Fiore crudo

24.01.2010 - Luca Casadio

Maura, la protagonista di Fiore crudo, il romanzo di esordio di Paolo Alvino, è una giovane donna che, fin dall'inizio della sua vita, si muove in un mondo gelido e impersonale, privo di un qualunque affetto, di uno scambio, di un riconoscimento autentico. Così, non può che vagare, come un'anima incorporea, attraverso una Milano surreale - teatro delle sue gesta criminali - e una marginalità che sconfina comunque nella delinquenza e nella continua sopraffazione.

Il libro descrive la traiettoria esistenziale di una ragazza nata con un corpo non suo, e soffocata da relazioni brutali, a partire da quelle familiari, che non possono che spingerla verso il buio. Il romanzo di Alvino, infatti, parla della notte - e forse andrebbe letto proprio nelle ore piccole, quando i personaggi impressi in queste pagine possono uscire dal testo e dare volto ai nostri fantasmi peggiori, alle nostre paure più ineffabili. Questa storia ci permette di sputare fuori da noi stessi vicende e relazioni al confine dell'umano, dove la rabbia, il terrore e la negazione dell'altro ci conducono verso una conclusione inevitabile, verso una catastrofe che appare da sempre annunciata, iscritta nella vita stessa della protagonista. Maura diviene allora il simbolo della fragilità che si nasconde nell'odio, nel rancore e nella spietatezza insensata, e che solo per un attimo si riabilita nella compassione autentica, se pur perversa, provata per un'altra ragazza che sta morendo di cancro: l'altra faccia della sua stessa anima. In queste pagine il carnefice e la vittima si incontrano, anzi si sovrappongono in una sola figura, in uno strano mostro a due teste.

Fiore crudo attraversa e scombina i generi letterari: è un triller psicologico ma senza artifici letterari, è un noir privo di investigatori, un giallo senza soluzione finale o, forse, solo un viaggio nella mente di un'assassina seriale che uccide per testimoniare la propria identità, la propria esistenza.

L'autore ci conduce in queste vicende con discrezione, senza calcare la mano sull'orrore o puntare sulla violenza gratuita, senza indugiare nel dettaglio ad effetto, guidato solo dall'intento di farci vivere alcune esperienze al limite, per dare coerenza a ciò che nella nostra vita diurna non possiamo sperimentare, né tanto meno capire mai.

 

Fiore crudo

Paolo Alvino

Giulio Perrone Editore, Lab 2009

136 pagine, 12.50 euro