CALCIO - La Lazio sbanda anche contro il Torino. Gol di Glik, sconfitta e sorpasso in classifica

Tre punti nelle ultime 6 partite, una sola vittoria nelle ultime 10 giornate di campionato. La zona retrocessione a sole 4 lunghezze

09.12.2013 - Simone Di Tommaso

Glik

La Lazio torna a Roma con l'ennesima sconfitta sulle spalle. Partita alla volta di Torino con le migliori intenzioni e con la voglia di sfatare il tabù trasferta in campionato, la squadra biancoceleste conferma il pessimo momento di forma e, soprattutto, l'incapacità di conquistare i tre punti in un campionato più che mai mediocre. La svolta, che viene invocata da più di due mesi, non arriva. Le responsabilità sono di tutti, della squadra, del tecnico e della società. Un attento esame della situazione è imprescindibile. Il rischio del baratro è vicino e c'è la sensazione di non aver ancora toccato il fondo. La zona retrocessione, l'opposto dell'obiettivo dichiarato a inizio stagione (un piazzamento in classifica per l'Europa che conta), dista appena quattro lunghezze. Diciassette punti sono una miseria per una squadra che ambiva a raggiungere ben altre vette. Il momento è delicato, serve unità e determinazione per uscire fuori dal pantano. Certo, le premesse non sono esaltanti. La squadra è composta di calciatori di livello (quante volte abbiamo sentito ripetere che nella Lazio militano 8 nazionali?) che non possono essere diventati brocchi da un momento all'altro. I problemi sono diversi e pericolosamente concentrati in una confusione generale che appare al momento senza sbocco. L'atteggiamento di Petkovic non aiuta, anzi. All'inizio dello scorso campionato l'allenatore aveva dichiarato di aver fatto un passo indietro nei confronti della squadra, in altre parole di aver rinunciato al proprio gioco che, a quanto pare, prevede il dominio assoluto dell'avversario mediante un pressing alto continuo. Ma un allenatore dimostra il proprio valore e spessore quando comprende le caratteristiche dei calciatori che ha a disposizione. E la Lazio non li ha. Il centrocampo è da anni compassato. A Torino Petkovic chiedeva continuamente a Biglia e Onazi di andare a prendere alti gli avversari, lasciando sguarnito il proprio settore e completamente scoperta la difesa, dove per fortuna rientrava Dias a dare una pur minima maggiore solidità. I continui cambiamenti di schemi di gioco e formazioni, non solo da una gara all'altra ma soprattutto all'interno della stessa partita, i dubbi sui calciatori da schierare e l'assenza sia di una formazione titolare che di un modulo testato e affidabile sono fattori che determinano il rendimento della squadra. Dov'è finita la Lazio ammirata lo scorso nel girone di andata dello scorso campionato? Gli interpreti sono pressappoco gli stessi, ma a ritroso è facile sospettare che quella squadra vivesse ancora della solidità di identità e di gruppo conferita dai due ottimi anni e mezzo con Reja alla guida. Perché ora non vi è uno straccio di gioco, e neanche un'idea di gruppo. Perché i top player non incidono e cercano di risolvere le situazioni con sterili e inefficaci iniziative individuali? Perché Klose clinicamente guarito continua a non scendere in campo? Tanti gli interrogativi. La cosa peggiore è che non sembra esserci una risposta precisa e certa. Sentirsi dire, dopo l'ennesima sconfitta, che si è gioca bene assomiglia sinceramente a una presa in giro bella e buona. Proprio così. La Lazio perde e i giocatori, insieme al tecnico, analizzano le varie gare partendo dal presupposto dell'impegno e del buon gioco profuso in campo (dove e quando?). Ma i risultati non arrivano, neanche contro le squadre che sulla carta dovrebbero permetterlo. Sconcerta ancor di più il distacco e l'apparente tranquillità con cui vengono certificati gli insuccessi.

LE FORMAZIONI - Petkovic contro il Torino cambia ancora: privo di Gonzalez, Radu e Klose, opta per il 4-5-1. Davanti a Marchetti la linea difensiva è composta da Konko e Pereirinha, con Cana e Dias centrali. Biglia è il regista davanti alla difesa. Poi Candreva e Lulic sulle fasce, con Onazi e Hernanes nel mezzo. Perea unica punta. Keita, il migliore delle ultime gare, resta in panchina anche perché ha rimediato una botta alla caviglia in allenamento. Formazione che lascia subito perplessi, soprattutto immaginando le ripartenze di Cerci proprio dalla parte di Pereirinha, che non è mai stato un difensore. Ventura dal canto suo non può contare su Bovo e Larrondo, e a sorpresa schiera D'Ambrosio, che vorrebbe cambiare aria a gennaio, con Padelli in porta, Fernerud avanzato nel ruolo di El Kaddouri (fuori per un risentimento muscolare) e in attacco la coppia Immobile-Cerci.

