Recensione: Verdena - Wow

15.01.2011 - Edoardo Iervolino

Titolo: Wow
Artista: Verdena
Etichetta: Universal
Anno di uscita: 2011
Genere: pop psichedelico, canzone italiana, hard rock
Voto: 7

 

E’ difficile muovere una critica efficace a “Wow”, nuovo album dei Verdena in uscita il 18 gennaio 2011. Dopo il buon successo di “Requiem”, album granitico di hard rock e psichedelia uscito nel 2007, il trio di Bergamo si è chiuso per anni dentro il “pollaio” - la loro sala di registrazione era una parte di una fattoria lombarda - e ha composto un doppio disco in bilico tra la psichedelia più tenera, la canzone italiana, il dream pop e il folk spaziale, a cui bisogna aggiungere numerose reminiscenze dai lavori precedenti. Un calderone immenso quindi, in cui risulta molto difficile orientarsi di primo acchitto. Già dagli ascolti successivi, però, le idee si fanno più chiare: il lavoro vive di attimi geniali ma è genericamente chiaroscurale - non per forza un male - e troppo lungo. 

Per i vecchi fan, amanti dei chitarroni pesanti, qui c’è poco materiale: “Sul Ciglio”, “Attonito”, “Mi Coltivo” e “Lui Gareggia”, null’altro. Poche distorsioni, moltissimo pianoforte e chitarre acustiche. Batteria marziale, voce in secondo piano. Il mood generale di “Wow” ci presenta i fratelli Ferrari cresciuti a livello compositivo, meno esibizionisti delle loro capacità tecniche ma più impegnati a sbatterti in faccia il “new Verdena sound”, più vari negli arrangiamenti e, con ogni probabilità, reduci da ascolti più eterodossi. La forma canzone è stritolata dalle esigenze comunicative della band: spesso sotto un nome si nascondono più tracce, più momenti, vibrazioni differenti. Questo causa l’impressione di essere dentro un vortice musicale non ordinario, spiazzante e labirintico. 

Il singolo “Razzi Arpia Inferno e Fiamme”, presente nel primo dei due cd, rimane uno dei momenti più riusciti del doppio album. Ma è in buona compagnia: il pop drogato di “Scegli Me (un Mondo che Tu Non Vuoi)”; l’incisiva “Mi Coltivo”; la placida "Il Nulla di O." che ricorda in qualche momento la delicatezza di Jeff Buckley; la ballata divisa in due “Sorriso In Spiaggia” che è a tratti assordante e in altri momenti “degregoriana”. Nel secondo disco troviamo il gioiellino “Tu e Me” delicatissima canzone acustica e prova lampante di come i Verdena stiano cercando un loro nuovo sound che li possa caratterizzare nuovamente. Segnaliamo anche - dalla seconda parte di “Wow” - la più tradizionale “Badea Blues”; “Nuova Luce” in cui il successo dei Muse pare aver contagiato anche loro; l’interessante composizione vocale di “A Cappello”; l’easy listening rumorosissimo di “Rossella Roll Over” e il divertissement di “Canzone Ostinata”, limpido folk di qualità.

Discorso a parte per le tracce più elettroniche: “12,5 mg” e “La Volta” giocano con la contemporaneità e con gli strumenti, creano mood interessanti ma certamente poco in continuità con tutto il resto del lavoro.

La sensazione è che in queste 27 tracce ci siano momenti un po’ stanchi, non proprio messi a fuoco in modo corretto, non così personali da risultare caratteristici. Bisogna porsi questo interrogativo: la scelta - soprattutto nel periodo del download in cui è la singola canzone che deve colpire - di far uscire un prodotto così lungo, ponderoso, vario e a tratti ostico da memorizzare è stata una valutazione che pagherà o risulta essere semplicemente in controtendenza rispetto alle necessità del pubblico? 

Noi la risposta non la conosciamo. Vi diciamo semplicemente che il lavoro merita almeno un paio di ascolti integrali e che in alcuni momenti vive di genialità fuori dal comune. Per noi “thumbs up” e un voto positivo nonostante i due lavori precedenti ci avessero convinto maggiormente. Ma la sensazione è che sarà il tempo e ascolti ulteriori a dirci tutte le verità di questo "Wow".