CALCIO - Higuain batte Berisha, la Lazio perde posizioni

La gemma del centravanti argentino porta il Napoli al terzo posto. Biancocelesti, intensità e abnegazione, ma poca qualità

18.01.2015 - Cristiano Di Silvio

Higuain e Radu

Eccolo il Napoli a firma Benitez. Soffre, si piega ma non si spezza e come può colpisce. Quando lo fa, il colpo che assesta è da k.o. Che non inganni la curiosa casacca color jeans: la squadra campana non viene per rilassarsi e passare una domenica spensierata, tutt'altro. L'undici del patron De Laurentis scende in campo con la concentrazione dello scontro diretto e con la consapevolezza che una vittoria a casa Pioli può significare tanto, tantissimo in chiave Europa. Al novantacinquesimo tira fuori dal frigorifero lo champagne dei giorni migliori: ora è terzo e col morale alle stelle. E la Lazio? La Lazio, seppur incerottata, c'è. Seppur battuta, la Biancoceleste non esce ridimensionata dal confronto, al contrario. La lotta Champions sarà così, fino alla fine: una sorta di altalena, una gara a rincorrersi, che vedrà inserirsi anche altri protagonisti. Servirà tenerlo a mente e dotarsi di una dose maggiore di cinismo e precisione, quanto capire che la miglior difesa è la difesa, concentrata ed efficace dal primo all'ultimo minuto, al netto di chi va in campo. Ora, sabato, col Milan Pioli e i suoi ragazzi non possono sbagliare: battere il Diavolo per tornare a correre.

HIGUAIN INVENTA - Pioli, scuro in volto e con l'umore sotto i tacchi dopo aver passato la settimana a contare gli assenti di questa partita (l'ultimo ad alzare bandiera bianca in ordine di tempo è Capitan Mauri), compie scelte obbligate (Berisha per Marchetti, Keita per Felipe Anderson), ma tenta il colpaccio tattico inserendo Ledesma accanto a Biglia per spezzare i pericolosi uno-due che tanta fortuna hanno portato al Napoli e ripartire veloci. Esperimento solo in parte riuscito. Perché la Lazio crea, ma in area non c'è nessuno: così a inizio ripresa Ledesma viene sacrificato in favore di Klose. La difesa (ma quando arriva il famoso centrale?) è la stessa vista al derby, dopo l'uscita di De Vrij: Cavanda a sinistra con Radu centrale. Cana e Basta, chiudono il reparto. Della mediana s'è detto; il terzo a menare le danze è lo stakanovista Parolo. Lì davanti con Candreva e il talentino spagnolo il ballottaggio infinito lo vince il serbo Djordjevic. Il Napoli risponde con tutti gli effettivi a disposizione, cosa non da poco. Per provare a far male, Benitez premia ancora una volata il belga Mertens in luogo del grigio Hamsik, oggetto sempre più misterioso in questo Napoli che invece corre sempre più. In attacco, ottimo e abbondante, Gonzalo Higuain: veloce, spietato, polemico, ovvero tutto quello che alla voce centravanti si può trovare in un ipotetico manuale del calcio. È la Lazio a fare la partita riversandosi nella metà campo partenopea, e al 7' va vicina al colpo grosso: punizione di Ledesma, con l'ariete serbo bravo a deviare di testa ma sfortunato a impattare sul corpo di Albiol; solo angolo e tanto rammarico. La Lazio continua a impossessarsi di metri su metri, gira bene la palla: Keita e Cavanda si alternano sulla sinistra, con l'obiettivo di spaventare Maggio e servire palloni in area. Insomma, la Lazio si fa apprezzare; impegno e velocità piacciono al suo pubblico. Il Napoli mette fuori la testa dal guscio al 15', quando una veloce combinazione Higuain-Maggio viene fermata con le cattive da Radu: punizione dai sedici metri assai ghiotta, ma Mertens la spreca sulla barriera. Poi ancora Lazio, con Candreva bravo e generoso nel duello Strinic. Tre minuti più tardi, nel miglior momento laziale, ecco il colpo da tre punti: una serpentina di Keita sotto la Monte Mario viene stoppata con mestiere da Albiol, che alleggerisce per Mertens, bravo a toccare di prima il pallone e a trasformarlo in un fendente per Higuain, altrettanto sontuoso nel mandare il maldestro Radu fori giri con una finta di corpo per poi infilare un impacciato Berisha proprio sul suo palo. Gol d'autore, gol pesante. Se ne accorge la panchina del Napoli, tutta un urlo e un abbraccio, lo avverte l'Olimpico, raggelato sul più bello. Nei venti minuti successivi, però, la Lazio schiuma rabbia e carica a testa bassa, creando tre limpide occasioni utili almeno per impattare il risultato. Si comincia al 27', quando Biglia lascia partire un destro che si allarga solo all'ultimo. Tre minuti più tardi rabbia e sconforto per una zuccata di Parolo, cercato da Ledesma direttamente su punizione, che si spegne sulla traversa. Ma l'occasione più grande, e al tempo stesso la più semplice, ha la colpa di capitare sui piedi di un terzino: è il 37' quando la protervia di Basta si traduce in un cross a campanile dalla destra che scavalca sia Djordjevic che Albiol e che capita, pronto solo per essere spinto in porta, a contatto con Cavanda, talmente morbido nel tocco da fa sembrare l'occasione un inoffensivo retropassaggio. Rafael ringrazia guardando il cielo, l'Olimpico quasi sbotta. Fine primo tempo, cielo coperto e uggioso, brutte sensazioni in tribuna.

