Intervento militare arabo in Yemen

Vigilia di una nuova guerra in Medio Oriente?

25.11.2009 - Valentina Berdozzi

Il Medio Oriente è sconvolto al suo interno da una guerra silenziosa, sconosciuta, che si protrae da tempo, su cui l'attenzione mediatica non si appunta e che sta inesorabilmente trascinando un intero paese, lo Yemen, sull'orlo di una vera e propria secessione intestina, ed una regione, quella che comprende Iran, Iraq, Arabia Saudita e lo stesso Yemen, sull'orlo di un altro scontro totale.

Epicentro di questo clima di tensione è la terra yemenita, minacciata da un lato da una grave crisi interna che continua dagli anni Ottanta e che si concentra nella zona settentrionale del paese: è la guerra civile con i ribelli houthi - movimento sciita fondato da Houssein al-Houthi - che ancora oggi firma iniziative di rivendicazione armata e violenta. Ai problemi con il gruppo sciita nel nord si aggiungono ora i disagi e le iniziative dimostrative organizzate dal movimento secessionista yemenita, che ha concentrato la sua azione soprattutto attorno allo strategico polo portuale di Aden e nella zona meridionale del paese.

Una situazione di allerta bellica su due fronti aggravatasi all'inizio di questo mese quando, al fianco delle forze militari del governo yemenita guidato da Sana'a e impegnate a sud, sono scese le milizie arabe, che hanno dichiarato di essere intervenute militarmente nel paese per evitare infiltrazioni houthi nel proprio territorio. Una giustificazione che, però, appare solo di facciata e che sembrerebbe mascherare, in realtà, la possibilità di un imminente conflitto arabo-iraniano. L'Iran viene infatti accusato di sostenere l'azione houthi nel nord del paese, anche se prove evidenti di un suo coinvolgimento nell'attività di guerra civile al nord non ci sono. L'intervento dell'Arabia Saudita nei disordini intestini yemeniti, alla luce del delicato trascorso della regione e della contrapposizione anche religiosa tra gli iraniani prevalentemente sciiti e gli arabi per la maggior parte sunniti, aprirebbe pericolosi spiragli attraverso cui spirano allarmanti venti di guerra; nonché la possibilità che le minacce interne all'unità dello stato yemenita si trasformino nell'occasione che dia il via ad una nuova fase della guerra regionale in Medio Oriente.