Roma. La pittura di un Impero

fino al 17 gennaio 2010

16.01.2010 - Luigia Bersani

  Quando si parla di arte figurativa dell'antica Roma siamo abituati a pensare per prima cosa alla scultura: statue di divinità, personaggi della mitologia, generali, imperatori ed imperatrici, filosofi... Meno immediata risulta l'immagine di un'arte pittorica romana. Eppure quando si entra nelle sale delle Scuderie del Quirinale ci si rende subito conto di essere entrati in un mondo artistico diverso, "nuovo" nonostante i circa due millenni che ci separano da lui.  E' il mondo delle raffigurazioni a due sole dimensioni; manca la profondità, il volume armonico che mette le statue in contatto diretto e quasi fisico con l'osservatore. E' il mondo dei colori, della policromia, della rappresentazione della realtà come essa è, ben diverso da quello del bianco monocromatico del marmo, praticamente materia uniforme della produzione scultorea romana.

   E l'impressione di nuovo, di "prima volta", è anche data dal numero delle opere esposte insieme, oltre cento, provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo, ben più numerose di quelle con cui solo sporadicamente si viene a contatto, gli affreschi di Pompei e della Domus Aurea, o poche altre.

  Si attraversa un percorso artistico inaspettato, fatto di affreschi, tavole, ritratti, decorazioni e paesaggi, attraverso il quale la mostra comunica un duplice messaggio documentario. In primo luogo quello dell'esistenza stessa della pittura dell'antica Roma, dei suoi caratteri, della sua varietà, del suo significato di distacco rispetto ai modelli ed ai principi dell'arte greca. Non tutte le opere esposte devono necessariamente essere considerate dei capolavori; esse sono spesso solo quello che il destino ha voluto che arrivasse fino ad oggi, i pochi esempi superstiti di una produzione vastissima ed articolata, di cui documentano l'esistenza ed il ricordo.  E testimoniano anche la vicinanza ai nostri canoni artistici a quelli di generazioni che in molti secoli successivi hanno espresso modi di creazione pittorica spesso non dissimili, se non forse in parte da essi stessi ispirati, da quelli degli artisti dei primi cinque secoli dell'Impero romano.  La mostra spazia in un arco temporale molto lungo, dall'epoca immediatamente precedente alla nascita dell'Impero al tempo dell'origine di questo, della sua affermazione, della sua espansione, dell'inizio del suo declino.

  Di questa lunghissima era della storia, così cruciale per la discendenza artistica e culturale di tutto il modo occidentale dei secoli successivi, appaiono nelle opere esposte figure classiche ed ufficiali, le famiglie imperiali, le divinità protettive del pantheon romano; ma appaiono anche momenti di vita quotidiana, di esistenza ordinaria,  scene di interni, ville, terme, uomini e donne riprodotti in modo a volte ben lontano da quelli dell'iconografia ufficiale, indaffarati od ozianti, modesti o lascivi, ma dotati di una realtà ben più concreta e riconoscibile di quella comunicata dalle fredde statue di marmo. Appaiono paesaggi, campagne luminose con donne, bambini ed animali, cupi mari agitati con navi di pescatori in difficoltà.

  Ed appaiono volti, appaiono persone. Nei piccoli ritratti appaiono figure umane la cui realtà si distacca dal contesto storico a cui appartengono. Volti precisi, quasi fotografici, di persone presenti, curate, con gli occhi fissi sull'osservatore, collocati dall'acconciatura e dall'abbigliamento in un momento della storia, ma posti anche dal loro sguardo al di fuori di questo momento, in una dimensione di approfondimento quasi psicologico di una umanità che trascende tempi e luoghi della storia.  "Moderni" non perché attuali, ma perché fuori del tempo, non relegati nell'attimo passato della loro creazione. 

   Nonostante la sua accurata articolazione anche storica, la visita alla mostra non è un percorso nella storia, ma è un'immersione in un tempo antico che in nessun altro modo è più possibile conoscere, in un mondo antico di luoghi e persone, di luci e colori, che in nessun altro modo è più possibile "vedere".

 

ROMA.  LA  PITTURA  DI  UN  IMPERO

Scuderie del Quirinale

24 settembre 2009 - 17 gennaio 2010

Via XXIV Maggio 16, Roma

Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30   
L'ingresso è consentito fino un'ora prima dell'orario di chiusura

Tel. 06 39967500/ 06 39967200

www.scuderiequirinale.it