Soul bass, L’uomo che visse due volte – part 1

Titoli di testa e di coda: l’ascesa del cinema americano e l’evoluzione dello “Star System”

29.01.2010 - Enrico Rossignoli

Cosa accade nei primi minuti di un film? Quanta importanza hanno quegli attimi che precedono l’inizio del racconto? Spesso osserviamo i titoli distratti e assorti, in attesa che le carrellate di nomi svaniscano per dar spazio alle immagini. Eppure, in quei titoli di apertura, c’è più storia del cinema di quanto potremo immaginare. 

Saul Bass è l’uomo che visse due volte: rivoluzionò il concetto di motion-graphic e ispirò i grandi registi del secolo. Nei suoi 50 anni di produzione dedicò anima e corpo nella realizzazione di titoli di apertura e di coda. Una passione che divenne il marchio di fabbrica nel mestiere di “title designer” cinematografico. 

Il suo contributo non si limitò a mostrare cast tecnico e artistico, ma arrivò ad illuminare una tecnologia rimasta ferma alla staticità delle immagini. Divenne quindi il primo illustratore grafico a comparire tra gli accreditati in fase di proiezione e il principale redattore dello story-board. 

Nel periodo più prolifico della sua carriera realizzò 26 titoli in meno di 5 anni. Dal 1954 al 1960 divenne il più celebre e richiesto designer nell’ambito della celluloide, continuando a rimanere grande fino al 1996, anno della sua scomparsa.

La sua precoce vena artistica esplose in anticipo rispetto ai tempi in cui viveva. Raramente veniva compresa la qualità dei titoli scorrevoli, separati tra loro o affiancati alle immagini. Eppure il regista Billy Wilder notò il suo talento, offrendo una collaborazione nel 1944, anno in cui Saul Bass esordì con i titoli di Doppia Indennità. Nel 1953 collaborò con Federico Fellini, il quale commissionò per I Vitelloni un’apertura filmata tra le strade di Roma. La consacrazione avvenne però nel 1955, quando Billy Wilder gli assegnò il titolo di testa di Quando la moglie è in vacanza con Marylin Monroe.

 

Ma nonostante il discreto successo la sua attività non era ancora “alla moda”. Non sempre l’attore intendeva far comparire il proprio nome tra gli accreditati. All’epoca la vera performance di recitazione era premiata e riconosciuta solo a teatro. Saul Bass non modificò il suo approccio dinamico.

L’amicizia col cineasta Otto Preminger fu la vera e propria svolta della carriera. Insieme diedero vita ad un logo da inserire prima del film Carmen Jones. Un simbolico marchio che riassumesse l’essenza e il ritmo della pellicola: una rosa fiammeggiante.

L’idea trasformò presto il modo di vedere il cinema. Sempre insieme a Otto Preminger venne realizzato un altro logo nel film The Golden Army, la storia di un tossico-dipendente che tenta la disintossicazione. Saul Bass disegnò una serie di rette sghembe che prima dell’ultimo nome si sarebbero unite a formare un braccio seghettato, metafora della droga. La progettazione era talmente curata che per la prima volta vennero abbassate le luci in sale durante la presentazione iniziale. Fino a quell’anno i titoli di testa erano un momento morto dove ogni spettatore acquistava pop-corn e bibite.

Fu la genesi dello “Star System”. Tutte le pellicole cominciarono a curare la parte precedente alla trama.

Di conseguenza ogni stella del cinema volle farsi conoscere da pubblico e critica comparendo nel cast artistico.  Il titolo di testa era diventato un marchio registrato e Saul Bass il padre della migliore tecnica per realizzarlo. Nel 1960 fu Alfred Hitchcock a bussare alla sua porta.