CALCIO - IL PUNTO SUL CAMPIONATO - Juventus, mani sullo scudetto: vince a San Siro contro un Milan sciupone

Roma e Inter: zero gol, pugni e orrori arbitrali. Lazio corsara a Firenze. Il Torino cade contro la Sampdoria

03.03.2014 - jacopo fontanelli

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MANI SULLO SCUDETTO - Guardando il calendario avevamo detto che queste tre giornate avrebbero detto tanto in chiave scudetto. Siamo alla seconda di tre giornate cruciali e i bianconeri si sono cuciti un altro pezzo di tricolore sulla maglia. La Roma andava a Bologna e la Juventus aveva il derby: si diceva che era un turno favorevole ai giallorossi. Due vittorie e tutto invariato. Poi la Roma ospitava l'Inter incerottata e incapace di battere, nell'ordine, Sampdoria, Parma, Chievo, Catania, Cagliari in casa, e Signora che va a Milano ad affrontare i nuovi rossoneri di Seedorf. Turno favorevole alla Roma, ma punti che anziché diminuire, aumentano. + 11 a dodici dal termine, ma la Roma deve sempre recuperare la partita in casa col Parma.

ESPULSIONI - È la giornata delle espulsioni, date e non date. Chievo, Catania, Sassuolo e Bologna finiscono in dieci. Roma e Inter avrebbero dovuto. De Rossi non convocato per il regolamento etico e Berardi nemmeno per il pugno con cui si è fatto espellere 50 secondi dopo essere entrato in campo.

SCIUPONE DI UN DIAVOLO - A San Siro la partita la fa il Milan. Gioca, pressa, corre e sfiora il gol in almeno tre occasioni (di cui due nella stessa azione con Buffon e Bonucci che salvano su Kaká). Il gol della Juve è roba da lustrarsi gli occhi. Marchisio per Tevez che di prima vede Lichtsteiner, lo svizzero entra in area e appoggia per Llorente che segna a porta vuota. Tutto di prima, tutto bellissimo. Ma risultato bugiardo.
Nella ripresa gli ospiti legittimano il vantaggio, non rischiando molto, anzi mettendo il risultato al sicuro grazie ad un bolide di Tevez (ora capocannoniere del campionato) da venticinque metri sul quale Abbiati non può nulla. Ora per la Juve le tre partite con la Fiorentina.

PUGNI ALL'OLIMPCO - La Roma ha giocato un giorno prima, una partita che negli ultimi anni ha sempre regalato gol e spettacolo. Zero gol e zero spettacolo quest'anno. Meglio l'Inter nel primo tempo. Meglio la Roma nel secondo. Occasionissima di Palacio di testa nel primo tempo, occasionissima di Pjanic nel secondo. Tutto in parità, anche le proteste. Protesta l'Inter per un rigore su Icardi (netto), protesta la Roma per un rigore su Destro. Pugno di De Rossi a Icardi, e pugno di Juan a Romagnoli. Tutto in parità, ma se Bergonzi e De Marco avessero fatto il loro dovere, per la Roma si sarebbe messa davvero male, considerato che i due rigori e l'espulsione di De Rossi si svolgono tutte nel primo tempo. Ma il calcio spettacolo è un'altra cosa.

NAPOLI STOP - Il Napoli non ne approfitta. Poteva arrivare allo scontro diretto della settimana prossima accorciando in classifica ma non va oltre l'1-1 di Livorno. Mertens su rigore (generoso, l'ennesimo), e autogol di Reina. Sono settimane che a Napoli sono convinti di poter recuperare la Roma. Vedendolo giocare non si capisce perché. Meno proclami e meno cinguettii, forse sarebbe meglio. Benitez continua a dimostrare di essere più adatto a giocare in Europa che in un campionato.

RISCOSSA LAZIO - Male, molto male la Fiorentina. La Lazio, dopo l'Inter, sbanca Firenze grazie a una mezza rovesciata di Cana al quinto minuto. Lazio solida che corre pochi rischi, e che sfiora il raddoppio in più di un'occasione (traversa di Konko e miracolo di Neto su Onazi). Dopo la bruciante eliminazione in Europa questa vittoria rilancia i biancocelesti per entrare nelle prime sei anche quest'anno.

PARMA IMBATTUTO - Il Parma non sa più perdere; quattordicesimo risultato utile consecutivo e Sassuolo condannato alla sesta sconfitta consecutiva (Malesani vicino all'esonero). Parolo dopo un minuto. Poi tante parate di Mirante e poco altro in un derby emiliano che non ha avuto molto da dire. Dicevamo di Berardi all'inizio: Malesani non lo sta facendo giocare, e il modo in cui è entrato in campo è la risposta migliore a chi si stesse chiedendo perché. La squadra di Donadoni raggiunge il Verona a 40 punti.

IN FONDO - Verona che fa 0-0 in casa col Bologna e deve anche ringraziare Rafael che para un rigore a Bianchi.
Molto bene le genovesi che si tirano fuori dalla zona salvezza. La Doria sbanca l'Olimpico di Torino per 0-2 (Okaka, in fuorigioco, e Gabbiadini). E Il Grifone batte 2-0 il Catania grazie ad Antonelli e Sturaro.
L'Atalanta batte il Chievo 2-1 grazie a Carmona e Cigarini (inframezzati dal pari di Dainelli).
Cagliari nel lunch match batte 3-0 l'Udinese e vede la salvezza grazie ai gol di Ibarbo, Vecino e Ibrahimi.
Classifica spaccata in fondo. Per non retrocedere, a meno di risultati clamorosi, sono rimasti a lottare in cinque. Sassuolo, Catania e Livorno, Chievo e Bologna, poi c'è l'Udinese che ha un margine di sei punti. Rassicurante, ma non troppo.