Viaggiatori italiani dell'America Latina

fino al 19 aprile 2010

25.03.2010 - Irene Roberti Vittory

Museo Pigorini, uno dei poli culturali di riferimento della capitale, un po' dimenticato per la verità. Perché? Perché di fronte alla profusione di arte contemporanea e di grandi eventi, la paleontologia e l'etnografia rimangono in disparte, vivi nella società grazie a qualche documentario mandato in onda in tv di tanto in tanto; altrimenti relegate a interesse di pochi "sopravvissuti" cultori e di maestre con bambini in gita scolastica al seguito.

In occasione del bicentenario dell'indipendenza dei Paesi dell'America Latina, il museo ha organizzato una curiosa - perché diversa da tutte le altre mostre della Capitale, ma intonatissima al clima e alle tematiche del Pigorini - mostra sui nostri connazionali che, circa un secolo e mezzo fa, affrontarono lunghi e perigliosi viaggi per approdare nei territori del sud America. A spingerli le più disparate motivazioni: religiose (e questa è una motivazione parecchio datata, pensiamo all'evangelizzazione del Nuovo Mondo a partire dalla fine del Quattrocento), scientifiche, geografiche, artistiche, politiche. Cui si aggiungono la curiosità e la spregiudicatezza dei singoli: niente tour operator, niente confortevoli viaggi in aereo, altissima probabilità di contrarre malattie o cadere vittima di agguati da parte degli indigeni. Non sono turisti, sono viaggiatori, e il viaggio è davvero un rischio. Ma è grazie a questi uomini che hanno osato sfidare l'ignoto che oggi possediamo interessanti reperti di civiltà lontane.  

Passiamo in rassegna i protagonisti di queste missioni. Abbiamo parlato di motivazioni religiose, ed è il caso di padre Illuminato Coppi. Missionario francescano, tentò di sradicare la cultura idolatrica degli indigeni. La sua fu un'impresa tutt'altro che rispettosa e accogliente. Addirittura profanò un oggetto sacro e ne affermò la malvagità. Un'imposizione bella e buona, e il risultato non fu certo quello sperato. C'è poi il caso di Guido Boggiani, pittore - tra l'altro amico di D'Annunzio - spinto in Sud America dal desiderio di esplorare nuovi paesaggi, nuove fonti di ispirazione ma anche nuove culture da approfondire. Per merito suo disponiamo di moltissimi manufatti delle popolazioni Chamacoco e Kadiweu. E ancora: Alessandro Malaspina, l'esempio dello scienziato al servizio non solo dei suoi interessi ma anche di un governo, quello spagnolo. Perché i viaggi scientifici sono sempre stati, per tutti gli Stati e in ogni epoca, l'occasione - per chi questi viaggi li finanzia - di conoscere e quindi colonizzare, importare, esportare, fare profitti, acquisire peso politico e culturale.   

Il quadro è complesso, i nomi sono davvero tanti, e la mostra racconta di ogni uomo la storia, mostrandone il volto e illustrandone le scoperte. Certo sono più i pannelli da leggere che i reperti da vedere, ma l'importante è sfatare un pregiudizio: non è solo roba da "Alberto Angela".

 

"Viaggiatori italiani dell'America Latina"

Dal 19/02/10 al 19/04/10

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini"

Piazzale Guglielmo Marconi, 14 - 00144 Roma E.U.R.

Orario: dal Lunedì alla Domenica ore 10.00-18.00

Costo biglietto: € 6,00 (€ 3,00 ridotto)

www.pigorini.beniculturali.it