IL NAPOLI TIENE - Mai sotto dopo un primo tempo, che Lazio uscirà dagli spogliatoi? Pioli manda subito in campo Klose al posto di Ledesma. Al 5' Keita se ne va sulla sinistra, serie di finte, cross a mezza altezza, con la palla che rimbalza sul braccio di Albiol e poi su quello di Maggio. Rigore? Forse, ma non per Rizzoli. La Lazio prova ad attaccare ma inevitabilmente si scopre e al 9' pare capitolare: ancora protagonista Higuain che sfreccia sotto la Tevere e ai sedici metri lascia partire un destro che sfiora il palo più lontano. Sarebbe stato un altro capolavoro, e avrebbe coinciso con la fine delle speranze laziali. Che in verità non sono così numerose: pur con tutta la trazione offensiva, la compagine romana non è veloce come al solito, le due punte paiono pestarsi i piedi, Cavanda appare troppo testardo nei dribbling: in poche parole, tanta voglia, poca qualità e tanta imprecisione. Benitez e i suoi cambi, invece, vogliono dire che il Napoli punta a mantenere il parziale senza stravolgere la propria fisionomia, perché quando l'ha fatto il risultato è stato pessimo (leggi Juventus): tornare a Soccavo stasera con tre punti nella borsa va forse al di là delle più rosee aspettative. I minuti corrono veloci, a dieci minuti dalla fine c'è anche l'esordio di Danilo Cataldi, che entra subito determinato e volitivo, ma la Lazio fatica a cambiare ritmo, addormentato abilmente dagli esperti mediani azzurri. Neanche il recupero di cinque minuti aggiunge lustro alle iniziative della Lazio, che si morde le mani e impreca contro la sfortuna di essersi presentata al gran ballo senza i suoi più acclamati damerini. Il Napoli incassa e ringrazia, soprattutto il suo talentuoso nove, letale e prezioso.


IL TABELINO
LAZIO-NAPOLI 0-1

Marcatori: 18' Higuain (N)

Lazio (4-3-3): Berisha; Basta, Cana, Radu, Cavanda (83' Pereirinha); Biglia, Ledesma (46' Klose), Parolo (81' Cataldi); Candreva, Djordjevic, Keita. A disposizione: Strakosha, Gerrieri, Novaretti, Konko, Onazi, Tounkara. All. Pioli

Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Koulibaly, Strinic; David Lopez, Gargano; Callejon, De Guzman (83' Jorginho), Mertens (61' Hamsik); Higuain (86' Zapata). A disposizione: Andujar, Colombo, Henrique, Mesto, Inler, Gabbiadini. All. Benitez

Arbitro: Nicola Rizzoli (sez. Bologna)
Assistenti: Stefani, Costanzo;
IV Uomo: Posado
ADD1: Rocchi
ADD2: Candussio
Note: Ammoniti Ledesma (L), David Lopez (N), Parolo (L), Mertens (N), Keita (L), Gargano (N)
Recupero 2' pt; 5' st.