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AMBIENTE - Pagella di Legambiente ai mari italiani

Secondo Goletta Verde 2012, allarme per Calabria, Liguria e Campania. Promosse Sardegna e Toscana

17.08.2012 - Redazione



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Il 14 agosto scorso, con tempistica forse troppo generosa nei confronti del mercato turistico (a stagione quasi conclusa nessun danno per le località balneari meno virtuose), Goletta Verde di Legambiente ha reso noto il bilancio dello stato di salute del mare nostrano, tutt'altro che invidiabile.

La storica campagna ambientalista di Legambiente, che prende il nome dall'omonima imbarcazione che naviga da 27 anni per difendere il patrimonio marino e costiero italiano, ha monitorato per due mesi la qualità del mare e delle spiagge italiane, circumnavigando la penisola e stilando un bilancio e una classifica finale per regioni. 

I dati che per primi giungono all'occhio non sono ressicuranti: su un campione di 205 analisi microbiologiche effettuate sull'acqua marina, 120 sono risultati fuorilegge - in media uno ogni 62 km di costa - e ben 100 hanno dimostrato un forte inquinamento, con concentrazione di batteri ben oltre il limite consentito.

Da bollino rosso si riconfermano, come l'anno scorso, i mari di Campania e Calabria (rispettivamente con 19 e 14 punti inquinati); la prima regione è tra l'altro risultata, secondo i dati diffusi da Federalberghi nell'agosto 2012, la prima per incremento di presenze turistiche.

Una triste sorpresa arriva quest'anno dalla regione Liguria, che guadagna in negativo tre posizioni rispetto allo scorso anno, con 15 punti inquinati su un totale di 18 esaminati, con una media di un campione inquinato ogni 23 km di litorale.

A seguire, il Lazio conferma la quarta posizione dello scorso anno con 13 punti di campionamento inquinati. Bollino rosso per San Felice Circeo, Gaeta e Formia, e bandiera nera assegnata al sindaco di Roma per il progetto  del Waterfront di Ostia, una colata di cemento lungo il litorale romano che, secondo Legambiente, danneggerebbe il litorale della capitale piuttosto che riqualificarlo.

Ottime performance invece per Sardegna e Toscana, risultate le regioni con la più bassa concentrazione di inquinamento costiero (1 punto critico ogni 433 km di costa per la prima e 1 ogni 200 km per la seconda).

Altra sorpresa arriva dall'Emilia Romagna che, complici le secche delle foci, ha fatto registrare un solo valore fuori norma in tutta la costa.

Secondo Legambiente, comunque, i dati complessivi non sono rassicuranti: sul banco degli imputati c'è la mancata o inadeguata depurazione dei reflui fognari, che riguarda ancora 24 milioni di abitanti e che si registra più fortemente in Sicilia, lazio e Liguria.

Come sottolinea Legambiente, il problema ambientale e sanitario diventerà presto anche economico: oltre al danno, la beffa, perché l'Italia è stata condanna, da parte della Corte di Giustizia Europea, a pagare multe milionarie a causa di 109 agglomerati urbani medio grandi distribuiti in 8 regioni (ma più della metà in Sicilia), non ancora adeguati alla direttiva europea sul trattamento delle acqua reflue.

Le priorità sono dunque, per un cambio di rotta, aprire nuovi cantieri per la depurazione, al fine di risanare fiumi e mari ed evitare sanzioni comunitarie. E' necessario, poi, garantire trasparenza e informazione ai cittadini sui divieti di balneazione.

Legambiente invita tutti i cittadini a segnalare scarichi in mare o sostanze sospette scrivendo a sosgoletta@legambiente.it  

 

 

 

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