Recensione film: Mamma mia!

Meryl Streep, gli Abba, la nostalgia del flower power: how can I resist you?

22.09.2008 - Francesca Maria Calegari

Titolo: Mamma mia!
Regia: Phyllidia Lloyd
Cast:

Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth

IMDB: 70/100
Voto: 75/100
Donna e Sophie gestiscono un piccolo albergo sull’isola greca di Kalokairi. Donna  (Meryl Streep) è una hippie che, raggiunta ormai la maturità, è convinta di aver chiuso con gli uomini. Sua figlia Sophie (Amanda Seyfried), invece, è innamorata e a soli 20 anni ha già deciso di sposarsi. Vorrebbe però essere accompagnata all’altare dal padre che non ha mai conosciuto. Per questo motivo, scoperto un vecchio diario in cui la mamma racconta le avventure dell’estate in cui lei è stata concepita, individua i tre possibili padri: un architetto (Pierce Brosnan), un uomo d’affari (Colin Firth) e uno scrittore (Stellan Skarsgard). All’insaputa della madre, Sophie li invita alle nozze sull’isola, sperando di capire quale sia il suo genitore. Ma il piano si rivelerà più complicato del previsto, risvegliando vecchi dolori e nuove paure.
La storia di Donna e Sophie è scandita dalle canzoni di uno dei gruppi simbolo degli anni 70: gli Abba. La leggerezza e l’allegria cantata dal quartetto svedese si ritrova perfettamente nelle esecuzioni del cast, specialmente in quelle di Donna e delle sue due migliori amiche: tre autentiche figlie dei fiori a cui gli anni non sono riusciti a strappare la grinta. Le bravissime e divertenti Julie Walters e Christine Baranski prendono in giro l’età senza sembrare ridicole, e Meryl Streep, 14 nomination all’oscar, 2 statuette portate a casa, come al solito è strepitosa.  Ma anche la giovane Amanda Seyfired e i tre probabili padri non sono da meno. E così le coinvolgenti canzoni del quartetto svedese ( da Mama Mia a Money Money Money, da SOS a Dancing Queen) creano una favola moderna dal look colorato e dall’energia travolgente, dove le donne sono le vere protagoniste.
 Nato dalla fantasia di Catherine Jhonson  e Judy Craymer Mama Mia!, prima di essere un film è stato un musical di grande successo, e a portarlo sul grande schermo è proprio una regista teatrale. Phyllidia Llyod però si limita a riprodurre lo spettacolo su pellicola, senza creare quell’atmosfera visionaria che era stata la forza di un altro film costruito invece sulle canzoni dei Beatles: Across the Universe. In Mamma mia manca quel tocco di originalità che permetterebbe di distinguerlo dal classico musical, e anche le spumeggianti coreografie finiscono però per essere ripetitive. Questo comunque non impedisce al film di essere assolutamente da vedere, senza perdere nemmeno i titoli di coda.