CALCIO - Hernanes all'Inter, tifosi laziali in rivolta

Il Profeta lascia Formello e scoppia in lacrime. La trattativa tra Lotito e Thohir continua tra l'incertezza delle cifre

31.01.2014 - Francesco Di Cicco

Hernanes in lacrime

 

LACRIME - Le lacrime di Hernanes hanno fatto breccia nella tifoseria biancoceleste. Ieri pomeriggio il profeta ha lasciato, con ogni probabilità per l'ultima volta da laziale, il centro di Formello piangendo, suscitando commozione e amarezza tra gli addetti ai lavori e scatenando la contestazione della tifoseria. Magari il presidente, secondo il suo costume, parlerà di una sparuta minoranza spintasi fin sotto le finestre della sua residenza per protestare contro la cessione di uno dei migliori giocatori. Tuttavia il tam tam mediatico è spaventoso: via etere e sul web si rincorrono gli sviluppi della trattativa e si registra la protesta e lo smarrimento per quella che appare come una campagna di indebolimento. Alcuni addirittura rimpiangono l'immobilismo delle ultime sessioni di calciomercato invernale, al termine delle quali la Lazio non usciva decisamente rafforzata ma neppure indebolita. La situazione è caldissima e impone, in assenza di dichiarazioni societarie, un esercizio di ragionamento.

DENARI - Da quanto raccolto in merito all'ancora non ufficiale cessione di Hernanes all'Inter, emerge che la società milanese non disporrebbe dei denari necessari per soddisfare le richieste di Lotito, costringendo il presidente Thohir a rivedere persino le strategie di acquisizione della società nerazzurra. Però siamo nel campo delle ipotesi, dove bisogna tener conto di ogni fattore. Allora, Hernanes è un (ottimo) giocatore col contratto in scadenza il 30 giugno del 2015. Ne consegue che, scegliendo di non rinnovate come ha pubblicamente dichiarato sulla propria pagina ufficiale di Facebook, già dal prossimo gennaio la Lazio avrebbe rischiato di perderlo a zero in caso di trasferimento all'estero. Di contro, l'allenatore della società biancoceleste fino alla scadenza contrattuale di Hernanes, a meno di stravolgimenti poco ipotizzabili vista la virata intervenuta nel rendimento della squadra, sarà Edy Reja il quale, in conferenza stampa ha sottolineato come il brasiliano sia un giocatore tatticamente difficilmente collocabile, avallando implicitamente una sua cessione.

COL SENNO DEL POI - Analogamente a quanto successe con Signori, l'emotività sta animando la protesta dei tifosi: la cessione di Beppe, con Sergio Cragnotti deciso (giusta intuizione, col senno del poi) a puntare su Mancini, avrebbe fruttato 25 miliardi di lire più il cartellino di Pippo Inzaghi. In seguito Signori andò alla Sampdoria in cambio praticamente di nulla e, con lo stesso senno del poi, vista la carriera di Inzaghi, la domanda è: chi ci ha guadagnato? È possibile inoltre che, complice anche la scadenza contrattuale, Lotito stia trattando (magari tardivamente, poiché troppo a ridosso della scadenza) la cessione del Profeta nel tentativo di raggranellare qualcosa per muovere il mercato: se uno è costretto a vendere infatti, è più facile che piazzi i suoi gioielli piuttosto che la roba vecchia in cantina, così come tenta di fare Thohir con Guarin. Questo per dire che sono a disposizione diversi elementi da tenere in conto per una serena analisi dai quali si fatica a intuire il quadro d'insieme: è chiaro che il rischio di perdere a zero un giocatore come Hernanes sarebbe una catastrofe sportivo-finanziaria; è evidente che la partenza del brasiliano non farebbe strappare i capelli al mister, uno che lo ha sostituito spesso e volentieri in passato ed è altrettanto chiaro che, proprio per l'imminente termine contrattuale, il prezzo fissato per il cartellino è abbastanza inferiore a quello stabilito, per esempio, dalla Roma nelle cessioni di Lamela e Marquinhos, anche per il fatto che i due giovani giallorossi erano blindati da accordi di lunga durata.

STRATEGIE? - La vera incognita è rappresentata dalle strategie societarie (se ve ne sono): Reja ha chiarito alla stampa che nel centrocampo biancoceleste, al posto di Hernanes, inserirebbe il rientrante Mauri, che in quel ruolo si è ben comportato anni addietro grazie a uno spiccato senso dell'inserimento senza palla. Il Mister ha altresì affermato di essere a posto nella batteria di difensori centrali, dove un innesto sarebbe possibile solo a fronte della partenza di un altro, con Ciani in pole position. In attacco è arrivato Postiga, attaccante esperto, poco prolifico, ma che comunque può rappresentare un buon cambio o un buon compagno per Miroslav Klose. Quindi, con il vuoto lasciato da Hernanes, quale sarebbe il settore oggetto di intervento da parte della società? Forse sugli esterni? Magari ingaggiando un terzino destro affidabile che sopperisca alla cronica cagionevolezza di Konko, arresosi anche a Napoli dopo appena mezzora, o alla sbadataggine tattica di Cavanda? O sulla fascia difensiva opposta, dove i malanni sempre più frequenti di Radu costringono sovente Lulic a giocare in un ruolo che non mostra di amare? O, ancora, Lotito spera di finanziare la prossima campagna acquisti estiva con i soldini provenienti dalla cessione di Hernanes?

BIVIO - Forse il presidente della Lazio, isolato nel suo maniero con una folla inferocita davanti e un gradimento ai minimi storici, privato - almeno nell'immediato - dell'ambizione di edificare un nuovo stadio con annessi e connessi, si rende conto per la prima volta di essere davanti a un bivio: riportare la Lazio almeno nelle posizioni che le competono e che ne fanno il sesto bacino d'interesse nazionale o scivolare nell'oblio di una gestione sciatta e sbiadita, con il suo nome addirittura dimenticato se non ricordato con fastidio. Ha rilevato la Lazio dall'inferno, l'ha risanata lentamente, diventandone uno dei dirigenti più vincenti della storia, non può desiderare questo. Quando sarà terminato ufficialmente il calciomercato, sapremo. Non quale sia la strategia, se esistente, ma la direzione imboccata davanti al bivio.