Cosa c’è in un’iniezione letale

12.07.2008 - Enrico Crea

 

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L’iniezione letale è uno strumento utilizzato per l’esecuzione delle condanne a morte, purtroppo, ancora in molti Paesi, presunti democratici e moderni (come, ad esempio, gli Stati Uniti d’America). Spetta al Texas il triste esordio, anno 1982, di tale pratica. Nel 1996 anche la Repubblica Popolare Cinese introduce l’iniezione letale nella propria Costituzione e nel 1998 viene eseguita la prima condanna: in questo lasso di due anni un equipe di ricercatori cinesi ha studiato quale possa essere il metodo più efficace di esecuzione. Non è dato conoscere quelli che in ambito scientifico si chiamano “Materiali e Metodi” cioè su chi o cosa e come siano stati condotti questi studi… Ad oggi, la procedura prevede una tecnica simile ad un’anestesia generale: al condannato viene iniettata, per via endovenosa, una dose letale di pentothal (un potentissimo sedativo-ipnotico) ed un agente chimico ad azione paralizzante (tipo il curaro). Dopo l’iniezione, il cuore continua a battere ancora per un massimo di quindici minuti mentre la vittima passa ad uno stato di incoscienza e poi muore per paralisi respiratoria, seguita da arresto cardiaco. In Texas, invece, a queste due sostanze ne viene aggiunta una terza, il cloruro di potassio che provoca paralisi cardiaca. Alcuni esperti sostengono che questa sia “la più umana delle condanne a morte”(…), poiché la durata e l’intensità della sofferenza del condannato sono ridotte ai minimi termini. Ma la Farmacologia non è una scienza esatta e tanti parametri (solo per citarne uno, lo stato emotivo) possono determinare l’efficacia o meno di una “terapia” e la rapidità della risposta di un organismo, tanto è vero che già si è verificato il caso di un condannato che, agonizzante, ha impiegato molto più tempo del necessario prima di giungere all’exitus fatale. Ma l’umanità non si limita a questo, infatti, il compassionevole ordinamento giuridico americano prevede, inoltre, che tre persone competenti in materia (?) vengano scelte per somministrare l’iniezione letale e che siano messe loro a disposizione tre siringhe di cui una sola contenente la miscela mortale, in modo da non sapere chi è il vero esecutore tra i tre o l’effettivo omicida tra i quattro…