I look at you… You look at me

fino al 6 aprile 2010

12.03.2010 - Simonetta Caminiti

I tre fotografi si sono incontrati per la prima volta qualche mese fa; hanno ideato e sviluppato questo progetto all'insegna dell'osservazione, prima, e della rappresentazione, poi, delle loro personalità attraverso lo scambio di questi scatti. Si tratta di ritratti, interpretazioni del genere "Elisa secondo Manuel", "Ramona secondo Ramona" (è il bellissimo autoritratto che rappresenta la maternità di una dei tre autori) e così via.

Figure in stampa come ironici oblò sulle caratteristiche salienti di tre esseri umani, istruzioni visionarie su come quel piccolo aspetto possa assumere una prospettiva divertente, e sbocciare nelle metafore, nelle spesso inconsapevoli sinestesie di un mondo fermo e silente: fresco come "quello delle meraviglie", fatto di forme semplici che pure rifuggono del tutto la banalità.

Troveremo chi indossa l'impasto della pizza (la didascalia ci svelerà il perché); un nudo femminile accovacciato su uno sfondo nero con un tatuaggio dei più imprevedibili (trama romantica e trasgressiva che celebra, come in altre fotografie, il gioco tra il rouge e il noir); un pianeta intero che gira sul polpastrello di Manuel Colombo, qui autore e soggetto della foto, che in veste beffarda e spettrale ricorda l'Amleto di Kenneth Branagh.

Elemento ricorrente della mostra, una lunga garza color porpora che, tra le altre cose, lega la Girelloni all'idea della morte; poi fascia i polsi o le caviglie di tutti e tre i soggetti in un'altra immagine (immortalata in un piccolo casale abbandonato, quale set reale della foto dalla macabra nomea), qui ed ora rifiorito nel candore abbagliante degli indumenti, e nei piccoli crisantemi che sorgono simili a margherite in cima a una scala. E poi ancora l'acqua: lo scroscio dirompente di un fiume come contesto di una posa sepolcrale, in pieno contrasto con l'immagine adiacente che, mutissima, svela invece la vita. La maternità di Ramona Zordini, disposta su un fondale quasi oceanico e avvolta da un dolce tepore illuminato.

Un adattamento intersemiotico bello e buono delle qualità, dei vezzi e delle piccole fobie: un invito a guardarsi e immaginare forse "come l'avremmo fatta al loro posto", questa o quella interpretazione, con la sicurezza che, comunque l'abbiano fatta, Colombo, Zordini e Girelloni, "l'hanno fatta proprio bene".

 

I look at you... You look at me

Galleria Gallerati, via Apuania 55, ROMA

6 MARZO 2010 - 6 APRILE 2010