IL MATCH - Fin dai primi minuti è la Lazio a fare la partita. Al 6' Cana prende un palo sugli sviluppi di un corner, ma il gioco era stato fermato per un fallo dello stesso difensore. Il Torino è guardingo, attende il momento giusto per ripartire e colpire. Momento che arriva al 19': Perea poco prima dimentica la consegna su D'Ambrosio, viene superato da un calcio di punizione, l'esterno granata stoppa di petto in area biancoceleste, ha tutto il tempo di mettere in mezzo dove Glik si fa trovare pronto a una facile deviazione per il gol del vantaggio: 1-0. La Lazio è tramortita e sembra incapace di reagire. Al 21' è Marchetti a salvare su una buona combinazione D'Ambrosio-Cerci. Spaesata come non mai, non riesce ad avvicinarsi con destrezza dalla parti di Padelli: ci prova Perea dalla distanza al 22', ma il tiro è centrale. Anche l'iniziativa di Lulic tre minuti dopo viene spenta dalla difesa del Torino. Al 39' è Biglia con un potente tiro da fuori a impensierire Padelli che si allunga e respinge. Poi Konko sugli sviluppi dell'azione manca il bersaglio. La Lazio spinge, ma è inefficace e disordinata. Fa impressione scorgere Biglia, ogni volta che deve impostare, guardarsi intorno sconsolato perché non trova compagni (immobili senza palla) ai quali passare il pallone. Segna Hernanes al 49' sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma Tagliavento aveva già fischiato la fine del primo tempo.
Nella ripresa finalmente Petkovic inserisce Keita, anche perché Pereirinha ha preso una brutta botta ed è rimasto negli spogliatoi. Lulic scala al suo posto. Il diciottenne talento ex Primavera accende la manovra biancoceleste, che accerchia il Torino nella propria area di rigore, ma senza successo. Al 4' un tiro cross di Lulic viene alzato da Padelli in angolo. Due minuti dopo ci prova Hernanes dalla distanza, la palla è di poco alta. All'8' Keita inventa uno slalom a destra e il suo cross al centro viene ribattuta in corner. Ventura deve inserire Meggiorini per Immobile, infortunato. Il Torino è in difficoltà e non riesce a uscire dalla propria metà campo, il forcing della Lazio è tanto asfissiante quanto improduttivo. Al 17' la mossa di Petkovic: Floccari per Biglia, nuovo cambio di modulo, dal 4-5-1 si passa a un rocambolesco 4-2-4. Totalmente sbagliato, perché la Lazio smette di giocare e solo le iniziative individuali creano qualche pericolo: è sempre Keita a imperversare bruciando gli avversari, ma i suoi cross in area non vengono sfruttati da compagni. Al 23' Floccari inventa un bel tiro a giro, deviato da un difensore di poco sulla traversa. Sarà l'unica iniziativa dell'attaccante calabrese, che scomparirà pian piano dai radar. Il Torino sfrutta la debolezza del centrocampo biancoceleste con un paio di ripartenze affidate al solito Cerci: al 24' il suo sinistro viene parato a terra da Marchetti e al 28' la Lazio viene graziata dall'errore dell'ex romanista che si divora il raddoppio, da solo davanti alla porta, mal gestendo il contropiede in due contro uno. Al 75' entra Ederson per uno spento Hernanes. Non succede nulla di importante. L'1-0 finale può considerarsi, senza dubbio, il risultato più giusto. Vero è che la Lazio ha creato tanto gioco, spesso disordinato, ma sempre improduttivo. Praticamente nulle le occasioni nitide da gol dalle parti di Padelli. Ora la palla passa alla società.


IL TABELLINO
TORINO-LAZIO 1-0

Marcatori: 19' Glik (T)

Torino (3-5-2): Padelli; Darmian, Glik, Moretti; D'Ambrosio, Basha (68' Brighi), Vives, Farnerud (81' Masiello), Pasquale; Cerci, Immobile (53' Meggiorini). In panchina: Berni, Gomis, Maksimovic, Rodriguez, Scaglia, Bellomo, Gazzi, Barreto. All. Ventura.

Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Dias, Cana, Pereirinha (46' Keita); Candreva, Onazi, Biglia (62' Floccari), Hernanes (75' Ederson), Lulic; Perea. In panchina: Berisha, Strakosha, Biava, Ciani, Novaretti, Vinicius, Cavanda, Ledesma, F. Anderson, Keita. All. Petkovic.

Arbitro: Paolo Tagliavento (sez. Terni)
Assistenti: Ghiandai; Schenone
IV Uomo: Cariolato
ADD1: Irrati; ADD2: Massa.

Note: Ammoniti Biglia (L), Perea (L), Basha (T), Cerci (T), Glik (T)
Recupero: 2' pt; 3' st.