martellanti di Ben Daughtrey, il basso intontente di Clark Johnson e le due chitarre distorte e rimbombanti di David Grubbs e Brian McMahan sono la struttura di “Skag Heaven” vera perla nascosta del panorama statunitense pre-grounge. 25 minuti scarsi di suoni senza freno, di cambi di ritmo, di bacchette spezzate, di rabbia: uno sfogo totale, una fuoriuscita continua di adrenalina. Se i Creedence Clearwater Revival fossero vissuti negli anni 80 sarebbero stati gli Squirrel Bait.

L’eruzione sonora di “Kid Dynamite” è l’inizio di questo brevissimo ascolto: feedback, cattiveria, rumore, voce disperata, impatto granitico. E’ incredibile pensare che questo album non sia conosciuto praticamente da nessuno: ci sono già tutte le componenti che, pochi anni dopo, resero famosi i Nirvana del mitico Kurt Cobain.

Il veloce scorrere delle tracce rappresenta il lento movimento di un pennello che, schizzo di colore dopo l’altro, termina il dipinto sulla tela: la forma canzone breve e incisiva, peculiare del punk, qui diviene l’arma più tagliente e rintronante che si sia mai sentita.

Questi musicisti, allora poco più che ventenni, hanno costituito dopo lo scioglimento della band, altri gruppi di importanza fondamentale per la scena internazionale: primi fra tutti gli Slint e i For Carnation, capisaldi del post rock.

“Skag Heaven” è immancabile per chiunque si reputi un intenditore di musica punk-rock ed è l’alba della generazione di artisti che ha trovato come esponente principale la voce di Mr.Cobain.

Tracklist

  1. Kid Dynamite
  2. Virgil's Return
  3. Black Light Poster Child
  4. Choose Your Poison
  5. Short Straw Wins
  6. Kick the Cat
  7. Too Close to the Fire
  8. Slake Train Coming
  9. Rose Island Road
  10. Tape From California