Recensione : The Brilliants at Breakfast – Romy’s Garden

25.01.2010 - Daniele Bagnol

Titolo: Romy’s Garden
Artista: The Brilliants at Breakfast
Etichetta: Seahorse
Anno di uscita: 2010
Genere: Post Rock, Shoegaze
Voto: 7

 

Cose dell’altro mondo, nel vero senso della parola: cancellate ogni convinzione accademica ricevuta in ambito di leggi fisiche, teorie gravitazionali e principi della dinamica e simili – o qualsiasi cosa pensate di sapere. Il cerchio non è perfetto, la Terra non gira intorno al Sole, la mela non cade a terra in modo perpendicolare. Nessun metodo scientifico in questo spazio d’ascolto, nessun Einstein, nemmeno i vari Galilei e Newton: i Brilliants at Breakfast creano una dimensione parallela in cui il tempo rimane statico ed un semplice respiro può saturare l’intero universo che circonda l’ascoltatore; non esistono leggi scritte e dimostrate, governano sono le sensazioni e l’energia vitale generate al momento. La copertina dell’album sembra evidenziare proprio questo, con una semplice passata di acquarello che rievoca paesaggi lunari isolati e ovattati; l’ accuratezza nella scelta della scaletta poi ne dimostra la capacità di riuscire a creare una linea di continuità tematica per tutto il lavoro.
Bisogna dire che la storia di questi Brilliants at Breakfast, progetto palermitano nato solamente nel 2007, trae ispirazione dal sound post-rock di matrice nord-europea da cui però in parte si distaccano per percorrere una strada alternativa e sviluppare un proprio concetto di musica.
Qui le melodie delle chitarre sono sempre in primo piano come nella miglior tradizione, con una voce – in inglese - che si trasforma in cantilena per divenire estensione del suono in ogni brano: l’effetto che ne risulta, seppur tra alti e bassi, è miele per le orecchie con spolverate di Radiohead e Sigur Ros (“In Heaven”, ma anche “Shame”) alternate a ritorni shoegaze (“Perfect As a Circle”) e a momenti paranoici come “The Flow”.
Quello che emerge è una attitudine innata alla buona musica, quella che non ha bisogno di ricorrere a ritornelli orecchiabili per arrivare. Anche se ancora un po’ acerbo, questo gruppo di wildiana memoria incarna sicuramente un progetto molto interessante da seguire con estrema attenzione: d' altronde “Romy’ s Garden” rappresenta solo la prima fermata di un viaggio senza meta stabilita, non resta quindi che attendere le successive soste per dimostrare quanto possano essere brilliants.