Live Report: Animal Collective + Pantha du Prince @ Auditorium Parco della Musica

23.03.2009 - Alessandra Paolicelli

Atmosfera lunare ed elegante ad accoglierci nel meraviglioso Auditorium Parco della Musica che profuma di ritmi lontani chilometri e chilometri, e dinanzi al quale sentirsi piccoli (come ovunque, a Roma). Quell'atmosfera che speravamo venisse ricreata anche nel Teatro Studio, mentre percorrevamo quella specie di labirinto che ci avrebbe portato al suo interno, con una moderna Alice (nel Paese delle Meraviglie) a suonare rumorini e distorsioni e a tributarci con immagini psichedeliche pure durante l'attesa. Peccato sia venuta a mancare però.

La data capitolina era sold out, nonostante la sala fosse quasi per metà vuota. E la gente presente sembrava tutto fuorchè orgogliosa di essere lì ad assistere al concerto di una delle band più importanti degli ultimi anni. Ma in questa sede verranno tralasciate critiche (finalmente comprese, quando prima invece si storceva il naso a leggere qualcosa di simile) all'ascoltatore medio degli Animal Collective, in favore di un'ondata di delusione dovuta perlopiù alla location troppo sbagliata in cui si faticava persino a respirare, e all'acustica non adatta. Le note vibravano chiassosamente sul pavimento di legno e tutt'attorno più che involarsi, ed il gruppo statunitense non è stato capace di riproporre la grandezza presente su album. Soprattutto durante le tracce dell'ultimo lavoro in studio, "Merriweather Post Pavilion".
Troppo ricercate? Troppo stra-ordinarie?
Può darsi, ma bisognerebbe vedere con altri elementi a dar loro man forte anche sul palco. In questo caso davvero necessari se non si vuole continuare a giocare in favore di qualcosa di totalmente "easy", elettronico e danzereccio, piuttosto che provare a dipingere quell'immaginario che molti sognano durante l'ascolto degli Animal Collective. Soprattutto se dall'altra parte li si attende da parecchio e se ci si è ricreati, ingenuamente, una sorta di aspettativa silente (nonostante le esibizioni live siano comunque e sempre alla portata di mouse).

Smorto, troppo smorto, è stato addirittura lo spettacolo che ha preceduto quello di Avey Tare, Panda Bear e Geologist: il tedesco Pantha du Prince non è stato capace di coinvolgere, sebbene la musica da lui proposta avrebbe dovuto far muovere ben più di un paio di presenti.

Una cosa è certa: la bellezza e le coloratissime emozioni regalateci continuamente dagli Animal Collective non verranno mai intaccate da un'esibizione live un pò così, spenta e a tratti persino noiosa. Ci sentiamo comunque fortunati ad essere stati presenti ad uno degli eventi più importanti di questo inizio 2009