LIVE REPORT - Amadou e Mariam – Folila Coliseu dos Recreios de Lisboa - 25 aprile 2013

27.05.2013 - Giorgio Avitabile

Probabilmente non valeva la pena nemmeno sedersi, nel Coliseu dos Recreios di Lisbona per il concerto del duo malese Amadou e Mariam, lo scorso 25 Aprile.

Già dalle primissime note del brano d'apertura del concerto ,per la promozione dell'ultimo album “Folila”,tutto il pubblico è già sotto il palco a godere,danzando, di una autentica, folle, mistura di generi.

 

Il duo è un catalizzatore di rock,indie e blues che crescono nel terreno fertile della più viva musica tradizionale africana. Amadou e Mariam,compagni nell'arte e nella vita, si sono conosciuti in un istituto per cechi già 6 album fa. Da quel momento le loro vulcaniche personalità artistiche hanno accolto e raccolto una notevole serie di progetti e collaborazioni.

Negli ultimi anni hanno suonato con Stevie Wonder, U2, Coldplay, David Gilmour e Johnny Marr. Hanno suonato per Barack Obama e insieme a Herbert Grönemeyer l'inno ufficiale dei Mondiali di calcio Germania 2006. Manu Chao oltre a produrre alcuni dei loro album condivide con il duo anche alcuni brani fondendo letteralmente chitarre e testi.

 

L'ultimo album “Folila” segue la stessa linea e vede partecipare diversi nomi tra cui Santigold, Theophilus London, Jake Shears degli Scissor Sisters, Ebony Bones, TV on the Radio e Nick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs. Due lavori separati inizialmente. Alcune registrazioni, a New York, di base indie e rock e altre di musica tradizionale del Mali registrate nella città natale,fuse in un unico album che non tradisce l'incredibile carattere dei due artisti che continuano a sentirsi liberi di sperimentare, fondere e creare del nuovo.

 

“Je te fais un gros bisou,je t'embrasse fort...” Mariam conclude con “Sabali”, un brano fra i più amati dal pubblico. Amadou e Mariam inneggiano alla libertà e raccolgono l'entusiasmo della fine di una giornata, il 25 Aprile,ricorrenza della Rivoluzione dei Garofani che segna ,per i portoghesi, la fine della dittatura.