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Recensione: Fratelli Calafuria - Altafedeltapaura

25.04.2010 - Edoardo Iervolino



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Titolo: Altafedeltapaura
Artista: Fratelli Calafuria
Etichetta: Massive Arts
Anno di uscita: 2010
Genere: Alt Rock
Voto: 7

 

I Fratelli Calafuria tornano nei negozi con un nuovo Ep intitolato “Altafedeltapaura”. Già dal loro “Del fregarsene di tutto e non fregarsene di niente” si erano dimostrati come una delle realtà più alternative, nei fatti, del panorama italiano. Se nel primo lavoro la loro verve meneghina e “dabere/cazzeggio” veniva fuori in modo netto, questo EP presenta una band meno virata verso il divertissement spiccio, impegnandosi in un rock pensato, scemo nelle parole ma ponderato nelle sonorità, con dinamiche musicali a tratti originali e a volte ripetitive rispetto alla loro prima uscita discografica. Stringendo: personalità confermata e capacità sonora piuttosto originale e alternativa. Dopo il jungle di “Altfedeltapaura”, brano che ricorda da vicino le pulsioni selvagge di “Remain in Light” dei Talkinheads, veniamo sorpresi da “Il Fatto, dei CD Incantati”, brano incentrato sulla base di un giradischi malfunzionante. Con “Affatto Normale”, nonostante la differenza palpabile di un basso molto più catarroso e di sonorità molto più studiate, si torna alle tematiche del loro successo “La Noblie Arte”: l’essere giovani e slang, unendo questo a sonorità post punk, rapide ed incisive. Dopo la lennoniana-sotto-metamfetamine “Denise”, vero e proprio assurdo musicale, conclude l’EP la centometristica “Basta Ironia”, condita, spiacevolmente, dai “uou-uou” e dai “zoè” che tanto poco apprezziamo. 

Musicalmente i Fratelli Calafuria si confermano una delle band più nonsense e piacevoli d’Italia: la loro intelligenza creativa, spesso accompagnata anche da testi totalmente privi di logica, si amalgama con la loro voglia di sorprendere con scelte molto personali e richiami a buona musica del passato. Per loro un altro centro, in attesa del disco.

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