Per un nuovo circuito distributivo
Gli indipendenti al potere…forze
19.06.2009 - Valentino Catricalà
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Credo siano ormai una quindicina d’anni che si sente parlare del problema della distribuzione italiana. In effetti il sistema fa acqua da tutte le parti procurando, di conseguenza, un abbassamento della qualità artistica. Provvedimenti se ne sono presi sempre, però, occorre sottolinearlo, da parte di gruppi isolati. Infatti l’iniziativa, promossa da 100AUTORI e dal Dipartimento Comunicazione Spettacolo dell’Università Roma Tre, mira proprio ad un tentativo di unione da parte di questi gruppi isolati. Un nuovo circuito distributivo che riesca a far emergere un cinema cosiddetto di “qualità”è possibile solamente attraverso una unione di tutte quelle realtà separate che dominano lo scenario italiano. La forma scelta per iniziare un positivo dialogo è quella del convegno. L’11 Giugno, sul palco del Palladium, sono stati chiamati ad interagire i maggiori esponenti del panorama cinematografico italiano: Gaetano Blandini, Riccardo Tozzi, Giulia Rodano, Lamberto Mancini, Luciano Sovena, Lionello Cerri, la mattina mentre nel pomeriggio si sono espressi Vittorio Moroni, Stefano Tummolini, Antonio Sancassaini, Francesco Gesualdi, Silvana Molino. E’ chiaro che questi appena nominati sono solo una parte di tutto il programma completo.
Una iniziativa del genere non si fa in un attimo. Di problemi ne sono stati esposti molti. Solo per fare qualche esempio, basti pensare all’enorme numero di opere indipendenti prodotte non avente un vero mercato distributivo. Oppure la difficoltà nello svincolare gli esercenti dall’obbligo di comprare pacchetti di film senza la possibilità di scegliere i propri prodotti a causa di una concorrenza con le multisala, le major, il cinema di cassetta e così via. Insomma è tutto un circolo vizioso da sciogliere. Il punto è che nulla può essere sciolto senza l’aiuto di una adeguata tecnologia. Ecco che a questo punto viene in aiuto il digitale. Le sale devono aggiornarsi in vista della tecnologia digitale. L’incontro allora, come dice il programma, si pone anche l’impegno di verificare la disponibilità di finanziamenti per la digitalizzazione e il recupero delle vecchie sale.
Insomma imprese di questo tipo non sono mai facili. Rimane però la sottile convinzione che solo grazie a iniziative del genere qualcosa si possa smuovere visto che all’orizzonte, nel panorama italiano, si continua a vedere, almeno per ora, solo deserto.
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