CALCIO – IL PUNTO SUL CAMPIONATO – Giaccherini, un gol da scudetto

Il Milan punta ora al secondo posto, crisi nera per Napoli e Inter che perdono contro Chievo e Bologna

11.03.2013 - jacopo fontanelli

Diciamo la verità, il campionato non è mai stato in bilico e la maledizione dell'essere l'anti-Juve ha piano piano eliminato ogni concorrente più o meno plausibile.

Si era cominciato in estate; sulla carta Milan e Roma le più accreditate a poter battagliare coi bianconeri. Partenza disastrosa per entrambe, la prima è stata vicina fino a novembre alla zona retrocessione, la seconda ha vissuto fino a febbraio con un allenatore che non sembrava esser seguitissimo dallo spogliatoio (per dirla con un eufemismo).

Poi è toccato all'Inter che, dopo aver interrotto in una partita sola l'imbattibilità di Signora e del suo stadio, ha raccolto 13 punti in 11 partite (e con un piede e quattro dita dell'altro fuori dall'Europa League). Ora è l'ombra di sé stessa, alla ricerca di un gioco che non c'è mai stato, sottomessa e dominata in casa dall'ottimo Bologna di Pioli. 0-1 Gilardino, e settimo gol del Gila contro i neroazzurri con cinque maglie diverse.

La maledizione ha colpito anche la Lazio, arrivata a tre punti dalla capolista. Per solidità difensiva e compattezza si è pensato che, anche per lo scontro diretto in casa, potesse dare molto fastidio o quantomeno provarci. Invece sono 8 i punti biancocelesti nelle ultime nove partite, dove tra gli avversari ci sono stati Chievo, Palermo e Siena. Ieri sera all'Olimpico la Fiorentina ha giocato il suo solito calcio pulito fatto di possesso palla e verticalizzazioni e ha espugnato un campo a lei sempre ostico con un secco 0-2 firmato Montenegro-Serbia: Jovetic e Ljajić a cavallo dei due tempi chiudono i conti. Come l'Inter anche la Lazio registra l'ennesima sconfitta post Europa.

Infine è toccato al Napoli, forse la squadra che ha resistito di più intorno alla Juventus. Un gol nelle ultime 6 partite e punti persi con Sampdoria, Chievo e Udinese, per non parlare della pesante eliminazione col Viktoria Plzeň. 0-2 anche al Bentegodi (col Chievo sempre più bestia nera), con due incertezze di De Sanctis e rigore sbagliato da Cavani. Anche gli angeli mangiano i fagioli.

La Juventus con un gol di Giaccherini al 91' (discusso il fallo bianconero a centrocampo da cui nasce l'azione), dopo aver dominato in lungo e in largo, mette le mani sullo scudetto numero 29, e non 31 sia chiaro, approfittando per l'appunto di tutte le imprecisioni delle sue inseguitrici. Nove punti sono tanti, e la Champions potrà distrarre una squadra inesperta, non questa Juve così solida e quadrata.

Il weekend si era aperto come si era chiuso lo scorso; polemiche sulla vittoria del Milan. La squadra è in forma e non lo nega nessuno, ma dopo un rigore inventato con l'Udinese (come ammesso anche a Milanello - rigori che ha visto anche Berlusconi ancorché affetto da congiuntivite) e un'espulsione molto molto dubbia con la Lazio, anche venerdì al Genoa mancano almeno un paio di rigori. Il Milan da novembre a oggi è la squadra che ha fatto più punti (anche più della Juve) e ora punta diritto al secondo posto.

Perde un'occasione la Roma, che finisce 1-1 nel pantano di Udine, pur giocando quasi mezzora con l'uomo in più. Segna Lamela e pareggia Muriel e Osvaldo sul finire sbaglia un gol che nemmeno il miglior Darko Pancev. I giallorossi comunque sono lì, in corsa più verosimilmente per un posto in Europa League piuttosto che in Champions.

Amauri e Ibarbo i protagonisti che non ti aspetti; segnano più ieri in una partita sola che nelle restanti 27 giornate. Due triplette che annientano il Torino (4-1 al Tardini) e la Sampdoria (3-1 all'Is Arenas).

L'Atalanta batte 2-1 il Pescara e ritrova i gol di Denis, condannando gli abruzzesi sempre più alla serie b, serie nella quale dovrebbe quasi certamente trovare il Palermo di Gasperini sconfitto in casa per 2-1 dal Siena di Iachini, che pur partito con sei punti di penalizzazione sta provando il miracolo su cui nessuno a inizio stagione avrebbe scommesso. Zamparini sta provando a consolarsi con il record di allenatori cambiati nel corso della stessa stagione; dovrebbe saltare Gasperini ed esser richiamato Sannino. Sarebbe il 5 in 28 giornate, fa più o meno un allenatore ogni sei partite. La b, sembra essere la naturale conseguenza di una gestione così sconclusionata.