CALCIO - IL PUNTO SUL CAMPIONATO - Vincono le prime tranne la Viola. Juve e Roma a forza tre

È la giornata delle M. Risalgono Livorno e Catania, disastro Lazio. Bene le milanesi. Settimana di Coppe

17.02.2014 - jacopo fontanelli

Serie A

LA PRIMA M - Tante storie in questa giornata. È la giornata della M, che non è la emme della Metro ma semplicemente delle tante storie di questa giornata. Partiamo dalla prima in classifica. Juve Chievo 3-1, chiariamolo subito. Partita senza storia, e che c'entra la emme? Ah si, la M è quella di Marchisio. Il principino bianconero, fissa il 2-0 e dà quel segnale che chiedeva Conte: occhio a rilassarsi che in panca c'è un signor giocatore che quando gioca è decisivo (vedi anche gol di Cagliari). Per il resto il Chievo riapre la partita solo con un gollonzo degno di un "Mai dire gol" d'annata, ma l'illusione dura cinque minuti. Llorente la richiude subito.
C'è spazio per altre due scene: Giovinco esce fischiato (perché?) e manda a quel paese mezzo stadio, e Conte lo consola urlando vergogna. E poi lo stesso Conte fa felice l'Italia non bianconera affermando, in risposta alle polemiche dichiarazioni di Capello: "della Juve di Capello non ricordo di certo il gioco spumeggiante, ma solo i due scudetti revocati". Dunque sono 29, salvo parziale rettifica sempre post partita.

LA SECONDA M - La seconda storia con la M della giornata è quella della Roma, della Magica Roma. I giallorossi si riprendono dal 3-0 di Coppa e ne rifilano 3 alla malcapitata Sampdoria. Le firme, neanche a dirlo, cominciano tutte per M; Mattia Destro (due volte) e Miralem Pjanic. Garcia ritrova in un colpo solo gioco, gol e fiducia e la rincorsa alla Juventus può continuare.

LA TERZA M - È quella di papà Balotelli. Mario Balotelli, che ha scoperto di essere papà con 14 mesi di ritardo, gli stessi 14 mesi in cui è al Milan. Ha tirato una sabongia direttamente dalla cucina di casa sua su cui Curci non ha potuto niente. Dedicherà il gol a Pia? Macché, "dedico il gol a Fanny, la mia ragazza che amo tanto". Del resto era San Valentino, anzi che non l'abbia scoperto con quattordici mesi di ritardo. 1-0 per il Milan che con Seedorf ha vinto tre partite tutte e tre segnando negli ultimissimi minuti.

LA QUARTA E LA QUINTA M - Sono tutte nell'anticipo del sabato sera tra Fiorentina e Inter, non a caso la sfida tra Montella e Mazzarri. La prima è quella decisiva di Mauro Icardi. Entra e segna l'1-2 decisivo (in fuorigioco, anche abbastanza evidente), ma poi sparisce dal campo tanto che Mazzarri (toh un'altra M) dice che gli ultimi minuti sono stati giocati in 10 e mezzo. La quinta M, dopo cinque mesi, è quella di Mario Gomez. Per ora si era fatto ammirare, dagli uomini, per Carina (di nome e di fatto) la sua splendida compagna che lo affianca in tribuna, e dalla donne per il suo sguardo gelido e il suo capello impomatato alla Fonzie. Bello è bello, bravo anche, ma dopo cinque mesi per guarire da un infortunio per cui di solito ce ne vogliono due, è ora di farsi valere anche sul prato verde. Ottima Inter e Fiorentina comprensibilmente stanca dopo la rimonta in Coppa contro l'Udinese. E diciamolo: giocare senza Savic, Borja Valero, Ambrosini, Rossi, Gomez e Matri (per scelta) alla lunga si fa sentire.

LA SESTA M - Quella di Mauri. È tornato nel derby per giocare quarantacinque minuti, dopo sei mesi di squalifica per il calcio scommesse ma nove di assenza dal campo, e a Catania è tornato titolare per la prima volta. Subito gol. Il gol del 1-1 che pareggia il gol dopo 40 secondi di Mariano Izco. Nella ripresa segneranno Spolli e Peruzzi, per un 3-1 finale. Reja perde a Catania quasi per confermare la tradizione. Lazio troppo brutta per essere vera. Curiosa la storia del Catania: ha vinto quattro partite, ripassando la tabellina del sei. Alla sesta, alla dodicesima, alla diciottesima e alla ventiquattresima. A guardare il calendario gli etnei potrebbero favorire Juve e Fiorentina visto che alla trentesima hanno il Napoli e alla trentaseiesima la Roma.

LA SETTIMA M - quella di Malesani. Se per Chievo e Livorno il cambio in panchina sembra aver giovato, lo stesso non può dirsi per il Sassuolo. Tre partite e tre sconfitte per il tecnico veneto. 0-2 del Napoli, grazie ai gol di Dzemaili e Insigne (una vera perla). Il Napoli allunga sulla Fiorentina puntellando il terzo posto, convincendosi di poter arrivare secondo.

L'OTTAVA M - Il Parma annienta l'Atalanta a Bergamo: ottava M, quella di Molinaro che apre le danze (bentornato in Italia dopo la parentesi allo Stoccarda), poi autogol di Benalouane, Cassano e l'ex Schelotto sul finire di partita.

ANCORA M - Pari spettacolo tra Genoa e Udinese: 3-3, con gol in mezzo di Muriel e Moussà Konatè (altre M). Basta, Fernades e Gilardino doppietta segnano gli altri. Due gol di Gilardino che lo candidano dritto al..., comincia per M e si gioca in Brasile.

L'ULTIMA M - quella di Mimmo Di Carlo. Il neo allenatore del Livorno espugna il Sant'Elia per 1-2, grazie ai gol di Emerson (che come Balotelli tira uno scaldabagno da quaranta metri) e Paulinho. A nulla serve il gol di Nené. Due a uno per il Livorno anche per quanto riguarda gli espulsi. Chiudono in nove gli ospiti e in dieci i padroni di casa.

IL POSTICIPO - Verona-Torino, il posticipo del Lunedì che promette spettacolo, e per rimanere in tema dovrebbero segnare Martinho e Maxsimovic.

LE COPPE EUROPEE - In settimana tutte le italiane impegnate in Coppa: Milan con l'Atletico in Champions, giovedì Lazio con il Ludogorets e Fiorentina con l'Elfsborg, Juve col Trabznospor, Napoli in Galles con lo Swansea. In bocca al lupo.