Slint - Spiderland

12.03.2007 - Edoardo Iervolino

Titolo: Spiderland
Artista: Slint
Etichetta: Touch & Go
Anno d'uscita: 1991
Genere: Post Rock
Voto: 9,5/10
Pochi album nella storia della musica favoriscono un flusso di coscienza come “Spiderland” degli “Slint”. Questo cd è una gemma di luminosa bellezza, è un caldo buio in cui perdersi con piacere, è un’elettrizzante esperienza sensoriale, è la pace che cerca ogni cuore.
Tortosie e Sonic Youth. Post rock e Hardcore. “Spiderland” potrebbe essere la colonna sonora di un romanzo di Douglas Coupland; poterebbe descrivere anche “Il Corvo” di Poe. E’ la Babele della “Generazione X” americana.

“Breadcrum Trail”: il lungo viaggio apollineo, poetico, struggente è iniziato. Per completarlo gli Slint hanno alternato, alla rassegnata monotonia della vita che emerge da ogni nota, magistrali schizzi di rabbia dionisiaca: i perversi terremoti di feedback, entrano nel magma dei pensieri, interrompendoli bruscamente.
“Breadcrum Trail” dicevamo: sei note in croce, qualche armonica di chitarra e improvvisi boati di feedback; poi, come sempre, di nuovo pace.

“Nosferatu man” gioca molto sulle infinite possibilità che una chitarra ti pone davanti: riff “fischiato” con overdrive, tema in clean, ritornello con il fuzz.

“Don, Aman” è la poesia più bella mai messa in musica: l’empatia nell’ascoltatore raggiunge livelli sconosciuti ai più. Una languida e incisiva danza metropolitana ci conduce nelle strade della più profonda provincia americana, nella desolazione e solitudine più totale.

La magia prosegue con il ritornello di chitarra fra i più armonici della storia: “Washer” continua il filone poetico-musicale (magnifico il “Goodnight my love” con cui inizia il parlato) che gli Slint percorrono come nessun altro. Uno dei migliori brani della loro brevissima carriera.

La coda si strascica lenta tra il jazz strumentale di “For Dinner…” e lo scampanellio di “Good Morning Captain” che finisce con i versi urlati che sanciranno la fine dell’esperienza Slint: “I miss you”.

Ci mancano. Ci mancheranno.

Solo Lucio Fontana riusciva a ferire il medium artistico come gli Slint.

Un’esperienza unica. L’ansia di vivere è tutta in una manciata di note e in qualche pausa. Chitarra-Basso-Batteria-Voce è la formula della musica. Loro hanno aggiunto a questo “quadrato magico” un quinto angolo e lo hanno posto al centro del loro progetto: l’ascoltatore.


Tracklist

  1. Breadcrumb Trail
  2. Nosferatu Man
  3. Don, Aman
  4. Washer
  5. For Dinner...
  6. Good Morning, Captain