LIVE REPORT - Sparks Within, WE AS ONE, Babel - Closer Club (Roma 22 giugno)
03.07.2012 - Matteo Chiocchi
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Serata di nicchia, serata underground. Ma soprattutto serata molto calda in quel del Closer di Roma, per una rassegna di musica emergente molto interessante. I gruppi coinvolti sono molto giovani ma la voglia di suonare e l’attitudine live che li ha contraddistinti in ognuna delle esibizioni ha sicuramente ripagato il pubblico venuto a vedere il piccolo ‘festival’. La scaletta composta da Sparks Within, Babel e We As One ha permesso ad ogni gruppo di potersi esibire per circa trenta minuti sul palco del Closer Club. Le band che si sono avvicendate e divise il palco han dimostrato sebbene la giovane età di saper bene reggere la scena live e il rapporto con gli spettatori, non annoiando mai e divertendo anche per la cura maniacale con cui avevan curato il proprio look.
A tal proposito forse c’è da fare sicuramente i complimenti alle nuove generazioni di musicisti emergenti romani. A dispetto di alcuni più blasonati onnipresenti e ovunque invitati artisti della scena capitolina, i movimenti emo, pop punk e alternative rock riescono più facilmente a veicolare i propri messaggi sonori utilizzando anche una immagine mediatica meglio costruita e ben pensata.
I The Sparks Within divertono e convincono nella loro esibizione sospesa a metà tra i Paramore e le atmosfere pop-punk zuccherose di gruppi quali i nostrani Vanilla Sky.
Tra pop, punk, emo e chitarre distorte l’esibizione dei We As One presentanti il singolo “I’m broken” ha ben convinto per sudore e impatto sonoro. La band che generalmente è un duo chitarra e batteria, si presenta live supportata da una seconda chitarra e da un bassista. Picchiando e martellando gli ascoltatori i giovani punkers presentano un repertorio molto ‘statunitense’ nei contenuti e nei suoni, vicino a No Use for a Name e Millencollin. Con qualche lieve imprecisione nelle esecuzioni tipica dell’attitudine punk, anche loro han donato al pubblico tanto sudore e tanta passione.
Una serata live diversa a Roma (troppo abituata ad insistere nell’underground su sfortunati e ‘raccomandati’ cantautori menagrami), che ha regalato la soddisfazione di vedere l’entusiasmo e l’ardore di una nuova generazione di musicisti. Speriamo che non si brucino.
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