Recensione film: The Mist

06.10.2008 - Valerio Celletti

Titolo: The Mist
Regia: Frank Darabont
Cast:

Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Andre Braugher

IMDB: 72/100
Voto: 65/100
Di che cosa si deve avere paura? Dell'ignoto, di fare scelte sbagliate ? Degli altri, della folla, dei comportamenti imprevedibili? O forse di noi stessi, dello scoprire di poter perdere il controllo, contrariamente a quanto si poteva pensare? Plauto prima di Hobbes scrisse “Homo homini lupus”. La società civile, il suo regolamentarsi ratifica -pur con tutte le sue contraddizioni- la propria sopravvivenza e quella altrui. Ma è una società fatta di leggi, previdenza sociale, abbondanza di risorse. E' una società dove c'è elettricità, automobili e computer, carte di credito, televisione via cavo, ampi parcheggi. Che cosa succederebbe se un evento incomprensibile e catastrofico forzasse la società moderna nuovamente in una condizione di ferinità?
La situazione che vivranno i protagonisti di Mist è una di quelle dove l'equilibrio di ognuno rischia di sgretolarsi all'istante: dopo una tempesta, una fitta nebbia cala sopra una piccola cittadina statunitense e un gruppo eterogeneo di persone, legate tra loro da rapporti più meno occasionali, si ritrovano costrette insieme. Fuori dal supermercato, nella coltre bianca c'è qualcosa di oscuro, che sembra incomprensibile attraverso gli strumenti mentali convenzionali. Quel qualcosa inizialmente ferisce e spaventa, e presto riesce persino a fare a pezzi il primo temerario che osa sfidarlo. E presto la “cosa” che si nasconde nel bianco assoluto prende forma: sono ragni e insetti di ragguardevoli dimensioni e di aspetto orribile. Il gruppo riesce a tenere testa per poco, barricandosi con mezzi di fortuna. Ma presto si capisce qual'è la vera minaccia: non la nebbia e le creature che nasconde, ma il gruppo stesso, ormai manipolato dal contagioso fanatismo di Carmody (il premio Oscar Marcia Gay Harden), che vede nell'inspiegabile calamità un chiaro segno della volontà punitiva divina.
Il gruppo vacilla, aderisce al pensiero di Carmody rassegnandosi dunque alla morte, e addirittura sfoga la propria impotenza contro un militare sospettato ingiustamente di conoscere il mistero, arrivando ad ucciderlo con una brutalità inaudita. David Drayton(Jane), suo figlio e un esiguo gruppo di persone tenterà (con diversa fortuna) di fuggire, senza sapere che estensione ha la nebbia, senza sapere a che cosa andrà incontro, senza lasciarsi alcuna sicurezza alle spalle e senza prospettiva di salvezza.
Tratto dal racconto “Nebbia” di Stephen King e diretto da Frank Darabont (“Le ali della libertà”, “Il miglio verde”), “Mist” è un buon film di serie B. Darabont ha dichiarato di essere un fan dell'orrore, nonostante sia il suo primo lavoro categorizzabile come tale. E si vede: il richiamo enciclopedico ai fondamentali del genere si può osservare in alcuni dialoghi. Il budget piuttosto esiguo e la relativa fretta con cui è stato girato contribuiscono a diminuirne le possibilità reali, nonostante la storia fosse sufficientemente valida e molto più sfruttabile. La fotografia e la sceneggiatura sono di buon livello e nel complesso la tensione è piuttosto ben dosata. Tra gli aspetti negativi, la pessima resa di alcuni dialoghi e l'eccessiva teatralità degli effetti speciali e del make-up dei mostri e delle ferite. La lunghezza complessiva del lavoro lo rende meno gradevole e più destinato ad appassionati del genere più che a un pubblico “generalista”. Il tema della disgregazione della società, la critica velata verso l'operato dell'esercito e soprattutto la condanna di un certo tipo di religiosità ortodossa e ottusa sono temi interessanti e attuali che vengono toccati con esiti diversi: il peso specifico dato dalla presenza -giustamente- sovradimensionata del personaggio interpretato dalla Gay Harden contribuisce a spostarne l'asse verso la sfera ultraterrena.
Un film discreto, di cui si apprezza la mancanza di caduta di stile, l'essere privo di eccessi pur senza avere eccessivi meriti specifici. Tuttavia, non brutto e neanche banale.