Recensione: Necro Deathmort - This Beat Is Nectrotronic

25.01.2010 - Damiano Rizzo

Titolo: This Beat Is Nectrotronic
Artista: Necro Deathmort
Etichetta: Distraction Records
Anno di uscita: 2009
Genere: Industrial - Doom - Drone - Hip Hop - Elettronica
Voto: 8

 

Mettiamo subito in chiaro una cosa: monicker e titolo del disco sono decisamente fuorvianti, dato che potrebbero far pensare a dei sciagurati black / death metaller con il pallino fisso per gli aspetti più ripugnanti della morte. Non fatevi trarre in inganno: Aj Cookson e Matthew Rozeik (le menti dietro al progetto Necro Deathmort) sono due folli sperimentatori. Altroché.
Il sorprendente "This Beat Is Nectrotronic" ne è la prova: inusitato punto d'incontro tra generi e attitudini di diversa estrazione, spesso agli antipodi. Si va dall' industral sound '80 a la S.P.K., Clock DVA, passando per elettronica sperimentale di casa Aphex Twin e drone ambient a la Troum ("Technicolour Minstrel Show"). Fanno ogni tanto capolino anche chitarroni e ritmiche doom metal, beat hip-hop presi in prestito da DJ Shadow e cLOUDEAD, atmosfere marziali e soluzioni di Godfleshiana memoria ("Origami Werewolf").
Insomma, come avrete capito, un vero e proprio pandemonio sonoro che ha, nella perfetta fusione e nell'altrettanto perfetto controllo tra elettronica caotica, dilatazioni post - industrial - doom e crepuscolari momenti psichedelici, il suo punto di forza.
Nulla qua' dentro è lasciato al caso; gli stessi beat hip hop paiono tutto fuorché scontati e / o banali, piuttosto groovy, mentre la drum machine svolge bene il suo lavoro grazie a dei suoni taglienti. Così come quando irrompono le chitarre, capaci di creare cattedrali di suono memori della lezione drone doom, rilette con estetica industrial (l'epica traccia finale "The Ultimate Testament").
Come raccontare l'inenarrabile: "Hurt Me I'm Bored" sembra far scontrare i cLOUDEAD più psichedelici con chitarre ribassate a la Neurosis, "I Fought The Law And The Law Won Because Fightning Is Against The Law" rimanda all'oscura elettronica noir degli Ulver di "Perdition City", "Return To Planet Atlas" ha, nel suo crescendo, un flavour psych rock in costante metamorfosi, perdendo connotati lungo il tragitto, per poi riappropriarsene sotto veste di trip-hop urbano.
A dir poco incredibile.
Ciliegina sulla torta la veste grafica ed il packaging (digipack limitato a 500 copie) di "This Beat Is Necrotronic", per inciso, uno dei platter più originali che mi sia capitato di ascoltare in questi ultimi tempi.
Da provare obbligatoriamente.