Sarkozy all'Eliseo

07.05.2007 - Nicola Liguori

Il cambiamento tanto aspettato non c’è stato.
Certo sarebbe stato interessante vedere Madame Ségolène Royal destreggiarsi nella veste di Presidente della Repubblica Francese che andava ad aggiungersi al Cancelliere tedesco Angela Merkel e la probabile Hillary Clinton negli Usa. L’avremmo potuta chiamare “la rivincita delle donne” o meglio “l’ora delle donne” nel panorama politico-internazionale.
Così non è stato. Nicolàs Sarkozy è stato il grande trionfatore nella notte del 6 maggio. Ha convinto di più, ma soprattutto si è dimostrato, durante tutta la campagna elettorale, un uomo di grande zelo, temperanza e potere.
Immaginate voi Madame Royal che si relaziona con Bush?
Per il popolo francese, talmente patriottico e fiero di sé, la bella donna non poteva che essere un’utopia. A lei vanno comunque i grandi meriti per essere riuscita ad attirare attraverso il suo programma volto soprattutto al sociale (ma non saprei poi quanto applicabile nella realtà) milioni e milioni di persone.
Al contrario, M. Sarkozy, Ministro dell’Interno e dell’Economia nel governo Chirac, tramite la sua esperienza è apparso più deciso e più realista. Ha esposto i problemi della Francia e attraverso analisi dettagliate e specifiche ha cercato di proporre soluzioni ai problemi.
Un plauso va ai cittadini francesi. Al loro modo di vivere la politica, di sentirsi partecipanti attivi e non passivi. Oltre alle associazioni di categoria, sindacati, giovani di diversa estrazione politica che si riuniscono e che cercano di stilare un programma comune da sottoporre ai candidati. Per i loro interessi in qualità di imprenditori, lavoratori, studenti.
Interessante sarà ora vedere il nuovo ruolo della Francia nello scenario mondiale.
Sarkozy, appena eletto nel suo primo discorso a caldo, durato una decina di minuti, ha già fatto capire la sua linea nel contesto internazionale.
La Francia parteciperà in maniera attiva al processo di costruzione europea e dovrà essere una nazione pilastro, trascinatore. Appoggio incondizionato agli Stati Uniti (la grande amicizia tra Bush e il neo Presidente Francese potrebbe portare a qualche retroscena nello scacchiere della politica internazionale).
E regolarizzazione immigrazione.
On verrà! Staremo a vedere come dicono qui in Francia.