CALCIO - Roma, occasione persa

Un pareggio che lascia l'amaro in bocca

21.01.2013 - Francesco Palumbo

All'Olimpico, contro l'Inter, la squadra giallorossa getta al vento l'ennesima opportunità di dare un senso a questo campionato. Serata piovosa e umida come solo certe sere nei dintorni dello stadio Olimpico sanno essere, eppure il colpo d'occhio sugli spalti è davvero emozionante. Cospicua presenza anche da parte dei tifosi neroazzurri. La Roma parte bene, sembra tonica e volenterosa. I primi venti minuti sono da applausi, chi ama questo sport non può non apprezzare. Zeman si affida a capitan Totti, non al meglio ma dignitosa e con gol la sua prestazione, e a De Rossi. Il centrocampista di Ostia dura un tempo e poi lascia spazio al greco Tachtsidis a causa di un problema muscolare. L'Inter del romano e romanista Stramaccioni sorprende un po' tutti mandando in campo Livaja, giovane attaccante croato della primavera. Le reti tutte nel primo tempo. Apre Francesco Totti su un discusso rigore concesso al 22' del primo tempo. Bradley viene lanciato in area di rigore ma non riesce a trovare la palla a causa di un maldestro e imprudente intervento di Ranocchia. Non c'è contatto fra i due ma l'irruenza del difensore interista giustifica la concessione della massima punizione da parte di Orsato di Schio. Batte Totti e Roma in vantaggio. Continua ad attaccare la squadra di Roma e lo fa coinvolgendo il pubblico. Osvaldo e compagni però non riescono mai a trovare il gol vittoria e l'Inter prende coraggio. Prima è proprio il ragazzino croato a scuotere i pali di un deludente Goicoechea, grande gesto tecnico davvero, controllo di petto e tiro di controbalzo che sbatte sul palo interno per poi spegnersi in fallo laterale. Sul finire del primo tempo ecco il pareggio. Guarin, il migliore dei suoi, complice forse un tocco di braccio si porta avanti il pallone entrando in area di rigore avversaria e poi mette in mezzo il pallone giusto per Palacio che da quella posizione non può sbagliare. 1-1 e tutti sotto la doccia.
Nella ripresa lo spettacolo a tratti viene meno e lascia spazio alla stanchezza. Entrambe le squadre accusano i supplementari di Coppa Italia che hanno disputato in settimana. La Roma continua a fare la partita, ma sbaglia troppo. Tanti passaggi fuori misura ma soprattuttto tante occasioni buttate al vento da posizioni ravvicinate. Lamela è improvvisamente la brutta copia del giocatore ammirato durante la prima parte della stagione, Piris è Piris e con tutto il rispetto non può essere lui ad avere anche il compito di finalizzare in porta. Osvaldo appare svogliato ed ingiustificatamente nervoso. L'Inter è pericolosa in contropiede e a un certo punto inizia a credere anche di poter vincere. Si salva Marquinhos, il giovane difensore brasiliano è ormai una piacevole conferma.
Finisce in pareggio, ora i punti che separano la Roma dalla zona Champions League sono addirittura 10. Troppi. Zeman non ha responsabilità se i suoi giocatori non riescono a finalizzare le tante occasioni da gol però dovrebbe fare un passo indietro e accorgersi che non può ostinarsi a schierare un portiere capace di sbagliare puntualmente ogni uscita alta, un centrocampista ex Verona capace di sbagliare elementari passaggi orizzontali.
Adesso non resta che la Coppa Italia, mercoledì prossimo sarà di nuovo Roma-Inter e in vista della sfida di ritorno che si disputerà ad aprile e non più il 30 gennaio 2013 secondo quanto deciso dalla Lega venerdì scorso, ci si augura di avere in campo una squadra diversa, improvvisamente più cinica e cattiva sotto porta, più concentrata e unita dallo stesso desiderio: guadagnarsi la finale.